Renault supera le attese sui ricavi, elettriche +85%. Ma le vendite calano del 6% e Dacia soffre la concorrenza cinese
Renault supera le attese sui ricavi, elettriche +85%. Ma le vendite calano del 6% e Dacia soffre la concorrenza cinese
Il gruppo francese chiude il terzo trimestre con un fatturato di 11,6 miliardi di euro (+1,5%) e conferma gli obiettivi per il 2026. Le auto a batteria sono un quarto delle vendite e la collaborazione con Geely sostiene i ricavi

di Andrea Boeris 29/10/2026 07:30

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Renault supera le attese sui ricavi e conferma gli obiettivi finanziari per il 2026, nonostante il calo delle vendite e l’aumento della concorrenza dei costruttori cinesi. Il gruppo francese guidato da François Provost ha chiuso il terzo trimestre con un fatturato di 11,6 miliardi di euro, in aumento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2025 e dell’1,4% a cambi costanti. Il risultato è migliore delle previsioni degli analisti, che si aspettavano una contrazione dello 0,3% a parità di cambi. Le consegne mondiali sono però diminuite del 6%, a 497.799 veicoli e a sostenere il fatturato hanno contribuito soprattutto la crescita delle automobili elettriche, i servizi finanziari e le attività industriali con i partner, tra cui la cinese Geely.

La casa automobilistica ha confermato la guidance per l’intero esercizio, che prevede un margine operativo di circa il 5,5% e un free cash flow della divisione auto intorno a un miliardo di euro. Renault si aspetta un leggero miglioramento della redditività nella seconda metà dell’anno rispetto al 5,2% del primo semestre, anche se l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’inflazione limiteranno il consueto beneficio stagionale. Nei primi nove mesi del 2026 il fatturato complessivo ha raggiunto 41,8 miliardi, in crescita del 7,1%, mentre le vendite si sono fermate a 1,66 milioni di veicoli, in calo del 2,2%.

Le elettriche crescono dell’85%: sono un quarto delle vendite

La principale spinta commerciale per Renault arriva dalle auto completamente elettriche. Nel terzo trimestre le vendite dei modelli a batteria sono aumentate dell’84,7% rispetto a un anno prima, portando la loro quota al 25,8% delle autovetture vendute dal gruppo, con un incremento di 12,2 punti percentuali. Considerando anche le motorizzazioni ibride, la quota delle auto elettrificate ha raggiunto il 54,9%, più della metà del venduto. A sostenere la crescita sono in larga parte i nuovi modelli della gamma Renault, a partire dalla Renault 5 E-Tech.

Il gruppo sta però anche cercando di privilegiare i canali commerciali più redditizi. In Europa le vendite ai clienti privati sono aumentate del 5% e hanno rappresentato il 64,8% del totale, con una crescita di 4,6 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2025, mentre le consegne alle società di autonoleggio a breve termine e quelle destinate alle vetture dimostrative sono diminuite del 18%. Renault ha chiuso settembre con scorte complessive di 532 mila veicoli e un portafoglio ordini europeo equivalente a circa due mesi di vendite previste.

Dacia perde terreno contro i cinesi, Alpine continua a crescere

L’andamento dei tre marchi resta molto diverso. Nel trimestre Renault ha registrato una flessione delle vendite del 2,9%, mentre Dacia ha perso il 12,8%. Alpine, invece, ha continuato a crescere, con consegne in aumento del 58,4%, pur partendo da volumi decisamente inferiori.

A pesare su Dacia è soprattutto l’intensificarsi della concorrenza dei costruttori cinesi, che stanno ampliando rapidamente la propria offerta di modelli accessibili, anche ibridi, sul mercato europeo. La pressione è particolarmente evidente nel segmento C, dove il marchio rumeno sta cercando di rafforzarsi con il suv Bigster.

Per rilanciare le vendite, Dacia sta puntando sul rinnovo della gamma, che comprende la Sandero ibrida, la nuova Spring elettrica e la Striker. Il gruppo cerca così di difendere il proprio posizionamento nei segmenti più economici del mercato, dove l’avanzata dei concorrenti cinesi sta rendendo molto difficile mantenere quote e margini.

La collaborazione con Geely sostiene il fatturato

Il calo delle consegne non si è comunque tradotto in una contrazione equivalente dei ricavi. La divisione automobilistica ha registrato un fatturato sostanzialmente stabile a 9,8 miliardi di euro, mentre Mobilize Financial Services è cresciuta dell’11%, a 1,76 miliardi. Un contributo importante è arrivato anche dalle attività con i partner industriali. Nel trimestre queste hanno sostenuto la variazione dei ricavi automobilistici per 4,9 punti percentuali, compensando parte dell’effetto negativo dei minori volumi.

Tra le collaborazioni indicate da Renault c’è quella con Geely in Brasile, dove a settembre è iniziata la produzione di veicoli del gruppo cinese. La partnership consente alla casa francese di utilizzare la propria struttura industriale anche per altri costruttori, aumentando l’impiego degli impianti e generando ricavi non direttamente legati alle vendite dei marchi Renault, Dacia e Alpine. È una strategia che sta assumendo un peso crescente nell’industria automobilistica europea, dove la collaborazione con i produttori cinesi (si prenda come esempio anche Stellantis e i suoi progetti con Leapmotor e Dongfeng) non riguarda più soltanto lo sviluppo delle tecnologie, ma anche la condivisione della capacità produttiva.

Provost conferma gli obiettivi, ma il mercato resta difficile

Il direttore finanziario Duncan Minto ha sottolineato che« la tenuta del fatturato riflette la flessibilità industriale del gruppo, la rete commerciale e il contributo delle attività finanziarie». Renault continuerà a concentrarsi sulla riduzione dei costi e sul lancio di nuovi modelli, nell’ambito del piano strategico futuREady.

La conferma della guidance arriva in un momento complicato per i costruttori europei, alle prese con il rallentamento della domanda, la pressione sui prezzi e l’espansione dei marchi cinesi. E quello che sta facendo Renault è chiaro: difendere la redditività anche a costo di rinunciare a una parte dei volumi meno remunerativi. (riproduzione riservata)