Renault lancia futuREady: 36 nuovi modelli entro il 2030 e nuova piattaforma Ev. Ecco gli obiettivi finanziari del piano
Renault lancia futuREady: 36 nuovi modelli entro il 2030 e nuova piattaforma Ev. Ecco gli obiettivi finanziari del piano
Il ceo Provost presenta la nuova strategia per il post-De Meo: oltre 2 milioni di vendite l'anno entro il 2030. In Europa solo elettrificate

di Andrea Boeris 10/03/2026 07:15

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Renault apre una nuova fase strategica con futuREady, il piano industriale presentato dal ceo François Provost che punta a rafforzare la posizione del gruppo come costruttore automobilistico di riferimento in Europa sfruttando al massimo anche le possibilità di internazionalizzazione in altri continenti e aree, dal Sud America all’India e alla Corea del Sud.

La strategia segna l’evoluzione del piano Renaulution avviato nel 2021 dall’ex ceo italiano Luca de Meo e si basa su quattro pilastri: crescita, tecnologia, eccellenza operativa e fiducia degli stakeholder. La reazione del mercato è positiva: dopo la presentazione del piano il titolo Renault a Parigi ha aperto la seduta di martedì 10 guadagnando quasi il 3% attorno a quota 28,85 euro.

Provost annuncia 36 nuovi modelli entro il 2030

Il cuore del piano resta il prodotto. Da qui al 2030 il gruppo lancerà 36 nuovi modelli, di cui 22 in Europa - 16 completamente elettrici - e altri 14 sui mercati internazionali. L’obiettivo è sostenere la crescita globale e migliorare l’esperienza dei clienti lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.

Obiettivo 2 milioni di vendite, tutte elettrificate in Europa

Per il marchio Renault il target è superare 2 milioni di vetture vendute all’anno entro il 2030, con metà delle consegne fuori dall’Europa. Nel Vecchio Continente tutte le vendite entro il 2030 saranno elettrificate, ovvero elettriche o ibride (e quindi addio alla vendita di auto alimentate esclusivamente a benzina o diesel), mentre nel resto del mondo la quota arriverà al 50%. Il gruppo conferma inoltre che la tecnologia ibrida E-Tech continuerà anche oltre il 2030.

La centralità di Dacia e il ruolo di Alpine

Il piano riguarda anche gli altri marchi. Dacia punta a portare l’elettrificazione a circa due terzi delle vendite entro fine decennio e ad ampliare la gamma elettrica da uno a quattro modelli. Alpine continuerà invece la propria espansione con nuovi modelli elettrici e con la prossima generazione della sportiva Alpine A110.

Nuova piattaforma elettrica e costi ridotti del 40%

Sul fronte tecnologico Renault prepara la nuova piattaforma elettrica RGEV Medium 2.0, con architettura a 800 volt e ricarica ultrarapida fino a circa 10 minuti entro il 2030. La piattaforma potrà equipaggiare modelli dai segmenti B+ a D e offrire autonomie fino a 750 chilometri nella versione elettrica.

Il gruppo vuole inoltre accelerare sul software e sull’intelligenza artificiale, puntando su veicoli sempre più definiti dal software e aggiornabili da remoto. Parallelamente mira a ridurre i costi dei veicoli elettrici del 40% e a migliorare l’efficienza industriale con l’uso di robot e sistemi digitali nelle fabbriche.

Margine operativo del 5-7%, flusso di cassa di 1,5 miliardi

Dal punto di vista finanziario Renault punta a mantenere un margine operativo tra il 5% e il 7% dei ricavi e un flusso di cassa automotive di almeno 1,5 miliardi di euro l’anno in media nel medio termine.

«Con futuREady vogliamo dimostrare che Renault è qui per il lungo periodo e può diventare il punto di riferimento europeo dell’industria automobilistica globale», ha dichiarato Provost annunciando il piano. (riproduzione riservata)

Articolo in aggiornamento