Renault apre una nuova fase strategica con futuREady, il piano industriale presentato dal ceo François Provost che punta a rafforzare la posizione del gruppo come costruttore automobilistico di riferimento in Europa sfruttando al massimo anche le possibilità di internazionalizzazione in altri continenti e aree, dal Sud America all’India e alla Corea del Sud.
La strategia segna l’evoluzione del piano Renaulution avviato nel 2021 dall’ex ceo italiano Luca de Meo e si basa su quattro pilastri: crescita, tecnologia, eccellenza operativa e fiducia degli stakeholder. La reazione del mercato è positiva: dopo la presentazione del piano il titolo Renault a Parigi ha aperto la seduta di martedì 10 guadagnando quasi il 3% attorno a quota 28,85 euro.
Il cuore del piano resta il prodotto. Da qui al 2030 il gruppo lancerà 36 nuovi modelli, di cui 22 in Europa - 16 completamente elettrici - e altri 14 sui mercati internazionali. L’obiettivo è sostenere la crescita globale e migliorare l’esperienza dei clienti lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.
Per il marchio Renault il target è superare 2 milioni di vetture vendute all’anno entro il 2030, con metà delle consegne fuori dall’Europa. Nel Vecchio Continente tutte le vendite entro il 2030 saranno elettrificate, ovvero elettriche o ibride (e quindi addio alla vendita di auto alimentate esclusivamente a benzina o diesel), mentre nel resto del mondo la quota arriverà al 50%. Il gruppo conferma inoltre che la tecnologia ibrida E-Tech continuerà anche oltre il 2030.
Il piano riguarda anche gli altri marchi. Dacia punta a portare l’elettrificazione a circa due terzi delle vendite entro fine decennio e ad ampliare la gamma elettrica da uno a quattro modelli. Alpine continuerà invece la propria espansione con nuovi modelli elettrici e con la prossima generazione della sportiva Alpine A110.
Sul fronte tecnologico Renault prepara la nuova piattaforma elettrica RGEV Medium 2.0, con architettura a 800 volt e ricarica ultrarapida fino a circa 10 minuti entro il 2030. La piattaforma potrà equipaggiare modelli dai segmenti B+ a D e offrire autonomie fino a 750 chilometri nella versione elettrica.
Il gruppo vuole inoltre accelerare sul software e sull’intelligenza artificiale, puntando su veicoli sempre più definiti dal software e aggiornabili da remoto. Parallelamente mira a ridurre i costi dei veicoli elettrici del 40% e a migliorare l’efficienza industriale con l’uso di robot e sistemi digitali nelle fabbriche.
Dal punto di vista finanziario Renault punta a mantenere un margine operativo tra il 5% e il 7% dei ricavi e un flusso di cassa automotive di almeno 1,5 miliardi di euro l’anno in media nel medio termine.
«Con futuREady vogliamo dimostrare che Renault è qui per il lungo periodo e può diventare il punto di riferimento europeo dell’industria automobilistica globale», ha dichiarato Provost annunciando il piano. (riproduzione riservata)
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