Relatech in crisi, le banche studiano la cessione dei crediti per 50 milioni
Relatech in crisi, le banche studiano la cessione dei crediti per 50 milioni
La società tech, uscita da Piazza Affari nel 2024 dopo un’opa a premio del fondo Bregal (della ricca famiglia tedesca Brenninkmeijer che controlla la catena C&A), è finita in composizione negoziata della crisi

di di Elena Dal Maso 01/09/2026 19:15

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La vicenda di Relatech, finita nel giro di un paio di anni da un'opa a premio grazie anche al sostegno delle banche alla composizione negoziata della crisi, sta creando qualche imbarazzo. L’uscita da Piazza Affari nel 2024 di questa società milanese specializzata nella trasformazione digitale delle imprese è stata brillante, grazie a un’offerta lanciata dal fondo svizzero Bregal Unternehmerkapital, con sede a Zug, in mano alla famiglia Brenninkmeijer, fondatrice e proprietaria del gruppo Cofra e famosa in Germania per controllare C&A, una delle più grandi e storiche catene internazionali di negozi di abbigliamento fast-fashion.

Banca Ifis e Banco Bpm, 50 milioni di esposizione

All’epoca del delisting, l’equity value di Relatech era stato valutato circa 110 milioni, la posizione finanziaria netta attorno a 22 milioni. Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, le banche coinvolte nell’operazione a sostegno di Bregal, Banca Ifis e Banco Bpm, si erano impegnate per un finanziamento complessivo attorno a 50 milioni di euro.

Margini in calo

Nel frattempo, i conti sono peggiorati, nel 2025 a fronte di ricavi rimasti sostanzialmente piatti intorno ai 90 milioni di euro, l’ebitda è passato da circa 7 milioni a meno di un milione e non sarebbe stata pagata una rata da due milioni di euro. In miglioramento il primo semestre 2026, con ricavi in crescita del 7%, ma la tensione sui conti è rimasta alta, di conseguenza si è arrivati alla composizione negoziata della crisi.

La cessione del debito

Nel frattempo, la società guidata dall’ad Emiliano Rantucci, ha presentato un piano industriale 2026-2030 che, secondo fonti finanziarie di questo giornale, è stato giudicato realizzabile dai creditori grazie anche ad una serie di tagli ai costi. Nel frattempo, le due banche coinvolte stanno interagendo con la società per rimodulare l'esposizione debitoria.

Con la composizione negoziata, la società potrà infatti avvalersi di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio per condurre trattative con i creditori in un contesto protetto. Banca Ifis e Banco Bpm starebbero inoltre valutando la cessione del finanziamento concordato all’epoca dell’opa a operatori specializzati. Sul tavolo sarebbero già arrivate diverse proposte di acquisto.

Il fondo Bregal, nel frattempo, che controlla la società, fa sapere che «Relatech continua a dialogare in modo costruttivo con i propri partner bancari. Nel corso di queste settimane sono stati compiuti progressi e la società rimane fiduciosa di raggiungere una soluzione duratura e sostenibile. Il management è pienamente impegnato nel ripristino di una solida base finanziaria, e BU (Bregal Unternehmerkapital) è fermamente al fianco di Relatech nel percorso verso questo obiettivo». (riproduzione riservata)