Le guerre e le tensioni internazionali non stanno frenando la voglia di viaggiare. Le rotte divenute rischiose vengono sostituite da mete più sicure, ma chi, come Redion, lavora per assistere chi si muove in giro per il mondo sta continuando a registrare una crescita del giro d’affari anche all’interno di questo scenario complicato.
Redion è il nuovo brand del gruppo Generali che, sotto un’unica piattaforma globale (Care), ha riunito da qualche settimana le attività della ex Europ Assistance (assistenza e polizze viaggi) e di Generali Employee Benefits (servizi ai dipendenti), dando vita a un unico aggregato che, visti i numeri in gioco, rappresenta un pilastro portante per il gruppo guidato dal chief executive officer Philippe Donnet. Da Redion arrivano 5,8 miliardi di euro di ricavi all’anno e per la società lavorano oltre 12 mila dipendenti in più di 190 Paesi in giro per il mondo.
«Grazie all’acquisizione di Swiss Life Network, avvenuta all’inizio inizio di quest’anno e che ha apportato 1,5 miliardi di euro di ricavi, siamo già la prima impresa al mondo nel settore degli employee benefit», dice a Milano Finanza Antoine Parisi, il manager italo-francese a capo della società. «Mentre siamo i secondi se guardiamo all’assistenza e all’assicurazione viaggi a livello globale (alle spalle del gruppo assicurativo tedesco Allianz, ndr), ma nel giro di qualche anno saremo i primi anche in questo mercato», promette.
Domanda. Perché avete deciso di cambiare nome a un marchio storico come Europ Assistance, una società di assistenza nata più di 60 anni fa?
Risposta. Il fatto è che in questi anni siamo diventati un operatore globale. La metà dei ricavi arrivano da mercati diversi dall’Europa e non ci occupiamo soltanto di assistenza ma anche di assicurazioni viaggi, da cui arrivano oggi circa 2 miliardi di euro di ricavi. Oltre ad avere la leadership in Italia siamo i primi assicuratori viaggi negli Stati Uniti e anche in Australia. Con Redion non ci sono limiti né geografici né settoriali e il marchio rende perfettamente l’idea di una società always ready, always on (sempre pronta, sempre attiva, ndr). Siamo digital first (focalizzati priotariamente sul digitale, ndr) ma dietro la tecnologia c’è una rete di decine di migliaia di medici, infermieri, tecnici dell’assistenza stradale ed esperti locali che intervengono di persona quando conta davvero. Qualsiasi cliente, ovunque sia, può scegliere di essere servito interamente da persone.
D. Che cosa vi ha spinti invece a mettere insieme i servizi di employee benefits con il settore dell’assistenza e dei viaggi?
R. Con Redion le due aree di competenza sono state pienamente integrate in tutti i mercati in cui siamo presenti. Questo significa avere un’unica strategia dei dati, investimenti condivisi nell’intelligenza artificiale e uno standard tecnologico e operativo unico. È nata una società con 5,8 miliardi di euro di ricavi, che salgono a poco meno di 7,5 miliardi se si considera anche la recente acquisizione di Swiss Life Network, avvenuta all’inizio di quest’anno e che ha apportato 1,5 miliardi di euro di ricavi e ha consentito a Generali, tramite Redion, di essere la prima società al mondo nel settore degli employee benefit.
D. Nel comparto dell’assistenza e dei viaggi siete invece i secondi. Quali obiettivi avete?
R. Si tratta di un comparto redditizio, ma che ha bisogno di grandi numeri. Da quando sono entrato nel gruppo Generali, 13 anni fa (dopo un passato come chief executive officer di Axa Assistance, ndr), il fatturato di Europ Assistance è più che triplicato ed è passato da 1,3 a 4,5 miliardi di euro. Nel corso del 2022 ho assunto anche la responsabilità di Generali Employee Benefits, dando vita a Generali Care, e l’anno scorso abbiamo incluso anche il segmento assicurativo retail e i servizi sanitari. Ora l’evoluzione verso Redion. L’obiettivo è continuare a crescere a un tasso dell’8-10% l’anno per diventare primi al mondo nell’assistenza nel giro di qualche anno, diciamo entro il 2030.
D. Potreste realizzare acquisizioni per accelerare la crescita?
R. La nostra strategia prevede uno sviluppo per linee interne ma non sono mancate le operazioni straordinarie, come quella che ha riguardato Swiss Life Network. Durante la pandemia abbiamo anche rilevato le attività di Mapfre (il primo gruppo assicurativo spagnolo, ndr) in Australia, il cui valore per colpa del Covid si era di fatto azzerato. Oggi vale 150 milioni di euro di premi e Redion è il primo assicuratore viaggi del Paese. È stata la migliore acquisizione che io abbia mai realizzato. (riproduzione riservata)