Nel 2025 l’attività di recupero fiscale ha raggiunto un risultato storico: 36,2 miliardi di euro riportati nelle casse dello Stato, con un aumento dell’8,4% rispetto al 2024. «Si tratta del dato più alto di sempre: oltre il 43% in più rispetto al 2022», ha rivendicato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio mandato in occasione della cerimonia dei 25 anni dell’Agenzia delle Entrate.
Della cifra complessiva, 29 miliardi (+10,3%) derivano direttamente dal contrasto all’evasione fiscale, mentre 7,2 miliardi arrivano dall’attività di riscossione per conto di altri enti. A questi risultati si affianca anche la crescita del cosiddetto gettito spontaneo, che ha superato i 595 miliardi di euro (+2,8%), segnale di un miglioramento della compliance fiscale.
Il recupero dell’evasione si articola in diverse componenti: 15,9 miliardi versati dopo atti dell’Agenzia delle Entrate, 6,9 miliardi da cartelle di pagamento, 3,3 miliardi grazie alla promozione della compliance e 2,9 miliardi da misure straordinarie, in calo tuttavia rispetto all’anno precedente.
Parallelamente, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha incassato 16,8 miliardi, di cui la maggior parte proveniente da attività ordinarie. Una quota significativa, pari al 57,7%, è stata versata da contribuenti con debiti superiori a 100 mila euro.
Particolarmente rilevante è il rafforzamento dei controlli sulle attività irregolari. Nel 2025 sono state cessate d’ufficio circa 12 mila partite IVA “apri e chiudi”, più del doppio (+105%) rispetto all’anno precedente.
Inoltre, le attività di prevenzione e analisi del rischio hanno evitato oltre 5,6 miliardi di euro di spese indebite, tra crediti fittizi e rimborsi non spettanti. Le indagini contro l’illecito appalto di manodopera hanno generato oltre 400 milioni di incassi e la regolarizzazione di 11.500 lavoratori.
Oltre alla lotta all’evasione, cresce anche il supporto ai contribuenti. Nel 2025 sono stati erogati oltre 21 milioni di servizi mentre i rimborsi fiscali hanno raggiunto 26,3 miliardi. Le dichiarazioni precompilate inviate autonomamente sono state 5,8 milioni. Sempre più centrale il digitale, con oltre il 98% dei servizi catastali e ipotecari utilizzati online.
I risultati del 2025 confermano una strategia basata non solo sulla repressione, ma anche sulla prevenzione e sulla collaborazione con i contribuenti. Come rivendicato dalla stessa premier «l’impegno che il governo vuole mantenere è quello di consegnare agli italiani un sistema fiscale più giusto, veloce e trasparente, alleato dei cittadini, delle famiglie, delle imprese», di un fisco «basato sulla fiducia e sulla collaborazione».
In forte crescita anche il regime di cooperative compliance, con 79 nuove imprese ammesse nell’anno. Nel triennio 2023-2025 il recupero complessivo ha superato i 100 miliardi, contribuendo al rafforzamento dei conti pubblici e al finanziamento di misure per famiglie e imprese.
«La riduzione strutturale dell’evasione rappresenta», ha aggiunto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, «una condizione essenziale per sostenere gli investimenti, accompagnare le riforme e garantire la sostenibilità della finanza pubblica nel medio-lungo periodo».
In questo quadro si collocano le misure contenute nella legge di bilancio, che rafforzano ulteriormente l’azione di contrasto all’evasione per i prossimi anni. «L’obiettivo è potenziare l’utilizzo delle informazioni già nella disponibilità dell’amministrazione finanziaria, migliorando l’efficacia, la selettività e la tempestività degli interventi lungo l’intera filiera che va dall’emersione della base imponibile alla riscossione», ha chiosato il ministro. (riproduzione riservata)