Manca solo l’ufficialità, ma l’opa promossa dalla cordata Cvc-Glb su Recordati è riuscita. Lo si apprende ricostruendo la comunicazione emessa da Consob, che spiega come nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Respighi BidCo (veicolo di Cvc e Gbl) sulle azioni ordinarie Recordati, risulta che oggi 23 ottobre, ultimo giorno di adesioni, sono state presentate 19.395.530 richieste. Pertanto, complessivamente le richieste di adesione raggiungono quota 129.976.365, pari a circa il 65,47% sul totale degli strumenti oggetto di offerta.
A tale percentuale però, come spiegato anche oggi su MF-Milano Finanza, vanno aggiunte le azioni proprie e acquistate all’inizio dell’opa dal consorzio. Un quadro che, secondo primi calcoli spannometrici, dovrebbe portare le adesioni a ben oltre il 70%.
Il delisting nasce dalla convinzione che Recordati possa esprimere maggiormente il proprio potenziale con un orizzonte temporale più lungo e una struttura finanziaria più flessibile. Si tratta di cambiare la gestione del gruppo farmaceutico e di velocizzare le decisioni strategiche.
Per Recordati c’è un evidente tema sul fronte m&a. Una società quotata può continuare a crescere tramite acquisizioni, ma di fronte a un’opportunità significativa, magari ancora lontana dalla generazione di utili, la pressione del mercato può diventare un vincolo. Un deal che richiede anni prima di produrre ritorni può essere difficile da spiegare a investitori abituati a ragionare sui risultati trimestrali. Da privata, Recordati potrebbe avere maggiore libertà nel modulare capitale, debito e investimenti. Il delisting permetterebbe di ragionare in un orizzonte pluriennale senza necessità di dimostrare ogni trimestre il ritorno di investimenti che hanno invece bisogno di molto più tempo per diventare redditizi.
Per esempio, sul fronte delle malattie rare Recordati ha costruito una posizione importante arrivando a generare circa metà dell’ebitda grazie a questo business. Finora il modello è stato quello di acquisire o prendere in licensing prodotti relativamente avanzati nello sviluppo e portarli sul mercato sfruttando la propria piattaforma commerciale.
Il passo successivo potrebbe essere quello di spostarsi più a monte della catena del valore, entrando nella fase di sviluppo di prodotti ancora più giovani e assumendo un ruolo di co-sviluppatore. Una sfida che impone di accettare che una parte degli investimenti possa non arrivare alla commercializzazione, ma che, dall’altra, permette di acquisire progetti a condizioni più favorevoli e catturare, se arrivano sul mercato, un valore molto maggiore.
Sul fronte delle Specialty & Primary Care la sfida appare più lineare: accelerare una crescita che negli ultimi anni è stata contenuta anche a causa dell’esposizione a mercati come Turchia e Russia e dell’effetto dei cambi. Le opportunità possono arrivare dall’espansione geografica, con attenzione a mercati come l’Europa orientale e altri Paesi in crescita, oltre che dall’acquisizione di prodotti complementari alle aree terapeutiche già presidiate, come urologia, gastroenterologia e cardiologia.
È questa la vera scommessa industriale dell’opa: trasformare Recordati in una piattaforma più aggressiva nell’m&a e più coinvolta nello sviluppo dei prodotti. Una strategia che richiede capitale, tempo e maggiore propensione al rischio. (riproduzione riservata)