Ray Dalio, miliardario e fondatore del colosso del private equity Bridgewater Associates, ha avvertito che la politica aggressiva del presidente Donald Trump potrebbe innescare una guerra finanziaria globale con governi e investitori esteri che rivedono il peso degli asset Usa in portafoglio sotto la pressione di dazi e annunci di annessioni.
Martedì Trump ha condiviso sul suo account Truth la foto di una mappa con Venezuela, Canada e Groenlandia coperti dalla bandiera statunitense. All’inizio di gennaio, gli Stati Uniti hanno fatto un blitz in Venezuela e catturato il presidente Nicolas Maduro rivendicando il controllo del settore petrolifero del Paese.
«Dall’altra parte dei deficit commerciali e delle guerre commerciali ci sono i capitali e le guerre dei capitali», ha detto Dalio alla Cnbc, a margine del World Economic Forum di Davos, in Svizzera. «Se si guarda ai conflitti, non si può ignorare la possibilità di guerre dei capitali. In altre parole, potrebbe non esserci più la stessa disponibilità a comprare debito americano».
Il fondatore di Bridgewater Associates, uno dei più grandi hedge fund al mondo, teme che i Paesi che detengono ingenti quantità di dollari e Treasury Usa possano diventare meno disposti a finanziare i deficit statunitensi se dovesse venir meno la fiducia. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti continuano a emettere grandi volumi di debito, creando una situazione problematica se la fiducia si indebolisse da una o dall’altra parte, ha spiegato Dalio.
«Sappiamo che sia i detentori di dollari denominati in asset Usa, sia chi ne ha bisogno, gli Stati Uniti, si preoccupano l’uno dell’altro. Giusto? Se altri Paesi li detengono e sono preoccupati, mentre noi ne stiamo producendo molti, questo diventa un grosso problema», ha aggiunto.
Martedì i prezzi dei Treasury sono scesi velocemente assieme al dollaro e a Wall Street (Nasdaq -2,4%) mentre gli investitori valutavano le minacce di nuovi dazi da parte di Washington, che hanno riacceso i timori di una guerra commerciale con l’Europa e innescato un ondata di Sell America. Il presidente Trump ha inoltre ribadito l’intenzione di annettere la Groenlandia, minacciando nuovi dazi contro i Paesi contrari alla vendita del territorio danese agli Stati Uniti.
Dalio ha ricordato che la storia offre molti esempi di episodi in cui i conflitti economici sono andati oltre il commercio, estendendosi ai flussi di capitale e alle dispute valutarie. «Quando ci sono tensioni geopolitiche internazionali, anche gli alleati non vogliono detenere il debito reciproco. Preferiscono rifugiarsi in una valuta hard. È logico, è un fatto, ed è qualcosa che si ripete nella storia mondiale», ha sottolineato.
Dalio ha infine ribadito l’importanza della diversificazione, sostenendo che gli investitori non dovrebbero fare eccessivo affidamento su una singola asset class o su un solo Paese. Ha indicato l’oro come una copertura nei periodi di stress finanziario, raccomandando che rappresenti tra il 5% e il 15% di un portafoglio standard. «Funziona molto bene quando altri asset vanno male», ha concluso Dalio. «È un efficace strumento di diversificazione».
Mercoledì il prezzo dell’oro tocca un nuovo massimo storico di 4.881 dollari l’oncia durante le contrattazioni in Asia, mentre gli investitori continuano a comprare i beni rifugio man mano che si intensificano le tensioni. (riproduzione riservata)