Rai, lascia il direttore generale Roberto Sergio. Il saluto ai dipendenti
Rai, lascia il direttore generale Roberto Sergio. Il saluto ai dipendenti
Dopo oltre 20 anni, Sergio lascia la Rai, anticipando la sua uscita rispetto al pensionamento previsto nel 2027. Il suo messaggio ai colleghi è un invito a innovare e custodire l'orgoglio del servizio pubblico

di Nicola Carosielli 30/09/2026 12:09

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Giornata storica per la televisione italiana. Oggi 30 settembre il direttore generale della Rai, Roberto Sergio, dopo oltre 22 anni conclude il suo percorso professionale a Viale Mazzini. Si tratta di una decisione che «non coincide con il mio pensionamento, come più volte erroneamente scritto da testate e blog, che avverrà successivamente, al 1 giugno 2027», aveva scritto recentemente sui suoi profili social, «ma rappresenta una scelta autonoma con la quale ho ritenuto di anticipare la conclusione della mia esperienza professionale in Rai».

La lettera di saluto ai dipendenti Rai

«Care Colleghe, Cari Colleghi,
giunge per me il momento di concludere un lungo e straordinario percorso professionale all'interno della Rai, un percorso durato ventidue anni che ha rappresentato molto più di una semplice esperienza lavorativa.
Quando entrai in questa Azienda, sapevo di entrare in una realtà importante. Solo con il passare del tempo ho compreso fino in fondo quanto la Rai sia qualcosa di unico: una grande impresa industriale e culturale, un presidio democratico, un punto di riferimento per milioni di cittadini, una comunità professionale straordinaria fatta di persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, garantiscono un servizio essenziale per il Paese.
In questi ventidue anni ho avuto il privilegio e l'onore di ricoprire responsabilità sempre più importanti, fino a raggiungere i vertici dell'Azienda» ha scritto Sergio.

«Ho attraversato stagioni diverse, affrontato sfide complesse, condiviso decisioni difficili e vissuto momenti di grande soddisfazione. Ho avuto la fortuna di conoscere la Rai nelle sue molteplici articolazioni, di lavorare con tutte le professionalità che la rendono viva e vitale, di apprezzarne il patrimonio di competenze, passione e senso di appartenenza.
Guardando indietro, ciò che più mi colpisce non sono gli incarichi ricoperti o i risultati raggiunti, ma le persone incontrate lungo il cammino. Ho avuto il privilegio di collaborare con donne e uomini che amano profondamente il proprio lavoro e che, con dedizione e professionalità, contribuiscono ogni giorno a rendere la Rai una delle più importanti aziende culturali europee.
E in questo momento il pensiero va inevitabilmente anche a chi non c'è più. Ai tanti colleghi che ci hanno lasciato e che hanno fatto parte della nostra vita e della storia di questa Azienda» ha proseguito il direttore generale.

Il bilancio degli anni al Servizio Pubblico

«Ho sempre considerato la Rai una missione prima ancora che un incarico. Ho cercato di svolgere ogni ruolo affidatomi con lealtà, spirito di servizio, senso delle istituzioni e profondo rispetto per questa Azienda e per il Servizio Pubblico. Se qualche merito mi può essere riconosciuto, è quello di aver sempre messo la Rai al primo posto, consapevole della sua funzione strategica per la crescita culturale, civile e democratica del nostro Paese.

Lascio un'Azienda che sta affrontando una trasformazione profonda, chiamata a competere in uno scenario globale sempre più complesso e sfidante. Sono convinto che la Rai possieda tutte le qualità per continuare a svolgere da protagonista questo percorso: le competenze, la credibilità, il talento delle sue persone e una storia che rappresenta un patrimonio inestimabile.
Ai colleghi più giovani desidero rivolgere un pensiero particolare. Custodite l'orgoglio di appartenere a questa Azienda. Abbiate il coraggio di innovare, di sperimentare, di guardare avanti senza mai perdere il senso della missione che distingue il Servizio Pubblico da qualsiasi altra realtà editoriale.
Personalmente lascio questo incarico con serenità, gratitudine e orgoglio. Serenità per aver dato tutto ciò che potevo dare. Gratitudine per quanto ho ricevuto da questa Azienda e dalle persone che ne fanno parte. Orgoglio per aver avuto l'opportunità di servire la Rai nei suoi ruoli più importanti, vivendo dall'interno alcune delle pagine più significative della sua storia recente.
Porterò sempre con me il ricordo delle sfide affrontate insieme, delle notti trascorse a lavorare per raggiungere un obiettivo, delle soddisfazioni condivise e dei tanti rapporti umani che hanno reso questo viaggio straordinario» ha aggiunto Sergio .