Scommettere sulle banche italiane ed europee senza correre il rischio di concentrarsi su un solo titolo o su una manciata di essi? Per gli investitori sono disponibili, secondo quanto censito da JustEtf, dodici fondi-indice passivi per esporsi al settore finanziario europeo. Nell’ultimo anno i migliori hanno reso quasi il 58%, e su un orizzonte di cinque anni hanno quasi quadruplicato il loro valore.
Tra stagione del risiko e bilanci in grande spolvero grazie all’impennata dei tassi di interesse, il settore bancario europeo è stato dal 2022 in avanti - insieme alla difesa - il dominatore indiscusso dei portafogli. Un dato su tutti: mentre l’indice Euro Stoxx Banks totalizzava un total return del 294% il Nasdaq in euro (trainato a sua volta dal boom dell’intelligenza artificiale) guadagnava il 94%.
Negli indici bancari del Vecchio continente, come prevedibile, l’Italia gioca un ruolo da protagonista. Prendendo come riferimento l’Etf più grande per patrimonio, Amundi Euro Stoxx Banks ad accumulazione (0,3% le commissione annue), che gestisce oltre 5 miliardi di euro di masse, l’Italia è seconda per peso con il 22% della capitalizzazione totale.
A precederla è solo la Spagna, i cui istituti di credito costituiscono quasi un terzo del peso dell’indice. Unicredit (10,1%) e Intesa Sanpaolo (7,8%) sono le due sole banche tricolore tra le prime dieci partecipazioni. Un ranking guidato dai colossi iberici Banco Santander (14%) e Bbva (10,2%).
Ma come si stanno comportando questi Etf in portafoglio dall’inizio del 2026? Pur avendo recuperato in pieno dopo la fase più dura del conflitto in Medio Oriente - quando il loro total return era arrivato in negativo dell’11% - oggi gli Etf bancari sono in positivo di quasi il 2%, anche se stanno sottoperformando lo Stoxx 600 di oltre 3 punti percentuali.
Oltre all’apprezzamento del capitale però questi comparti possono anche essere distributori di ricchi dividendi, esattamente come i singoli titoli bancari. La versione a distribuzione dei fondi-indice sullo Stoxx Europe 600 Banks ha attualmente, non a caso, un rendimento da cedola che arriva a sfiorare il 3,7%. (riproduzione riservata)