Ora le corporation diventano elettori e possono votare: dal Delaware una rivoluzione nella democrazia
Ora le corporation diventano elettori e possono votare: dal Delaware una rivoluzione nella democrazia
La decisione della Corte Superiore del Delaware riconosce il diritto di voto a trust e società proprietarie di immobili nella cittadina di Fenwick Island, sollevando interrogativi sul rapporto tra personalità giuridica, cittadinanza e democrazia

di di Antonio Blandini* 11/06/2026 18:25

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Il Delaware, «the first State» a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti, è punto di riferimento mondiale per la sua legislazione particolarmente favorevole nel diritto societario e tributario. Non a caso ospita oltre il 50% delle società quotate Usa e al registro risultano oltre 1,9 milioni di entità commerciali di varia qualificazione: ovvero un numero superiore agli abitanti di quello che è il secondo Stato più piccolo d’America.

Da questo habitat, e in particolare dalla minuscola Fenwick Island, arriva una originale decisione che ha la potenzialità di scardinare principi consolidati delle democrazie mondiali: la legittimazione attiva al voto in sede elettorale, la qualificazione stessa cioè di elettore.

Il 26 maggio la Corte Superiore del Delaware (giudice Karsnitz), sulla premessa che la personalità giuridica dipende esclusivamente dal riconoscimento legale, ed equiparando la persona «giuridica» alla persona «politica» (definita come «chiunque abbia la cittadinanza»), ha stabilito la previsione secondo cui trust, società a responsabilità limitata, partnership e perfino corporation che posseggono una proprietà a Fenwick sono inclusi nel relativo elettorato attivo delle elezioni amministrative.

Il confronto con l’ordinamento italiano

Difficile trovare un aggettivo per questa decisione. Scandalosa? Rivoluzionaria? O semplicemente sbagliata? Il tema è evidentemente di enorme profondità e delicatezza e non basterebbe un trattato per svolgerlo in maniera adeguata. Alcune considerazioni però possono essere fatte, con riferimento al nostro ordinamento. Certo, l’articolo 48 della Costituzione Italiana individua come elettori «tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età»: il riferimento dunque appare indiscutibile alla persona «fisica».

Tuttavia, se ci spostiamo dalla questione elettorale ad altri ambiti, la personificazione della «società commerciale» è già realtà. Negli ultimi trent’anni sono stati scardinati molti principi, considerati prima intoccabili, che conducono a questo risultato.

La «persona giuridica» può essere socia di società di persone; può essere amministratore di società di persone o di capitali, così come espressamente previsto anche in sede Ue, ad esempio, per il Geie. Soprattutto, con il decreto legislativo 231 del 2001 è stata introdotta la responsabilità amministrativa da reato, superandosi il principio societas delinquere non potest. Con tutte le immense complessità relative all’applicazione di istituti di matrice penalistica, riferiti appunto alla «persona», quali per esempio la messa alla prova, e con il consueto fenomeno tutto italiano (e sul quale sarebbe davvero urgente intervenire) di una Suprema Corte a sezioni unite (la n. 14840/2023) che la ammette anche per gli enti, smentita poi in parte dalla successiva giurisprudenza di merito.

Diritti personalissimi e intelligenza artificiale

C’è poi l’ambito dei diritti personalissimi (identità, nome, reputazione, e così via), che nella giurisprudenza italiana si riconoscono, talora con qualche distinguo, anche agli enti e alle società commerciali; percorso che nel diritto Ue risulta ancora più avanzato che in Italia. Gli esempi potrebbero continuare.

Il tema trova nuova linfa nel dibattito sull’intelligenza artificiale e le sue applicazioni. Se persino il giudice Karsnitz esclude espressamente dal novero degli elettori i robot umanoidi (e meno male!), è nota la provocazione dell’Arabia Saudita che, già nel 2017, concesse la cittadinanza onoraria al robot Sophia, sviluppato da Hanson Robotics. Risale sempre al 2017 (16 febbraio) la Risoluzione del Parlamento Europeo in tema di robotica, che prefigurava addirittura il riconoscimento della personalità elettronica per i robot dotati di una qualche autonomia.

Democrazia, rappresentanza e sfide future

Questo percorso necessita quantomeno di essere analizzato. Un esempio autorevole di legittimazione in sede politica di carattere formale - e non solo sostanziale - del mondo delle imprese giunge dalla City di Londra: alle elezioni del consiglio comunale, le società che vi hanno uffici possono nominare degli elettori in base al numero dei dipendenti che vi lavorano.

Se, come disse Abramo Lincoln, il governo deve essere «del popolo, dal popolo e per il popolo», l’articolazione e la composizione del popolo, la considerazione degli interessi coinvolti in ciascuna scelta e le nuove concezioni della persona e della personalità meritano un adeguato approfondimento proprio per assicurare al massimo grado un assetto democratico «meno sbagliato» possibile ed essere pronti alle scelte che il futuro ci presenterà. (riproduzione riservata)

*professore ordinario di Diritto Commerciale e di Diritto dell’Innovazione