Riferimenti bibliografici inesistenti, citazioni sbagliate, informazioni prive di riscontri. Il tutto frutto della fantasia - o meglio delle «allucinazioni» - dell’intelligenza artificiale applicata ad alcuni report di Pwc. Questo almeno ha rivelato il Financial Times, citando un’indagine di GPTZero. E per la grande consulenza non è il primo scivolone del genere: a maggio 2026 un'altra delle big four, EY, aveva ritirato alcuni studi proprio perché viziati da errori dell’AI.
Il Financial Times segnala nello specifico quattro analisi pubblicate da Pwc Middle East negli ultimi due anni e destinate ai partner del gruppo in Medio Oriente. Nei testi emergerebbe un ricorso esteso all’AI generativa, con il risultato di numerose anomalie nelle fonti: link che non contengono le informazioni citate, altri che rimandano a pagine inesistenti, fonti non attendibili (compreso un blogger con appena 280 follower) e in un caso persino uno studio accademico inventato sulla qualità dell’aria a Riyadh.
Poi, informazioni e schemi che si ripetono. Uno dei quattro report cita tre volte la stessa affermazione, secondo cui il 90% degli incidenti stradali sarebbe dovuto a errori umani, utilizzando ogni volta fonti diverse. «Nessun essere umano citerebbe lo stesso fatto tre volte in due pagine usando tre fonti diverse», ha dichiarato Paul Esau (GPTZero) al Financial Times.
PwC Middle East ha replicato al quotidiano finanziario garantendo di prendere sul serio l’accuratezza delle pubblicazioni e di stare aggiornando un numero limitato di citazioni. La società ha inoltre ribadito di avere procedure di controllo qualità, senza però spiegare come gli errori rinvenuti nei suddetti report siano riusciti a superare tali controlli. (riproduzione riservata)