Dopo appena una settimana dalla visita di Donald Trump a Pechino, è volato in Cina per due giorni il presidente russo Vladimir Putin per un faccia a faccia con Xi Jinping. L’obiettivo è univoco: «Russia e Cina hanno sviluppato varie forme di cooperazione e sono entrambe interessate a rafforzare il rapporto reciproco». Lo ha raccontato a MF-Milano Finanza il vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali (Iai) Ettore Greco.
Va sottolineato però che la Cina «si trova oggi in una posizione di forza, soprattutto alla luce del fallimento dell’aggressione russa in Ucraina nel raggiungere risultati decisivi». Dunque Xi Jinping punta a rafforzare «un rapporto di crescente dipendenza mentre la Cina fa sempre più affidamento sull’energia russa per sostenere la propria crescita economica».
D’altro canto la Russia è sempre più «in difficoltà: l’economia è in crisi e, nonostante abbia beneficiato parzialmente delle ricadute positive legate alle tensioni nel Golfo, continua a subire forti pressioni economiche e strategiche». Per di più «l’Ucraina ha dimostrato di poter colpire infrastrutture e impianti produttivi». Ecco che Putin «guarda con grande interesse alla cooperazione con la Cina, soprattutto per l’accesso alle tecnologie di cui la Russia ha bisogno». Questo dà alla Russia la «sensazione di essere sostenuta nonostante i costi enormi della guerra, ma comporta anche un prezzo politico: un rapporto sempre più sbilanciato, quasi di vassallaggio nei confronti della Cina». È pur vero, ha aggiunto Greco, che Putin «ha ormai poche alternative internazionali, visto che è sempre più isolato. Non credo però che i due giorni di Putin in Cina saranno risolutivi o fondamentali nella gestione del conflitto in Ucraina».
Al contrario, sicuramente sul tavolo c'è l’asse russo-cinese a sostegno dell’Iran «almeno sul piano pratico e diplomatico». L’Iran, infatti, rappresenta «un partner strategico molto importante per la Russia, con Teheran che ha aiutato Mosca soprattutto nella prima fase della guerra in Ucraina». Allo stesso tempo, ha sottolineato Greco, l’Iran «mantiene un legame economico molto stretto con la Cina fornendo grandi quantità di energia al mercato cinese».
Con ogni probabilità Putin e Xi si accorderanno anche per «mantenere una certa concordia strategica tra i principali attori anti-occidentali e concordare la linea d’azione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu riguardante lo stretto di Hormuz», ha segnalato ancora Greco. (riproduzione riservata)