Prysmian, target price stellare e super ciclo fibra-AI fino al 2030: la nuova analisi di Jefferies
Prysmian, target price stellare e super ciclo fibra-AI fino al 2030: la nuova analisi di Jefferies
Jefferies per il periodo 2026-2030 si attende un tasso annuo di crescita del 20% dei ricavi e del 30% dell'ebitda di Prysmian anche grazie ai data center. Ecco dove saranno le prossime acquisizioni

di Francesca Gerosa 02/06/2026 12:00

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Sebbene il titolo Prysmian abbia registrato una performance molto positiva (+44% negli ultimi tre mesi e +163% in un anno), Jefferies continua a vedere un potenziale di upside decisamente interessante nel medio termine, oltre a un ulteriore margine di rialzo rispetto alle stime del consenso. Dopo il settore energetico, il gruppo guidato dal ceo Massimo Battaini sta ora affrontando un altro collo di bottiglia nello sviluppo dell'infrastruttura AI: il lato ottico, sostenendo così gli utili fino al 2030.

Il broker ha quindi aumentato le sue stime e la sua valutazione della somma delle parti della società per riflettere il potenziale del settore ottico (16x l’ev/ebitda rispetto agli 11x precedenti; per la divisione Digital Solutions il multiplo passa da 12x a 30x, in linea con i concorrenti Corning, Furukawa e Fujikura), portando a un nuovo prezzo obiettivo: da 117 a ben 176 euro per azione (rating buy confermato) che implica una corsa del +14,47% rispetto alla quotazione del 2 giugno in borsa a 153,75 euro. Ma nello scenario migliore (un premio del 10% sui multipli di valutazione; un margine ebitda superiore di 50 punti base) il prezzo obiettivo è pari a 202 euro.

Le prospettive di crescita

I risultati del primo trimestre del 2026 indicano un’accelerazione della crescita e un potenziale rialzo dei margini. Sebbene l'ebitda del primo trimestre sia stato in linea con le attese, il management di Prysmian ha indicato un inizio d'anno più forte del previsto, con una migliore crescita organica, puntando ora alla parte alta del range della guidance 2026.

«Il segmento Transmission ha avuto un avvio più lento, ma riteniamo che la crescita dell'ebitda dovrebbe accelerare in modo significativo nei prossimi trimestri, con ulteriori miglioramenti dei margini. Il recupero dei margini del segmento Power Grid è stato limitato nel primo trimestre, ma dovrebbe diventare più evidente nel secondo e terzo. I margini della divisione Digital Solutions hanno sorpreso positivamente, grazie allo spostamento verso clienti più redditizi», precisa Jefferies.

Digital solutions il motore della crescita

Il management ha piani ambiziosi, prevedendo un aumento di oltre il 50% della capacità produttiva nel medio termine per affrontare la carenza di fibra ottica, investendo 1,2 miliardi di euro con visibilità su oltre 5 miliardi di ricavi grazie a un accordo quadro con un hyperscaler.

Jefferies per il periodo 2026-2030 si attende un tasso annuo di crescita di circa il 20% per i ricavi (2x) e di circa il 30% (3x) per l'ebitda. «Prevediamo che l'ebitda della divisione Digital Solutions raggiunga 1,1 miliardi di euro entro il 2030, pari al 23% dell'ebitda del gruppo», stima Jefferies che ha aumentato le stime di ebitda del +1% per il 2026 a 2,806 miliardi di euro, del +7% per il 2027 a 3,386 miliardi e del +13% per il 2028 a 3,921 miliardi grazie all'espansione della capacità produttiva e all'aumento dei prezzi in Digital Solutions, nonché ai margini più elevati nel segmento Transmission.

Al contempo Jefferies ha introdotto le stime per il 2029-2030, vedendo un percorso verso un ebitda di 4,7 miliardi di euro, che implica un tasso medio annuo di crescita dell’ebitda nel periodo 2026-2030 del 14% e dell’utile per azione (eps) del 26%. Per il 2029-2030 si prevedono margini ebitda intorno al 27%, grazie all'acquisizione di Channell (margine ebitda del 40%), al passaggio verso clienti AI a margini più elevati e all'aumento dei prezzi. Non solo. Il backlog di Digital Solutions potrebbe estendersi fino a oltre un anno, con la nuova capacità supportata da accordi quadro pluriennali e anticipi dei clienti che potrebbero coprire una parte significativa della capacità produttiva fino ai primi anni 2030.

L'impatto dei data center e dell'intelligenza artificiale

I data center rappresentano un importante motore di crescita grazie all'impennata degli investimenti degli hyperscaler e all'aumento del contenuto di fibra nei nuovi data center dedicati all'intelligenza artificiale. Il mercato dei cavi in fibra ottica per data center è raddoppiato nel 2024; è quasi raddoppiato nuovamente nel 2025 e dovrebbe continuare a crescere fortemente fino alla fine del decennio. Mentre i data center rappresentavano il 4% del mercato globale nel 2023, si prevede che raggiungano il 30% entro il 2030. La crescita è guidata in particolare dalla domanda di server AI.

Poiché i chip elaborano quantità sempre maggiori di dati e devono essere tutti collegati tra loro, i data center AI richiedono quantità molto più elevate di fibra. Ad esempio, i nodi da 72 Gpu della piattaforma Blackwell di Nvidia richiedono 16 volte più di fibra rispetto ai tradizionali rack cloud; Sterlite ha indicato che i data center AI possono richiedere fino a 36 volte più fibra rispetto ai tradizionali rack server Cpu.

Prysmian è attualmente focalizzata sul collegamento tra l'ambiente IT dei data center e le infrastrutture di telecomunicazione esterne. Di conseguenza, dovrà progressivamente conquistare quote nel «white space», il segmento che genera la crescita più elevata e il maggior contenuto di fibra.

Applicazioni per la difesa

Droni e altri veicoli aerei senza pilota vengono sempre più spesso collegati alle stazioni di controllo tramite cavi in fibra ottica per evitare interferenze nei segnali e ridurre la latenza. La fibra diventa, quindi, un materiale di consumo, anziché una spesa infrastrutturale una tantum.

La domanda di fibra per applicazioni militari è passata dall’1% della domanda globale storica al 15% della domanda globale nel 2025. La Russia rappresenta la maggior parte della domanda, servita principalmente da fornitori cinesi, mentre l'Ucraina assorbe gran parte della quota rimanente, servita da produttori europei e occidentali.

Le distanze percorse possono raggiungere decine di chilometri: 10-20 km nei modelli attuali; oltre 40 km nei nuovi modelli. Con una produzione di 4 milioni di unità in Ucraina nel 2025 e un obiettivo di 7 milioni nel 2026 con una capacità produttiva potenziale di 10 milioni, le applicazioni militari dovrebbero continuare a sostenere fortemente la domanda e i prezzi della fibra.

I prezzi della fibra

Nel 2023 e nella prima parte del 2024 i prezzi globali della fibra ottica erano ai minimi pluriennali a causa di una domanda debole nel broadband e Ftth, forte competizione sui prezzi, eccesso di offerta, soprattutto in Cina. Dopo una fase di stabilizzazione all'inizio del 2025, l'indice dei prezzi è aumentato da 80 punti alla fine del 2025 a 110 punti nel gennaio 2026 fino a 260 punti a marzo di quest’anno. Si tratta dell'incremento più rapido dall'inizio delle rilevazioni nel 2017. Una crescita osservata in tutte le aree del mondo.

I prezzi medi globali della fibra sono aumentati di 3 volte, con incrementi fino a 10 volte in Cina (partendo però da livelli molto depressi), mentre in Europa e negli Stati Uniti gli aumenti sono stati generalmente tra 2 e 4 volte. Gli analisti restano prudenti e nei modelli assumono nel medio termine solo un aumento dei prezzi del 50%, non del 300%, ipotizzando una normalizzazione grazie alla nuova offerta e a un possibile rallentamento della domanda militare in caso di fine del conflitto in Iran. Se, invece, i prezzi attuali dovessero mantenersi tali più a lungo, il potenziale rialzo delle stime sarebbe molto significativo.

Creazione di valore tramite m&a e quotazione negli Stati Uniti

Il management di Prysmian ha, inoltre, indicato ulteriori opportunità di fusioni e acquisizioni con una leva finanziaria prevista sotto 1x entro fine anno e un rating creditizio investment grade confermato, con un outlook migliorato a positivo grazie al forte percorso di riduzione dell'indebitamento successivo alle acquisizioni di Encore Wire e Channell.

«Vediamo una maggior probabilità di operazioni negli Stati Uniti e per la divisione Digital Solutions per rafforzare l'offerta di componenti per data center e per entrare maggiormente nel cosiddetto white space, dove il portafoglio prodotti è attualmente più debole rispetto ai concorrenti globali», prevede Jefferies.

Con l’esposizione in aumento agli Stati Uniti e l'integrazione delle recenti acquisizioni, il management ha rilanciato il progetto di una doppia quotazione negli Usa. «Nei nostri modelli assumiamo programmi di buyback che mantengano la leva finanziaria intorno a 1x nel medio termine, complice il potenziale derivante dall'utilizzo del free cash flow», continua Jefferies. «Poiché il mercato sta già scontando parte del potenziale derivante dalla nuova capacità produttiva, dalle operazioni m&a e dalla quotazione in Usa, la questione centrale diventa ora l'esecuzione».

In conclusione, Jefferies ritiene che il titolo Prysmian si stia progressivamente sganciando dalla propria storia pre-Covid grazie alle acquisizioni strategiche: alla crescita dei mercati trainata da data center, elettrificazione, rinnovabili e reti elettriche; all’ebitda con margini doppi rispetto al periodo pre-Covid; al free cash flow con margini tripli rispetto alle medie storiche. «Considerando il rapporto tra la crescita attesa dell'eps nel medio termine e la valutazione basata sul p/e, Prysmian tratta attualmente con un Peg (prezzo/crescita degli utili) inferiore a 1x, suggerendo una valutazione ancora interessante rispetto al potenziale di crescita previsto», conclude Jefferies. (riproduzione riservata)