I conti di Prysmian continuano la loro ascesa su tutti i fronti – ricavi, margini e cassa generata – nel primo trimestre 2026, con una solida crescita che fa confermare i target per l’intero anno.
I ricavi dei primi tre mesi dell’anno del gruppo guidato dall’ad, Massimo Battaini, registrano una crescita organica del 5% a 5,2 miliardi di ricavi, mentre l’adjusted ebitda tocca quota 601 milioni (+14% anno su anno) nonostante l’impatto negativo per 36 milioni derivanti dai cambi. Il margine complessivo, al prezzo standard dei metalli, passa dal 13,1% al 14,2%.
L’utile netto, complice il cambio di perimetro che ora vede pienamente integrata l’acquisizione di Channell, arriva a 246 milioni (+64%), mentre il free cash flow generato è in lieve rialzo a 1,19 miliardi (da 1,17 del primo trimestre 2025). Forte calo dell’indebitamento finanziario netto, sceso da 4,88 a 3,82 miliardi in un anno.
Secondo le prime valutazioni degli analisti di Citi (buy confermato), però, l’ebitda è del 2% inferiore al consenso, in particolare a causa «del settore Transmission, dove il margine è aumentato come sperato, ma i ricavi sono risultati inferiori alle attese». Il titolo, dopo non essere riuscita a fare prezzo per ribasso, ha aperto a -6% nella seduta del 30 aprile, ma dopo le parole di Battaini sulle prospettive di crescita nei data center e di upgrade della guidance vola, scambiando in rialzo del 4% intorno alle 10.30.
Prysmian ha confermato perciò la guidance 2026, annunciata a febbraio scorso, nonostante il peso evidente dei tassi di cambio. L’ebitda adjusted compreso nell’intervallo tra 2,625 e 2,775 miliardi, il free cash flow tra 1,3 e 1,4 miliardi e i ricavi sustainability-linked tra il 47 e il 49% del totale.
«Nel primo trimestre dell'anno Prysmian ha compiuto progressi significativi. La continua crescita organica, l'aumento dei margini e la forte generazione di cassa sono il punto di partenza di un trend che continuerà nel corso del 2026», spiega Battaini, che sottolinea anche il «ruolo chiave» di Prysmian nel «garantire la sicurezza energetica, contribuendo ad accelerare l’adozione di energia pulita a costi competitivi».
In conferenza stampa Battaini ha definito «probabile» un upgrade della guidance 2026 a luglio se i risultati proseguiranno sulla scia di quanto registrato nel primo trimestre: «Si tratta di un ottimo inizio, con risultati di quasi 50 milioni superiori alle attese».
Inoltre, Battaini evidenzia che la domanda di fibra e cavi ottici è in aumento con la spinta dei data center e «Prysmian trae anche beneficio dall’essere tra i pochi produttori di fibra negli Stati Uniti e l'unico player in grado di offrire soluzioni sia digitali sia energetiche per i data center». Un posizionamento che «rappresenterà una buona base per la crescita futura».
Non a caso nella nota, viene sottolineato che Prysmian sta «negoziando accordi commerciali di lungo periodo con i clienti per cogliere future opportunità di crescita nel mercato dei data center, incluse quelle nel business all’interno dei data center».
In conferenza stampa il ceo ha rinforzato il concetto: «Possibili novità sul tema potrebbero arrivare tra 4-6 settimane per accordi di lungo periodo con hyperscaler, che potrebbero portarci a ulteriori investimenti per migliorare la nostra capacità produttiva negli Stati Uniti».
Sul fronte del dual listing a Wall Street, invece, Battaini non ha escluso la possibilità: «La valuteremo in combinazione di operazioni di m&a importanti negli Stati Uniti, su cui stiamo lavorando ma non possiamo dare previsioni temporali. Stupiremo il mercato nel momento opportuno». La priorità, in ogni caso, è utilizzare la liquidità generata per «crescere, sia in modo organico aumentando la capacità produttiva sia con operazioni di m&a. Ricorrere al buyback è l’ultima opzione».
Sul fronte Transmission, il gruppo dei cavi vede ricavi stabili (+0,4%) a 754 milioni, ma con margini in forte aumento e un ebitda adjusted generato di 146 milioni (201% di margine rispetto ai 16,9% dell’anno passato). Prysmian spiega di essere ben posizionata per superare nel 2026 del 25% l’ebitda adjusted generato l’anno scorso. Il backlog ammonta a circa 17 miliardi, con ulteriori 2 miliardi che dovrebbero aggiungersi.
Continua la forte accelerazione di Power Grid, in tutte le regioni. I ricavi hanno sfondato quota 1 miliardo (+16,2% di crescita organica), ma i margini sono in flessione (dal 15,2% al 12,4% di adjusted ebitda margin) con un ebitda adjusted generato di 107 milioni. I cambi hanno avuto impatto negativo per 7 milioni.
I data center negli Stati Uniti spingono, invece, sia la sotto-business unit di Electrification, Industrial & Construction, sia la business unit Digital Solutions. Industrial & Construction vede salire i ricavi a 2,16 miliardi (+5,8% di crescita organica) trainati dal Nord America (+10% organico).
Nonostante il peso dei cambi (-17 milioni di margini), l’adjusted ebitda sale a 196 milioni con una marginalità arrivata al 13% (+1,4 punti pecentuali). Digital Solutions conferma il trend positivo grazie all’integrazione di Channell e alla domanda di fibra legata ai data center: ricavi in aumento del 9% a 451 milioni ed ebitda adjusted raddoppiato a 8 milioni, con marginalità balzata dal 13,2% al 20,6%. Continuano, invece, gli impatti negativi su Specialties dei business automotive, elevators e oil&gas: ricavi in calo del 6,1% a 696 milioni con un ebitda adjusted di 64 milioni per una marginalità in flessione dall’11,5% all’11,1%. (riproduzione riservata)