Prysmian accelera nel settore dei data center. Il gruppo dei cavi guidato da Massimo Battaini ha sottoscritto un accordo di lungo periodo con Molex, società del gruppo privato statunitense Koch, per la fornitura di cavi ottici destinati ai suoi data center. Un deal del valore massimo di 5,5 miliardi di euro. L’intesa ha una durata fino a dieci anni e prevede anche un pagamento anticipato di 550 milioni.
L’intesa rientra nell’iniziativa rivolta ai grandi operatori dell’intelligenza artificiale (AI hyperscaler) e alle società infrastrutturali, dalla quale Prysmian si aspetta di generare oltre 10 miliardi di ricavi aggiuntivi entro il 2035. A regime, dal 2031, il contributo dovrebbe tradursi in un incremento annuo dei ricavi fino a 1,1 miliardi.
L’accordo rafforza, inoltre, l’espansione negli Stati Uniti, mentre la società valuta la possibilità di una doppia quotazione sul mercato americano e altre acquisizioni per un enterprise value di circa 4 miliardi di dollari. Due anni fa ha acquisito Encore Wire per quasi 4 miliardi di euro, la più grande acquisizione nella sua storia, seguita un anno più tardi dall’acquisto di Channell per un miliardo.
Per sostenere questa crescita, Prysmian investirà 1,25 miliardi entro il 2031 per espandere la capacità produttiva. Il progetto interesserà sia gli stabilimenti europei sia quelli statunitensi. Un programma che porterà alla creazione di oltre mille nuovi posti di lavoro nel mondo, di cui 600 in Usa.
«Stiamo vivendo un momento di svolta per Digital Solutions», ha commentato il ceo, Massimo Battaini. «In linea con gli accordi già conclusi nel business Transmission, possiamo beneficiare di un duplice vantaggio: investiamo insieme ai nostri clienti, compresa l'importante partnership con Molex, per rispondere alla domanda crescente e, al tempo stesso, condividiamo con il mercato una visione chiara della solidità della domanda di lungo periodo e dell'ambizione di Prysmian di affermarsi come leader di riferimento nel digitale, sia dal punto di vista tecnologico sia della scala industriale».
Secondo Battaini, gli accordi commerciali e il rafforzamento della capacità produttiva contribuiranno a consolidare la leadership del gruppo nel segmento dei data center, con ricadute positive anche sulle altre attività, dal potenziamento delle reti elettriche alle soluzioni per la trasmissione di energia, fino alle connessioni digitali a lunga distanza e alle infrastrutture telecom sottomarine.
«Prysmian ha annunciato il tanto atteso accordo di fornitura di cavi in fibra ottica per i data center hyperscale. Il gruppo ritiene che gli accordi nel settore dei data center digitali possano generare oltre 10 miliardi di euro di ricavi fino al 2035; tuttavia, riteniamo che tale cifra includa sia accordi già firmati sia accordi non ancora sottoscritti: la suddivisione tra le due categorie non è stata resa nota», sottolinea Citi.
Nonostante ciò, «l’annuncio è positivo per il titolo la cui debolezza nelle ultime settimane è stata determinata non solo dai trend macro, ma anche dalle preoccupazioni degli investitori riguardo al rinvio dell’annuncio di questo accordo. Pertanto, riteniamo che questa comunicazione possa contribuire a rassicurare il mercato», aggiunge Citi, convinta che la principale fase di crescita della capacità produttiva della società avverrà nel periodo 2029-2030.
Di conseguenza, «è probabile che i volumi relativi all’accordo con Molex siano concentrati nella parte finale del periodo contrattuale, con una crescita progressiva dei ritmi di produzione una volta completata l’espansione della capacità. Gli investitori probabilmente attribuiranno maggior importanza agli accordi che sono già stati formalmente firmati, in quanto rappresentano ricavi più certi e visibili. Sull’azione ribadiamo il rating buy e il target price a 146 euro», conclude Citi.
A detta, invece, di Intermonte i numeri annunciati sia sulla stima di ricavi addizionali nei prossimi 10 anni da hyperscaler e operatori di infrastrutture per i data center (1,1 miliardi di euro di ricavi annui incrementali dal 2031) sia riguardo gli investimenti in capacità produttiva (1,25 miliardi di euro cumulati al 2031) sono allineati alle anticipazioni del management. «Stimiamo che i ricavi addizionali verso data center abbiano un ebitda margin run-rate del 25%, pari a circa 250 milioni di euro di ebitda addizionale annuo nel 2031, il 6/7% di quello del gruppo», precisa Intermonte (rating neutral e target price a 116 euro).
Secondo le stime della società, i 1,1 miliardi di euro di ricavi incrementali annui rappresenterebbero il 6% dei ricavi consolidati del gruppo nell’esercizio 2025, «ma equivalgono alla metà della crescita organica del business Digital Solutions inclusa nelle nostre attuali stime per il periodo 2026-2030, circa 2 miliardi di euro. Confermiamo il giudizio neutral e il target price a 150 euro sul titolo», dichiara Banca Akros.
Il 30 luglio Prysmian pubblicherà i risultati del secondo trimestre del 2026. Grazie alla solidità della divisione Transmission e all'accelerazione di Digital Solutions, Kepler Cheuvreux si aspetta un ebitda di 724 milioni di euro, in crescita del 20% su base annua, dopo il +14% registrato nel primo trimestre. Il consenso di Visible Alpha lo vede a 725 milioni.
Per quanto riguarda la guidance 2026, Kepler Cheuvreux ritiene possibile un incremento di 100 milioni del punto medio delle previsioni annuali da 2,7 a 2,8 miliardi, restringendo al contempo l'intervallo a ±50 milioni. La nuova guidance diventerebbe, quindi, 2,75-2,85 miliardi. Anche il consenso di Visible Alpha è salito a 2,86 miliardi.
Kepler Cheuvreux ha, inoltre, rivisto al rialzo le stime sull'utile per azione per il periodo 2026-2028, con incrementi compresi tra il 3,2% e l'8,7% grazie al contributo della divisione Digital Solutions e ha aumentato il prezzo obiettivo da 133 a 142 euro, confermando tuttavia la raccomandazione hold sull’azione che tratta a 29 volte gli utili attesi per il 2026, multiplo che scenderebbe a 21 volte nel 2028, mentre il rapporto ev/ebit è pari a 19 volte per il 2026 e si riduce a 15 volte nel 2028. Il rendimento del free cash flow è stimato in un intervallo compreso tra il 3,2% e il 3,9%.
Una strategia di crescita nel business delle soluzioni digitali che il mercato ha già premiato: a Piazza Affari il titolo Prysmian in un anno ha messo a segno un +95%. Il 20 luglio ha ritracciato in chiusura dello 0,28% a quota 125 euro. (riproduzione riservata)