M&A, Prysmian compra Atkore negli Usa per 3,8 miliardi di dollari, a deciso sconto. Nasce un colosso dei data center. Il punto degli analisti
M&A, Prysmian compra Atkore negli Usa per 3,8 miliardi di dollari, a deciso sconto. Nasce un colosso dei data center. Il punto degli analisti
Nasce un colosso integrato dell’elettrificazione da oltre 22 miliardi di ricavi e 2,7 miliardi di margini. Operazione mista equity e debito, non andrà ad intaccare il rating investment grade.  Terza acquisizione negli Usa in due anni 

di Elena Dal Maso e Alberto Mapelli 03/08/2026 07:45

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Prysmian (-3,15%) ha raggiunto un accordo per acquisire il gruppo statunitense Atkore, società quotata al Nyse che produce componenti e sistemi per il settore elettrico. Il gruppo italiano dei cavi guidato dall’ad Massimo Battaini pagherà 95 dollari per azione, valorizzando Atkore, gruppo con sede a Harvey (Illinois), 3,8 miliardi di dollari in termini di enterprise value. Si tratta di una valutazione che riconosce ad Atkore un multiplo di 9,8 volte l’ebitda 2025 e circa 7,1 volte l’ebitda 2025 una volta a regime le sinergie. Il premio è di circa il 23% rispetto al prezzo medio degli ultimi 90 giorni.

Nel 2025, Atkore ha registrato ricavi per 2,85 miliardi di dollari e un adjusted ebitda di 386 milioni. Il gruppo Usa dispone di 30 grandi centri produttivi e distributivi, concentrati in Nord America ma con presenze anche in Australia, Belgio, Nuova Zelanda e Regno Unito, e conta circa 5.400 dipendenti nel mondo.  Dal matrimonio nascerà un gruppo da 22,1 miliardi di dollari di ricavi netti e un adjusted ebitda di circa 2,7 miliardi di dollari.

Sinergie e debito

La stima di Prysmian è di generare sinergie annue a regime di circa 150 milioni di dollari, raggiungendo il livello entro tre anni dal closing dell’operazione. Come emerso dalla call con gli analisti, la stima è che circa 100 milioni di sinergie derivino dai ricavi, mentre circa 50 milioni dalla riduzione dei costi. Il deal genererà un incremento dell’utile per azione nella fascia alta della singola cifra percentuale nel primo esercizio post-closing e a doppia cifra una volta completate le sinergie. Il closing è atteso entro la fine del 2026.


L’operazione sarà finanziata con un mix di debito, inclusi strumenti ibridi, ed equity, anche con la cessione di azioni proprie. La suddivisione dovrebbe essere il 20% di equity, il 20% di bond ibridi e il 60% restante dal debito. E' quanto ha spiegato il cfo, Pier Francesco Facchini, durante la conference call con gli analisti. La quota di capitale, anche attraverso il ricorso a uno strumento convertibile - ha spiegato Facchini - sarà «piuttosto limitata», se tradotta in azioni agli attuali prezzi di borsa corrisponderà al 2% del capitale di Prysmian. Un altro 20%, o poco più, sarà finanziato attraverso debito ibrido, considerato dalle agenzie di rating per il 50% come capitale. Lo strumento rafforzerà quindi la componente azionaria ai fini del merito di credito, senza tuttavia produrre effetti diluitivi. La parte restante, pari a circa il 60%, sarà coperta con debito. La struttura del finanziamento, ha sottolineato la società, «è pienamente coerente con il mantenimento dell'attuale rating investment grade di Prysmian, il cui outlook è stato recentemente migliorato a positivo». La previsione a fine 2026 è di avere un rapporto tra debito netto ed ebitda adjusted di 1,4 volte.

Banca Akros: un’operazione a sconto, un punto a favore di Prysmian

Banca Akros conferma lunedì il rating neutral e il target price di 120 euro su Prysmian. Gli analisti ritengono che, ai prezzi di mercato attuali, il multiplo pagato sia sensibilmente inferiore all'ev/ebitda 2025 di Prysmian, pari a 14,7 volte — un elemento che depone a favore della convenienza dell'operazione. Infatti il gruppo italiano paga 9,8 volte l’ebitda 2025 di Atkore — quasi cinque punti in meno rispetto al proprio multiplo di mercato  — rendendo l'acquisizione immediatamente accretiva per gli azionisti.

Equita: un M&A che ha profondo senso industriale

Equita (rating buy, target 178 euro) evidenzia tre elementi chiave: l'ampliamento significativo della presenza di Prysmian in Nord America, la complementarità del portafoglio prodotti di Atkore con quello del gruppo italiano, e le sinergie attese — sia commerciali che di costo. Sul fronte commerciale, la combinazione con Encore Wire, già attiva nei cavi low-voltage negli Usa, «crea una piattaforma americana di grande solidità» Sul fronte dei costi, Equita ricorda il track record eccellente di Prysmian nell'integrare acquisizioni — da General Cable a Encore Wire — come garanzia di execution.

Il razionale dell’operazione

Con questa operazione, Prysmian diventerà un «operatore unico in Nord America», capace di semplificare e accelerare per i clienti i progetti di elettrificazione e la realizzazione dei data center. Il portafoglio del gruppo verrà ampliato con prodotti complementari per le infrastrutture elettriche e aumenterà l’esposizione ai trend strutturali di crescita di lungo periodo.

Nel portafoglio di Atkore, infatti, sono presenti canalizzazioni elettriche complementari ai cavi come tubi in acciaio, pvc e alluminio che proteggono i cavi elettrici.

La terza acquisizione negli Usa in pochi anni

Atkore produce sistemi utilizzati per il passaggio e la protezione dei cavi elettrici. Il prezzo offerto incorpora un premio del 30% rispetto alla chiusura del titolo del 31 luglio. L'operazione rappresenta l'ultimo tassello della strategia di espansione di Prysmian negli Stati Uniti attraverso acquisizioni. Due anni fa il gruppo milanese aveva rilevato Encore Wire per 4 miliardi di euro, la maggiore acquisizione della sua storia, seguita circa un anno dopo dall'acquisto di Channell per 1 miliardo.

Il progetto della doppia quotazione a Wall Street

In un'intervista rilasciata a Bloomberg Television a maggio, l'amministratore delegato Massimo Battaini aveva spiegato che Prysmian era alla ricerca di un'acquisizione con un valore d'impresa intorno ai 4 miliardi di euro. Il gruppo sta inoltre lavorando a una doppia quotazione negli Stati Uniti, definita dal manager una «priorità assoluta», senza ancora indicare una tempistica precisa. Atkore aveva annunciato lo scorso novembre di aver incaricato Citigroup e JP Morgan di valutare diverse opzioni strategiche, compresa una possibile cessione della società, nell'ambito di una revisione avviata anche in seguito alle pressioni dell'investitore attivista Irenic Capital Management. (riproduzione riservata)