Prysmian, Citi vede l’ebitda a 5,2 miliardi nel 2030: cosa aspettarsi dal Capital Markets Day 2027
Prysmian, Citi vede l’ebitda a 5,2 miliardi nel 2030: cosa aspettarsi dal Capital Markets Day 2027
Citi ripristina la raccomandazione buy sul titolo Prysmian, dopo un periodo in cui il giudizio era stato sospeso. Il gruppo può aumentare la stima sull’ebitda 2026 e oltre

di Francesca Gerosa 26/10/2026 09:00

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Citi ha ripristinato la raccomandazione sul titolo Prysmian, dopo un periodo in cui il giudizio era stato sospeso, assegnando un rating buy e un prezzo obiettivo di 136 euro (+0,93% a 100 euro il titolo il 26 ottobre in borsa). «Il clima di forte nervosismo attorno agli investimenti legati all’intelligenza artificiale e ai data center dovrebbe continuare a influenzare il titolo nel breve periodo», afferma la banca d’affari. «Tuttavia, guardando oltre le turbolenze attuali, riteniamo che la riduzione recente dei multipli di valutazione possa offrire un’interessante opportunità di ingresso in un caso d’investimento con prospettive favorevoli nel medio termine».

Un proxy dell’AI

Prysmian è diventata una delle diverse società del settore considerate «proxy dell’intelligenza artificiale», ossia titoli utilizzati dagli investitori per esporsi indirettamente al tema dell’AI. Citi ha stimato che una percentuale a singola cifra alta (high single digit) dei ricavi complessivi del gruppo provenga dai data center: una quota tutt’altro che tra le più elevate del settore.

Si tratta comunque di un importante motore di crescita, in particolare per l’esposizione ai data center della divisione Industrial & Construction, caratterizzata da cicli più brevi. Se l’attuale contesto di mercato volatile dovesse persistere, la questione più importante diventerebbe tuttavia la capacità di Prysmian di dimostrare resilienza nelle attività non legate ai data center.

La crescita della divisione Transmission non è collegata al tema degli investimenti nei data center, mentre Power Grids è sostenuta da trend solidi d’investimento nelle reti elettriche, grazie al mega trend dell’elettrificazione. Entrambi questi trend dovrebbero dimostrarsi resilienti anche dopo il 2030, offrendo un sostegno agli utili anche quando la visibilità esplicita sulle prospettive reddituali di Prysmian si ridurrà.

Il rischio di aver raggiunto il picco degli utili dopo il 2030

Nel periodo 2026-2030, aggiunge Citi, Prysmian offre un tasso di crescita medio annuo dell’ebitda del 16%, superiore a quello delle grandi società del settore elettrico. «Eppure, il suo multiplo ev/ebitda previsto per il 2026 è in linea con quello di queste società o persino inferiore. Tale situazione riflette le preoccupazioni degli investitori riguardo alle prospettive degli utili dopo il 2030. Riteniamo che le quotazioni attuali incorporino già uno scenario piuttosto negativo. Le prospettive di lungo periodo», continua Citi, «restano sostenute da mega trend strutturali, quali l’elettrificazione e gli investimenti nelle reti elettriche. Inoltre, l’acquisizione di Molex contribuisce ad attenuare i rischi per i margini della divisione Digital Solutions nel periodo successivo al 2030».

La sottoperformance relativa del titolo Prysmian rispetto ai competitor europei del settore elettrico riflette una percezione maggiore del rischio che gli utili abbiano raggiunto il picco dopo il 2030, soprattutto alla luce della ciclicità storica della divisione Digital Solutions. «La nostra analisi della divisione Digital suggerisce che l’accordo di fornitura di lungo periodo con Molex dovrebbe attutire qualsiasi eventuale flessione della divisione dopo il 2030», spiega Citi.

Prysmian può aumentare la stima sull’ebitda 2026

Non solo. Le attività di trasmissione elettrica e le fibre ottiche per i data center garantiscono visibilità sugli utili verso la parte finale del decennio. «Segnaliamo, inoltre, la presenza di mega trend strutturali legati all’elettrificazione e agli investimenti nelle reti elettriche, che sostengono le divisioni Transmission e Power Grids. È probabile che questi trend persistano anche dopo il 2030, contribuendo a sostenere gli utili», prevede la banca d’affari che, quindi, ha aumentato le stime di utile per azione rettificato (eps adjusted) per il 2026, 2027 e 2028, rispettivamente, del 2%, del 9% e del 9%, grazie al contributo positivo derivante dal consolidamento di Atkore.

Si aspetta un effetto accrescitivo sull’eps. L’operazione è coerente con la strategia del management, anche se comporta una maggior esposizione ad attività cicliche. «Prevediamo che Prysmian aumenti le proprie indicazioni per l’ebitda rettificato del 2026 in un range compreso tra 2,95 e 3 miliardi di euro, grazie alla performance organica e al contributo di Atkore», indica Citi che nel suo modello ha previsto soltanto 50 milioni di sinergie sui ricavi per tener conto del rischio maggiore di esecuzione associato alle sinergie commerciali rispetto a quelle sui costi. «Grazie a queste sinergie sui ricavi, prevediamo che la crescita organica di Atkore raggiunga il +10% nel 2027 e il +9% nel 2028», precisa Citi.

Cosa aspettarsi dal Capital Markets Daydel 2027

C’è molta attesa per il prossimo Capital Markets Day, previsto nella prima metà del 2027. Sarà un’occasione per il gruppo di rivedere i propri obiettivi finanziari alla luce degli sviluppi del mercato e dell’acquisizione di Atkore. L’attuale obiettivo di Prysmian, pari a un ebitda rettificato compreso tra 2,950 e 3,150 miliardi di euro entro il 2028, appare ormai superato, alla luce dei risultati migliori del previsto e del contributo di Atkore.

«Riteniamo che un obiettivo nell’ordine di 5 miliardi di ebitda entro il 2030 sia raggiungibile. La nostra previsione si colloca leggermente al di sopra di tale livello, a 5,2 miliardi. Allo stato attuale, consideriamo quindi fattibile un intervallo compreso tra 5,1 e 5,3 miliardi», indica Citi. «Ci aspettiamo anche che il management concentri i propri commenti soprattutto sulla divisione Digital Solutions, considerata la forte crescita degli utili prevista e la relativa scarsa attenzione storicamente dedicata dal mercato a questa divisione».

Al contempo Citi vede il rapporto tra debito netto ed ebitda scendere verso un livello prossimo alla neutralità entro il 2029. Va precisato che questa proiezione presuppone l’assenza di ulteriori acquisizioni. Nella pratica, tuttavia, Citi si aspetta che Prysmian continui a valutare nuove acquisizioni, alla luce delle dichiarazioni recenti del management. Ciò rappresenta un rischio al rialzo rispetto alle previsioni del broker sul debito netto, nel senso che l’indebitamento effettivo potrebbe risultare superiore a quello stimato.

La valutazione del titolo

Dalla fine di giugno il titolo Prysmian ha perso il 31%, subendo una riduzione del multiplo di valutazione fino a 11 volte l’ev/ebita stimato per il 2027 oppure a 15 volte il prezzo/utile. Si tratta di una soglia di valutazione molto meno impegnativa rispetto ai massimi raggiunti durante l’estate.

Inoltre Citi nota che da gennaio 2025, i rendimenti settimanali di Prysmian hanno mostrato una correlazione del 68% con l’indice dei semiconduttori Sox, contro appena il 55% con l’indice Stoxx Europe 600 Industrial Goods & Services. Tuttavia, da luglio l’azione ha registrato una performance inferiore a quella del Sox.

Il titolo tratta a sconto rispetto alle società comparabili europee del settore elettrico. E sebbene Prysmian presenti una volatilità superiore a quella di alcune altre società del settore elettrico, anche il suo profilo di crescita degli utili è più elevato: Citi si attende un tasso medio annuo di crescita dell’eps del 19% nel periodo 2026-2030.

«I nostri scenari rialzista e ribassista, con prezzi obiettivo, rispettivamente, di 162 e 94 euro, basati sulle prospettive degli utili dopo il 2030, indicano un rapporto rischio/rendimento favorevole», precisa la banca d’affari.

Anche qualora il sentiment di breve periodo continuasse a essere condizionato dal tema degli investimenti nell’intelligenza artificiale, Citi ha individuato diversi potenziali catalizzatori positivi: ulteriori operazioni nel settore delle fibre ottiche, revisioni al rialzo delle stime di eps man mano che Atkore viene incorporata nelle previsioni del consenso, il Capital Markets Day del 2027 e la possibile doppia quotazione negli Stati Uniti. A luglio l’amministratore delegato della società, Massimo Battaini, ha dichiarato: «Una quotazione negli Stati Uniti rimane la nostra priorità assoluta e vorremmo individuare il momento giusto per procedere». (riproduzione riservata)