Prysmian punta a raggiungere e superare i target al 2028 con due anni di anticipo e alza ulteriormente la guidance 2026 dopo il terzo trimestre, definito dal ceo Massimo Battaini «il migliore di sempre». Nel periodo luglio-settembre i ricavi sono stati di 6,4 miliardi, con crescita organica del 13,1%, mentre l’adjusted ebitda è lievitato del 32,1% a 851 milioni con una marginalità ai prezzi standard dei metalli passata dal 14,8% al 16,8%. L’utile netto è sceso di oltre il 31% a 408 milioni, complice l’incasso straordinario per la cessione di Yofc del 2025.
Sui nove mesi, invece, i ricavi si sono attestati a 17,66 miliardi (+9,2% organico) con un adjusted ebitda di 2,18 miliardi (+22,9%), margine al 15,5% e utile netto in calo a 988 milioni (977 di competenza del gruppo). Il free cash flow a fine settembre è stato di 1,43 miliardi, in aumento del 67% anno su anno. L’indebitamento finanziario netto a fine settembre si è attestato a 2,86 miliardi, contro i 4,32 miliardi di settembre 2025. I dati superano il consensus degli analisti, che stimava ricavi a 17,16 miliardi, adjusted ebitda di 21,2 miliardi e debito netto a 3,35 miliardi.
Il titolo scambia sulla parità a Piazza Affari intorno a 108 euro nelle prime battute della seduta.
Dati che, complice la conclusione dell’acquisizione di Atkore che porterà un ulteriore contributo, hanno portato Prysmian ad alzare nuovamente la guidance per il 2026: l’adjusted ebitda è previsto tra 3,075 e 3,125 miliardi e il free cash flow tra 1,75 e 1,85 miliardi. Si tratta di livelli che Prysmian aveva fissato come obiettivi al 2028 e che invece supererà con due anni di anticipo. Nel primo semestre 2027, Prysmian organizzerà il nuovo Capital Markets Day.
Il consensus degli analisti stimava un adjusted ebitda di 2,92 miliardi e una cassa generata per 1,64 miliardi.
Inoltre il cda di Prysmian ha approvato un investimento per la realizzazione di un secondo impianto per la produzione di vergella di rame nel sito di Encore Wire, situato a McKinney, in Texas. L’investimento rientra nel piano da oltre 700 milioni destinato all’espansione della capacità produttiva del sito.
Oltre al nuovo impianto, il piano prevede quattro nuove linee per la produzione di cavi di media tensione e l’ampliamento della capacità produttiva di cavi metal-clad per i data center. In conferenza stampa, sui data center, Battaini ha respinto i timori di un rallentamento: «Non vediamo alcun segnale di rallentamento, ritardi critici o, peggio ancora, cancellazioni. A luglio abbiamo visto un’ulteriore accelerazione».
«Questo è stato il miglior trimestre di sempre per Prysmian e gli ottimi risultati conseguiti ci consentono di aumentare nuovamente la guidance per l’intero esercizio. Questo traguardo coincide con il superamento, con due anni di anticipo, dei target finanziari fissati per il 2028 e riflette i progressi ottenuti grazie alla combinazione di crescita organica e acquisizioni strategiche, che rafforzano la nostra leadership con prospettive di crescita di lungo periodo», spiega Battaini.
In conferenza stampa, Battaini è tornato sul dual listing: «Resta una grande opportunità per noi, esamineremo pro e contro con il board. Oggi abbiamo più possibilità di essere un operatore di riferimento negli Usa grazie all’acquisizione di Atkore».
Sul fronte m&a, invece, la strategia di Prysmian è «di continuare ad ampliare la leadership in segmenti di mercati attrattivi in cui non siamo presenti o non siamo soddisfatti della nostra posizione», come ad esempio successo «nel digital solutions con Channell». L’elemento comune dei potenziali target è la capacità di continuare a trasformare Prysmian «da produttore di cavi a fornitore di soluzioni complete, perché ci permette di migliorare i margini come dimostrano i risultati di questo trimestre». Gli Usa restano la destinazione privilegiata vista la redditività del mercato, ma Battaini non esclude a priori altre geografie.
Tornando ai risultati delle singole business unit, proseguono i trend degli scorsi trimestri. Transmission continua a generare redditività e crescita organica: nel terzo trimestre i ricavi sono stati di 1,09 miliardi, +23,1% organico (2,7 miliardi, +13,2%, nei nove mesi) ed adjusted ebitda di 213 milioni (538 milioni nei nove mesi) con margine stabile al 20%. Il backlog dell’unità ammonta a 16,5 miliardi a fine ottobre, a cui si aggiungono 2 miliardi di progetti già assegnati.
Power Grid prosegue con una domanda solida, ma margini al ribasso: nel trimestre ricavi in aumento del 7,5% organico a 1,18 miliardi (3,4 miliardi nei nove mesi) e adjusted ebitda di 135 milioni (377 milioni nei nove mesi). I margini si sono ridotti, seppur in miglioramento, sia nel trimestre (13,8% vs 14,7% 2025) sia nei nove mesi (13,3% vs 15,2%).
Nella business unit Electrification, il combinato dell’offerta di Encore Wire e la domanda per i data center spinge fatturato e redditività di Industrial & Construction, a cui andrà aggiungersi il contributo di Atkore per novembre e dicembre. Nel terzo trimestre i ricavi sono stati di 2,56 miliardi (+14,2% organico), con un forte contributo degli Usa (+23,7% organico), e l’adjusted ebitda di 304 milioni con margini saliti dal 14,5% al 17,6%. I dati sui nove mesi raccontano ricavi a 7,12 miliardi (+9,6% organico) e adjusted ebitda di 728 milioni, con margine in aumento dal 13,4% al 14,7%. Specialties, invece, torna a registrare una crescita organica nel trimestre: +5,3% a 837 milioni di ricavi, ma con margini in calo dall’11,2% a 10,7% a 67 milioni. Un segnale comunque di inversione del trend, visto che i ricavi sui nove mesi sono in calo dell’1,2% orgnico a 2,3 miliardi.
Infine Digital Solutions, dove la fibra negli Usa e il contributo di Channell hanno portato a crescita organica e redditività. I ricavi sono balzati del 17,3% a 566 milioni nel trimestre (+15,1% a 1,56 miliardi nei nove mesi) con adjusted ebitda di 134 milioni e margine aumentato di oltre cinque punti percentuali al 25% (344 milioni nei nove mesi con margine al 23,3%). (riproduzione riservata)