Prysmian a tutta carica: con Atkore cavalca il trend data center e scommette ancora sugli Usa
Prysmian a tutta carica: con Atkore cavalca il trend data center e scommette ancora sugli Usa
Il ceo Battaini amplia il portafoglio prodotti per i sistemi elettrici e punta al rialzo dei margini della società acquisita negli Stati Uniti. Con il dual listing sullo sfondo

di di Alberto Mapelli 07/08/2026 21:00

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Prysmian punta a diventare una one-stop solution per clienti e distributori negli Usa nel settore dell’elettrificazione e dei data center con l’acquisizione da 3,3 miliardi di euro di Atkore, produttore americano di componenti e sistemi per il settore elettrico.

Il gruppo guidato dal ceo Massimo Battaini lo ha identificato come il tassello giusto per scalare ulteriormente e diventare un gigante da oltre 22 miliardi di ricavi e una capitalizzazione di quasi 40 miliardi. La trazione sarà sempre più a stelle e strisce, come testimonia la terza acquisizione in due anni negli Stati Uniti: guardando ai numeri del 2025, il combinato di Prysmian e Atkore produrrebbe il 45% del proprio fatturato in Nord America, superando così l’area Emea come primo mercato del nuovo perimetro (43%).

L’operazione per il momento non ha scaldato il titolo, che ormai da metà luglio oscilla tra 120 e 130 euro, ancora lontano dai massimi oltre i 150 euro di inizio maggio nonostante i dati del semestre in linea con le attese e il primo maxi-accordo da 5,5 miliardi di euro con Molex per la fornitura globale di cavi in fibra ottica ai data center, accelerando così nel mercato degli hyperscaler. Proprio la volontà di rinforzarsi nel settore dei data center per cavalcare l’opportunità di mercato consente di inquadrare al meglio l’acquisizione di Atkore.

Il senso dell’operazione

Anche perché, guardando alle valutazioni degli analisti, ci sono più fattore che rendono incoraggiante il panorama. In primis il razionale industriale e le sinergie, visto l’ampliamento nel portafoglio: «Gli agenti commerciali potranno accedere a un portafoglio prodotti molto più ampio, combinando cavi e prodotti complementari e aumentando le opportunità di cross-selling e di acquisizione di nuovi contratti», osserva Equita.

Le efficienze commerciali dovrebbero rappresentare i due terzi del totale delle sinergie (circa 100 milioni di dollari), mentre il restante 33% (50 milioni) proverrà da efficienze operative, acquisti e ottimizzazione della struttura operative. «La cifra non include il potenziale derivante dall’integrazione delle attività cavi di Atkore (circa 400 milioni di dollari di ricavi), lasciando spazio a ulteriore upside», aggiungono gli analisti di Equita. Per gli analisti di Bank of America, invece, i 150 milioni di energie indicate «sono conservative» rispetto al track record di Prysmian: «Riteniamo che, grazie alla stabilizzazione dei prezzi di tubi e canalizzazioni per cavi e al conseguente miglioramento dei margini, la redditività di Atkore possa aumentare significativamente oltre il livello previsto dalle sinergie annunciate».

La seconda è il prezzo pagato in relazione alle potenzialità del business, ma anche alla fiducia che gli esperti ripongono nella capacità di Prysmian di trarre il meglio da Atkore, come accaduto in passato anche con Encore Wire e Channell. «Utilizzando le nostre previsioni per il 2027, calcoliamo che l’operazione valorizzi Atkore a circa 7,8 volte l’ebitda previsto per il 2027», sostengono gli analisti di Bank of America. Un valore «sostanzialmente in linea con il multiplo ev/ebitda 2025 indicato da Prysmian». Una valutazione che per Bofa è «equa, considerando il recente ciclo negativo del mercato delle costruzioni e le difficili condizioni di mercato nel business di tubi e canalizzazioni per cavi di Atkore».

Vista sul dual listing

Negli ultimi dieci anni la crescita media annua delle vendite è stata del 7,5%, mentre dell’ebitda del 25%. Tuttavia la marginalità oggi si trova nel punto più basso del suo ciclo: la guidance 2026 di Atkore indica un ebitda margin al 12%, ben lontano dal picco del 30% raggiunto nel 2023. E negli ultimi trimestri la pressione sui prezzi sembra essersi ridotta, con la possibile risalita dei margini nei prossimi periodi.

Il deal verrà finanziato per il 60% a debito, per il 20% con debito ibrido e per il 20% tramite equity. L’aumento dell’indebitamento non sarà un problema per Prysmian: dopo la conclusione dell’operazione la leva finanziaria salirà a 1,4 volte a fine 2026, ma è atteso già sotto una volta a fine 2027, anche grazie alla generazione di cassa che resta tra i punti forti del gruppo dei cavi (guidance 2026 tra 1,65 e 1,75 miliardi stand-alone).

Chissà allora che l’acquisizione di Atkore, con l’ennesimo rafforzamento sul mercato americano, non rappresenti l’ultimo passo straordinario prima del dual listing a Wall Street. Un progetto nel cassetto dal management ormai da quasi due anni e ancora ritenuto strategico, nonostante il gruppo dei cavi non ha ancora trovato il timing giusto. La risposta, forse, potrà arrivare prima del nuovo Capital Markets Day che Battaini ha annunciato per la prima metà del nuovo anno. (riproduzione riservata)