Prove di campo largo, 21 punti per la bozza di programma: stop al riarmo e più fondi a sanità e salari
Prove di campo largo, 21 punti per la bozza di programma: stop al riarmo e più fondi a sanità e salari
Pd, M5S, Avs, Italia Viva e +Europa firmano una risoluzione unitaria sul Documento programmatico di finanza pubblica. Nel testo torna il salario minimo, la riforma fiscale e la revisione del Patto di Stabilità. Intesa più complessa su politica estera e armi all’Ucraina

di Anna Di Rocco  13/10/2026 20:21

Ftse Mib
50.057,18 23.50.39

+0,04%

Dax 30
25.259,90 23.50.39

-0,07%

Dow Jones
51.670,10 23.50.39

-0,35%

Nasdaq
27.207,88 23.50.39

-0,15%

Euro/Dollaro
1,1199 23.44.54

+0,03%

Spread
106,90 17.29.44

-2,29

Il primo terreno di convergenza è la politica economica. Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa hanno presentato una risoluzione unitaria sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), trasformando il confronto sui conti pubblici in un primo esercizio di costruzione del programma di centrosinistra in vista delle prossime elezioni. 

Ventuno punti che mettono nero su bianco le priorità condivise dalle opposizioni: dalla richiesta di frenare la spesa militare al rafforzamento del welfare, passando per salari, fisco, politica industriale e regole europee. L’intesa, però, non coinvolge tutto il fronte delle opposizioni e non cancella le differenze su altri dossier. Alla risoluzione non ha aderito Azione, mentre resta aperto il confronto sulla politica estera e in particolare sull’Ucraina. Come ha riconosciuto Fratoianni, sulle armi le forze del centrosinistra presenteranno risoluzioni distinte. 

Schlein: «Una bozza del programma dell’alleanza progressista»

Ma da qualcosa si dovrà pur partire. È infatti la stessa segretaria del Pd, Elly Schlein, a leggere il documento come una «prima bozza del programma dell’alleanza progressista», frutto di un lavoro parlamentare comune e delle battaglie condotte negli ultimi anni. Un punto di partenza, nelle sue parole, «per cambiare l’Italia». Sulla stessa linea il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia, secondo cui il testo raccoglie il contributo di tutte le forze coinvolte e sintetizza quattro anni di opposizione. Più esplicito Nicola Fratoianni, leader di Avs: «È un programma di governo». 

Il passaggio politico arriva nella giornata in cui il Parlamento ha dato il via libera alla linea del governo sui conti pubblici e allo scostamento di bilancio. La risoluzione delle opposizioni, non approvata, serve così a delineare un’alternativa alle scelte dell’esecutivo in vista della prossima legge di Bilancio e, più in prospettiva, delle elezioni politiche. 

Stop al riarmo, risorse a famiglie e servizi pubblici

Il punto più netto riguarda le spese per la difesa. La risoluzione chiede al governo di «riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato» e di scongiurare ulteriori aumenti degli stanziamenti per i sistemi d’arma a carico del bilancio dello Stato. Una posizione fortemente rivendicata dall’ex premier Giuseppe Conte: «Con le armi gli italiani non mangiano, non si curano», ha dichiarato il presidente del M5S. 

L’obiettivo è spostare le priorità della spesa pubblica verso la crescita, il potere d’acquisto e la riduzione delle disuguaglianze economiche, sociali e territoriali. Sul fronte sanitario, il centrosinistra propone di aumentare progressivamente la spesa fino ad avvicinarla alla media dell’Ue, riducendo le differenze nell’offerta dei servizi tra territori e le liste d’attesa. Alla stessa logica risponde la richiesta di incrementare i finanziamenti per scuola, università, ricerca e alta formazione, portando gradualmente la spesa in rapporto al pil in linea con la media europea.

Sul lavoro, la bozza di programma rilancia il salario minimo, il sostegno alle retribuzioni e una maggiore tutela del potere d'acquisto. Tra le proposte figura anche un congedo paritario di maternità e paternità, con un’indennità pari al 100%. Sul versante fiscale, le opposizioni chiedono una riforma tributaria che rispetti il principio costituzionale della progressività. Per contrastare l’emigrazione giovanile e lo spopolamento, propongono inoltre un piano nazionale per garantire il diritto a restare, con maggiori opportunità di lavoro qualificato, retribuzioni adeguate e una tassazione più favorevole per i giovani lavoratori, attraverso la cosiddetta start tax. 

Energia e Patto di stabilità, il fronte europeo

La risoluzione affronta anche il nodo delle risorse necessarie a finanziare le misure. Le opposizioni chiedono di destinare circa 14,4 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, derivanti dall'attivazione della clausola nazionale in materia di energia, all’efficientamento energetico e alla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e dell’edilizia residenziale pubblica. Sul fronte energetico, la piattaforma punta inoltre a rafforzare l’indipendenza del Paese attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e maggiori interventi contro la povertà energetica, con particolare attenzione ai clienti vulnerabili.

Il capitolo europeo si concentra invece sulla revisione del Patto di stabilità e crescita. Il centrosinistra sollecita il governo a promuovere una revisione delle regole fiscali per sostenere una crescita inclusiva e sostenibile, senza ricorrere a politiche di austerità e preservando qualità e livello della spesa pubblica. Una posizione che lega la possibilità di finanziare le priorità sociali alla flessibilità concessa dai vincoli europei.

Il percorso, però, non è ancora concluso. Schlein avrebbe chiesto ai dipartimenti del Pd di elaborare cinque proposte da portare al tavolo della coalizione, da affiancare ai contributi raccolti durante il tour di ascolto avviato in primavera. La risoluzione sul Dpfp rappresenta quindi un primo passaggio concreto, ma la costruzione di un programma condiviso dovrà misurarsi con i temi sui quali l’intesa resta più difficile, a partire dalla politica estera e dal sostegno all’Ucraina. (riproduzione riservata)