Proteste dei Tir, Uggè (Conftrasporto): basta coi blocchi dei camion, fidiamoci del governo
Proteste dei Tir, Uggè (Conftrasporto): basta coi blocchi dei camion, fidiamoci del governo

di di Adolfo Valente 21/10/2026 21:00

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«Basta con i blocchi, fidiamoci del governo». L’esecutivo garantisce all’autotrasporto lo sblocco di circa un miliardo di euro, in gran parte risorse promesse e mai erogate, ma la protesta dei camionisti non si ferma. E si divide tra grandi sigle sindacali e piccole organizzazioni territoriali. Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, chiede il ritorno al confronto e il rispetto delle regole.


Domanda. Il governo paga ma l’agitazione resta. Che cosa serve per sedarla?
Risposta. Siamo fiduciosi che il ministro mantenga gli impegni. E ora che vengono rese disponibili le risorse per compensare l’aumento del gasolio bisogna tornare a trattare e chiudere la vicenda. Così si danneggiano gli autotrasportatori e l’economia nazionale; chi manifesta lo faccia senza limitare la libertà di chi vuole lavorare. Parliamo di soggetti che non appartengono alle federazioni di categoria riconosciute come rappresentative.

D. Ma il caro-gasolio resta. Quali garanzie avete ottenuto?
R.
Gli autotrasportatori devono chiedere ai committenti di riconoscere gli aumenti e spalmarli sulla filiera. Ma nell’incontro con il ministro abbiamo discusso anche di un meccanismo di adeguamento automatico delle tariffe quando il gasolio supera una certa soglia di aumento. Oggi il carburante rappresenta tra il 35-40% dei costi dell’autotrasporto.

D. Quanto tempo servirà?
R.
Non esistono soluzioni che mettano i soldi in tasca agli autotrasportatori dall’oggi al domani. Anche un decreto legge deve passare dal Parlamento e possono servire provvedimenti attuativi. Non si può pensare di risolvere tutto immediatamente continuando a bloccare i trasporti e danneggiare i colleghi.

D. C’è anche uno squilibrio nei rapporti tra piccoli trasportatori e grandi committenti
R.
Non c’è dubbio. Esiste un problema di intermediazione parassitaria che pesa soprattutto sulle imprese più piccole, prive della forza contrattuale dei grandi operatori. Le leggi per intervenire esistono già, ma i controlli non vengono effettuati.

D. A chi spettano?
R.
Bisogna colpire chi utilizza intermediari non autorizzati, chi trattiene impropriamente parte delle risorse e chi continua a comprimere le tariffe senza sostenere i costi effettivi del trasporto. Il ministro deve proseguire il confronto e noi siamo pronti a farlo.

D. Che cosa deve accadere perché l’incontro del 27 ottobre sia risolutivo?
R.
Il governo deve innanzitutto far rispettare le leggi e intervenire per rimuovere i blocchi irregolari. (riproduzione riservata)