Hsbc ha deciso di interrompere l'erogazione di finanziamenti ai clienti più rischiosi del settore del private credit, dopo una serie di crisi che hanno spinto le banche a ridurre la propria esposizione al settore.
Secondo fonti dell’FT, nelle ultime settimane il maggiore istituto europeo ha comunicato ad alcuni clienti che non rinnoverà le linee di credito, avendo deciso di smettere di finanziare quei fondi di private credit che non offrono rendimenti sufficienti a compensare il rischio assunto. Hsbc continuerà invece a sostenere i fondi considerati meno rischiosi.
L'interesse di Hsbc per il settore del private credit resta elevato, ma l'istituto sta «rivedendo la propensione al rischio». In particolare, non concederà più la cosiddetta back leverage – ossia i prestiti bancari destinati ai fondi di private credit – a una parte della clientela, pur continuando a offrire altri servizi finanziari.
Hsbc è l'ultimo grande istituto ad aver ridotto l'esposizione verso la fascia più rischiosa del mercato del private credit, scosso negli ultimi mesi da diversi dissesti societari. Già ad aprile l'amministratore delegato di Barclays, C.S. Venkatakrishnan, aveva dichiarato che la banca stava «limitando i prestiti ad alcune controparti della finanza strutturata"».
Con l’effetto che la ritirata di Barclays e Hsbc sta costringendo diversi fondi di private credit a cercare forme alternative di finanziamento a condizioni simili per poter preservare la redditività delle proprie operazioni.
Ogni anno le banche concedono centinaia di miliardi di dollari di finanziamenti sotto forma di back leverage. In teoria, questa attività garantisce commissioni e ricavi interessanti agli istituti di credito e permette ai fondi di ampliare la capacità di concedere prestiti. In pratica, però, espone indirettamente le banche all'andamento dei finanziamenti sottostanti.
Le due maggiori banche britanniche hanno rivisto il profilo di rischio dopo il collasso di Market Financial Solutions (MFS), società specializzata nei prestiti ponte. L'azienda è fallita a febbraio tra accuse di frode, lasciando oltre 2 miliardi di sterline di debiti verso alcune delle principali banche e società di private credit mondiali.
Barclays ha accantonato 228 milioni di sterline per coprire le perdite legate ai finanziamenti concessi a MFS, mentre Hsbc ha registrato una svalutazione di 400 milioni di dollari riconducibile ai prestiti erogati ad Atlas SP, la piattaforma di asset-backed lending di Apollo, che a sua volta aveva finanziato MFS.
Il caso si aggiunge ai fallimenti, avvenuti lo scorso anno negli Stati Uniti, della società di prestiti auto Tricolor e del produttore di componenti automobilistici First Brands Group, episodi che avevano già spinto numerosi istituti a riesaminare i propri portafogli. «Tutti abbiamo rivisto le nostre esposizioni e il quadro non era rassicurante», ha commentato un senior investment banker.
Anche le autorità di vigilanza hanno espresso preoccupazione per i legami tra banche e fondi di private credit. La Banca centrale europea ha avvertito che esiste il rischio che eventuali shock possano essere «trasmessi, amplificati e ridistribuiti» all'interno del sistema finanziario.
Hsbc ha ribadito di offrire «soluzioni che coprono tutte le fasi del mercato del private credit» e di voler continuare a sostenere «le operazioni dei clienti più importanti nelle aree geografiche con maggiori prospettive di crescita». (riproduzione riservata)