Pranzo indigesto alla Casa Bianca per i pezzi grossi dell’AI
Pranzo indigesto alla Casa Bianca per i pezzi grossi dell’AI
L’asse Huang-Zuckerberg mette all’angolo Amodei. E Musk torna nelle grazie di Trump 

di di Marcello Bussi 02/10/2026 20:00

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Dario Amodei è più agitato del solito davanti alle telecamere. Martedì 29 settembre ha da poco terminato il pranzo alla Casa Bianca dedicato alla Super Intelligenza (così il presidente degli Stati Uniti ha ufficialmente ribattezzato l’Intelligenza Artificiale), a cui hanno partecipato i massimi esponenti delle aziende che guidano la corsa all’AI e membri di spicco dell'amministrazione Trump per un totale di 34 persone. Alcuni di loro si concedono una passeggiata digestiva appena fuori dalla West Wing, dove vengono intercettati dai giornalisti. Donald Trump invita Amodei a farsi avanti, definendolo «fantastic» e il numero uno di Anthropic affronta i media «gesticolando più di un italiano», come hanno osservato sui social vari esperti di linguaggio del corpo.

L’asse Huang-Zuckerberg

Solo due giorni dopo si scoprirà il perché di tanto nervosismo: il Wall Street Journal ha infatti rivelato che prima della passeggiata digestiva il ceo di Nvidia Jensen Huang, spalleggiato dal numero uno di Meta Mark Zuckerberg, ha contestato apertamente ad Amodei il suo «allarmismo» pubblico riguardo ai pericoli dell'intelligenza artificiale. Secondo Huang, questa narrazione catastrofista (che in altre occasioni ha definito «non scientifica» e «politica») spaventa inutilmente i governi, col rischio di spingerli a introdurre leggi rigide e barriere burocratiche in grado di frenare lo sviluppo tecnologico americano, lasciando così un vantaggio competitivo alla Cina.

Amodei ha replicato che ritiene fondamentale essere onesti e trasparenti con il pubblico perché minimizzare o nascondere i potenziali rischi sistemici della tecnologia sarebbe un errore grave e irresponsabile.

Nonostante le tensioni, il pranzo con Trump ha comunque prodotto un risultato concreto: i vertici di sei delle principali aziende leader nello sviluppo di modelli di frontiera dell'AI, ovvero Huang, Amodei, Zuckerberg, Elon Musk (xAI), Sundar Pichai (ceo di Google) e Greg Brockman (presidente di OpenAI) hanno firmato insieme al presidente degli Stati Uniti un documento intitolato «Accordo della Casa Bianca sulla Super Intelligenza», una brevissima dichiarazione d'intenti e di principi basata su un patto volontario di autoregolamentazione per la sicurezza. Sebbene Trump lo abbia enfaticamente definito «quasi una sorta di Costituzione» e un testo «moralmente vincolante», il documento non ha alcun valore legale e non introduce leggi o sanzioni governative per le aziende.

I firmatari si sono impegnati a: 1) Implementare sistemi di monitoraggio e rilevamento interni per assicurarsi che i modelli di frontiera operino in sicurezza. 2) Collaborare con valutatori esterni e indipendenti per esaminare la sicurezza dei sistemi. 3) Testare preventivamente i sistemi e segnalare tempestivamente eventuali violazioni o attacchi informatici. 4) Designare un comitato indipendente all'interno dei propri consigli di amministrazione per supervisionare l'avanzamento tecnologico. Di certo Amodei avrebbe voluto di più.

Il ritorno di Elon Musk

Il pranzo ha comunque rivelato molto sul posizionamento dei protagonisti dell’AI. Come evidenzia la foto qui accanto, alla destra di Trump era seduto il numero uno di Nvidia, affiancato da Zuckerberg, mentre alla sinistra era assiso Musk, tornato nelle grazie del presidente al punto da avere ricevuto l'incarico ufficiale di guidare un importante studio del Pentagono sul «futuro della guerra». L’obiettivo è quello di integrare le tecnologie più avanzate, incluse l'intelligenza artificiale e le reti satellitari, per ridefinire i futuri scenari operativi e la pianificazione militare a lungo termine degli Stati Uniti.

Se l'accordo sulla Super Intelligenza è andato in porto il merito è stato soprattutto di Zuckerberg, che ha fatto asse con Huang per spingere con decisione un approccio regolatorio morbido, opponendosi frontalmente alle richieste degli scienziati di Anthropic e OpenAI, che volevano protocolli in grado di rallentare lo sviluppo dei modelli in caso di criticità. Trump ha apprezzato molto le idee del numero uno di Meta, un tempo giudicato a lui ostile. (riproduzione riservata)