Poste, utile semestrale record a 1,2 miliardi. Piano industriale con Tim nel primo trimestre del 2027
Poste, utile semestrale record a 1,2 miliardi. Piano industriale con Tim nel primo trimestre del 2027
Poste conferma la guidance 2026 e riorganizza le business unit: da 4 a 3. Finalizzazione opas su Tim nel terzo trimestre 2027. Accordo storico con i sindacati e spinta sull’Ai. Trattative con Cdp sul risparmio postale. Equita: buy

di Francesca Gerosa e Anna Messia 24/07/2026 08:10

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Poste Italiane conferma la guidance 2026 dopo aver registrato un aumento dell’utile e dei ricavi nel primo semestre, «l'inizio di un nuovo capitolo nell'evoluzione della platform company della società, con un percorso delineato sui principali progetti strategici e l'accelerazione dell'opas su Tim». Parole del ceo, Matteo Del Fante che ha anche annunciato la firma di un accordo storico con i sindacati, siglato il 23 luglio «sulla riorganizzazione della nostra rete fisica attraverso un modello hub and spoke, rendendola più flessibile ed efficace per i milioni di clienti che serviamo».

Del Fante ha poi richiamato la creazione del financial hub, con l'obiettivo di «semplificare la struttura del gruppo, rafforzare l'approccio incentrato sul cliente e ottimizzare il capitale», con la prevista l'allocazione, entro il 2027 di Poste Vita in BancoPosta. 

Sull'intelligenza artificiale, ha spiegato che il gruppo la sta «adottando su larga scala per guidare il cross-selling e i guadagni di efficienza in tutto il gruppo, potenziando il motore commerciale omnicanale abilitato dalla tecnologia e ridisegnando il modo di lavorare attraverso l'AI agentica e fisica».

Utile semestrale record a 1,2 miliardi (+3,5%)

Tornando al bilancio nei primi sei mesi dell’anno la società ha evidenziato una crescita dei ricavi del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente a 6,8 miliardi di euro (+4% a 3,4 miliardi nel solo secondo trimestre, leggermente al di sopra della stima del consenso degli analisti raccolto dalla società a 3,3 miliardi).

Un trend sostenuto da tutte le aree di business: +8,6% a 983 milioni i servizi assicurativi e +7,3% a 860 milioni i servizi Postepay. «Nei servizi Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione, la crescita è stata trainata da pacchi e logistica, mentre i ricavi da corrispondenza hanno beneficiato delle azioni di repricing», ha spiegato il ceo Del Fante.

L’utile netto è migliorato del 3,5% a 1,2 miliardi e l’ebit adjusted del 6,8% a 1,8 miliardi. Solo nel secondo trimestre l’utile operativo rettificato è stato parti a 868 milioni, sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma superiore alla previsione di 841 milioni del consenso.

La posizione patrimoniale ha mostrato un total capital ratio di Bancoposta pari al 22,5% (di cui Cet1 al 19,3%), un leverage ratio al 3,2% e un Solvency II ratio del gruppo assicurativo Poste Vita pari al 303%.

Confermata la politica dei dividendi e la guidance 2026

Conti più che solidi e Poste ha confermato la politica dei dividendi e la guidance per l'intero esercizio 2026 (ebit adjusted atteso a 3,4 miliardi e utile netto oltre 2,3 miliardi) per il quale è stata ribadita la centralità del risparmio postale e l'attenzione all'offerta di prodotti/servizi «che risultino al passo con l'evoluzione dei bisogni dei clienti». In quest’ottica sono in corso negoziazioni con Cassa depositi e prestiti per il rinnovo dell'accordo sul servizio di raccolta del risparmio postale per gli anni 2027- 2030.

«Sono orgoglioso di annunciare che per il quinto semestre consecutivo abbiamo raggiunto un risultato record, grazie a ricavi in crescita del 6% a 6,8 miliardi, un risultato operativo adjusted in aumento del 7% al livello senza precedenti di 1,8 miliardi e un utile netto che ha raggiunto il nuovo massimo storico di 1,2 miliardi, a conferma della solidità e della resilienza del modello di business della nostra piattaforma», ha commentato l’ad Del Fante, rimarcando anche la solida raccolta netta nei prodotti di investimento pari a 2,7 miliardi, il miglioramento delle dinamiche commerciali del risparmio postale e la stabilità dei depositi retail che hanno portato il totale delle attività finanziarie investite «all'eccezionale livello di 613 miliardi».

Risultati che «segnano l'inizio di un nuovo capitolo nell'evoluzione della nostra platform company, con un chiaro percorso delineato sui principali progetti strategici e l'accelerazione dell'opas su Tim», ha affermato il top manager.

Finalizzazione dell’opas su Tim nel terzo trimestre 2027

A questo proposito, l’efficacia dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Tim, che si chiuderà l'11 settembre, con una possibile riapertura dei termini tra il 21 e il 25, dopo essere partita il 20 luglio, è prevista a partire dal primo gennaio 2027 e la finalizzazione entro il terzo trimestre dell'anno. L’opas mira a creare un unico gruppo nazionale che rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica e nei servizi di connettività digitale.

Nuovo piano industriale con Tim nel primo trimestre del 2027

«Il modello di business di società piattaforma di Poste Italiane, basato sulla più ampia rete fisica e digitale d'Italia, trova nell'integrazione con Tim una naturale evoluzione, attraverso la convergenza di reti, cloud, edge-computing, dati e identità digitale. La costituzione di tale gruppo comporterebbe una significativa creazione di valore per gli azionisti con sinergie di ricavi e costi stimate in 0,7 miliardi annui a regime», si legge nel comunicato stampa della società. La presentazione del piano industriale della nuova realtà avverrà nel primo trimestre del 2027.

Riorganizzate le business unit: da quattro a tre

Inoltre, nel corso dei prossimi mesi, Poste sarà impegnata nella ridefinizione delle modalità di valutazione e rappresentazione dei business all'interno dei nuovi segmenti operativi. In pratica le attuali quattro strategic business unit saranno sostituite da tre strategic business unit rappresentate da un settore dedicato ai servizi di corrispondenza, pacchi e logistica e alla rete distributiva, un polo dei servizi finanziari e assicurativi e, condizionata dal perfezionamento dell'opas su Tim, una che unirà connettività e tecnologia, inclusi i servizi di telecomunicazione ed energia.

Gli analisti

«Poste ha registrato un ebit nel secondo trimestre decisamente superiore alle attese, sostenuto principalmente dal comparto Assicurazioni (utile +9% rispetto al consenso) e dai Pagamenti (+9%)», commenta Jefferies (rating hold e target price a 22,50 euro sull’azione), apprezzando la confermato della guidance 2026 e l’aggiornamento strategico con l’obiettivo di ottenere 200 milioni di euro di benefici annui in termini di efficienza grazie all’intelligenza artificiale.

Per Equita (buy e target price a 27,40 euro) il secondo trimestre è stato «leggermente meglio delle attese» con sorprese positive a livello divisionale dalle divisioni Financial Services e Insurance Services, in parte compensate da un utile operativo più debole per M&PD e PostePay. «Il titolo tratta a un p/e 2028 stand-alone, quindi senza Tim, di 12,2x. Assumendo, invece, il pieno successo dell’operazione sul colosso tlc e la generazione delle sinergie indicate, la combined entity tratterebbe con sinergie a regime in area 11x e con un dividend yield oltre il 7%», prevede Equita.

«Un trimestre solido», così Banca Akros (rating accumlate e target price a 32 euro), «con ricavi  superiori alle attese: +1,5% rispetto al consenso e +2,8% rispetto alle nostre stime, mentre l’ebit adjusted è risultato del +3,2% rispetto al consenso e del +4,4% rispetto alle nostre previsioni. Il trimestre conferma un buon andamento della crescita dei ricavi per la maggior parte delle divisioni, con tutte le aree di business che hanno superato le aspettative ad eccezione dei Servizi Finanziari. E il Solvency II ratio si è attestato al 303% rispetto al 294% del primo trimestre di quest’anno».

Il titolo in borsa

A Piazza Affari il titolo Poste Italiane il 24 luglio scende dello 0,07% a 27,12 euro, viceversa Tim spunta un +0,45% a 7,56 euro. (riproduzione riservata)