Poste, Ubs vede dividendi più alti anche dopo l'acquisizione di Tim
Poste, Ubs vede dividendi più alti anche dopo l'acquisizione di Tim
Ubs non solo si aspetta un secondo trimestre solido, ma è convinta che Poste possa superare l'obiettivo 2026 di un ebit di 3,4 miliardi. Per cui alza il target price sull’azione

di Francesca Gerosa 14/07/2026 13:20

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Trend operativo solido e ulteriore potenziale di upside grazie a Tim, due motivi più che sufficienti per Ubs non solo per confermare la raccomandazione buy su Poste Italiane, ma anche per alzare, e di parecchio, il target price sull’azione, in calo dello 0,91% a 28,46 euro il 14 luglio in borsa.

In vista della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre del 2026 (presentazione il 24 luglio) e dell'aggiornamento della strategia 2026-2030, Ubs ha aumentato il prezzo obiettivo su Poste da 25,6 a 31,9 euro per azione, che implica un potenziale di upside del 12% rispetto al prezzo corrente.

In particolare, Ubs ha apportato alcune modifiche, comunque limitate, alle sue stime sugli utili stand-alone per il periodo 2026-2030, incorporando un tasso di crescita annuo composto (cagr) dell'eps 2025-2030 del 6%, ma ha ridotto il costo del capitale proprio al 10% (dall'11% precedente), allineandolo alle stime utilizzate per le banche italiane e le società finanziarie diversificate italiane, che presentano un costo del capitale medio compreso tra il 9,5% e il 10,5%.

«Riteniamo che il possibile raggiungimento del controllo totale di Tim (Poste detiene il 27,3% del colosso tlc, ndr) possa creare ulteriore valore. La nostra valutazione pro-forma del gruppo combinato suggerisce, infatti, un potenziale di rialzo superiore al 50% rispetto allo scenario base, assumendo il pieno conseguimento a regime delle sinergie pari a 700 milioni di euro, che a nostro avviso rappresentano una stima prudente, previste da Poste entro il 2029, oltre ai cash flow di Tim secondo il consenso Visible Alpha, al netto dei dividendi destinati agli azionisti di minoranza», spiega Ubs.

Ubs vede dividendi più alti anche dopo l'acquisizione di Tim

Non solo. La banca d’affari svizzera ritiene che Poste sarà in grado di aumentare la distribuzione dei dividendi anche dopo l’acquisizione di Tim. «Dopo la possibile acquisizione di Tim Poste sarà in grado di migliorare il proprio rapporto di leva finanziaria fino a circa 1x, rispetto a 1,3x previsto per il 2026 (oppure 1,4x secondo le indicazioni della società), grazie alla forte capacità di generazione di cassa del gruppo combinato. Di conseguenza, riteniamo che avrà spazio sufficiente per aumentare il payout ratio per distribuzione dei dividendi oltre il 70%, prima di raggiungere il limite di 1,4 volte il rapporto debito netto/ebitda nel periodo 2026-2030», ipotizza Ubs che a valere sul bilancio 2026 si attende un utile netto di 2,524 miliardi (2,235 miliardi nel 2025) e un dividendo di 1,35 euro per azione (rendimento del 4,7%) da 1,25 euro per azione e a 1,41 euro per azione a valere sul bilancio 2027.

Le attese per il secondo trimestre

Quanto ai conti del secondo trimestre 2026, Ubs si aspetta una crescita dei ricavi del 3% su base annua a 3,346 miliardi, trainata principalmente dall’aumento dei volumi dei pacchi, in linea con i trimestri precedenti (+12-15% su base annua). Invece, i ricavi dei servizi finanziari dovrebbero diminuire rispetto al trimestre precedente, poiché la maggior parte dei profitti derivanti dalle attività di trading previsti per l'intero esercizio 2026 è già stata contabilizzata nel primo trimestre.

Poste può superare l'obiettivo 2026 di un ebit di 3,4 miliardi

Al contrario, il margine di interesse netto dovrebbe continuare a migliorare rispetto al trimestre precedente. Ubs si aspetta anche una buona crescita dei ricavi delle divisioni PostePay e assicurativa. L’ebit è visto scendere del 2% a 844 milioni e l’utile del 14% a 492 milioni. La società sarà, comunque, in grado di superare l'obiettivo di ebit di 3,4 miliardi di euro previsto per il 2026 (3,472 miliardi la stima di Ubs). 

Oltre il 2026, «prevediamo che l'utile netto di Poste (escludendo il contributo derivante dalla partecipazione in Tim) crescerà con un cagr del 6% tra il 2025 e il 2030, sostenuto da una crescita dei ricavi del 4% annuo nello stesso periodo e dal mantenimento di una rigorosa disciplina sui costi, con costi operativi in crescita di oltre il 3% annuo nelle nostre stime», valuta Ubs.

Valutazione a sconto

L’azione Poste Italiane per Ubs tratta a sconto rispetto alle società finanziarie diversificate italiane. Il titolo tratta, infatti, a 13,7 volte l’utile per azione stimato per il 2028, con uno sconto inferiore al 10% rispetto alle società finanziarie diversificate italiane. (riproduzione riservata)