Poste, Deutsche Bank punta sul successo dell’opas su Tim: sinergie per 770 milioni e super dividendo
Poste, Deutsche Bank punta sul successo dell’opas su Tim: sinergie per 770 milioni e super dividendo
Se l’opas avrà successo, e Deutsche Bank vede una probabilità elevata dell’85%, Poste Italiane varrà 30,4 euro per azione. Per ora il nuovo target price si ferma un po’ più sotto

di Francesca Gerosa 10/06/2026 15:30

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Inizia un nuovo capitolo per Poste Italiane e Tim. L’offerta pubblica di acquisto e scambio della società di Matteo Del Fante sul colosso tlc, che partirà ad agosto, rappresenta una mossa strategica significativa per combinare due incumbent in Italia. In uno scenario stand-alone, Deutsche Bank ritiene che Tim, azione coperta con un rating hold, sia correttamente valutata tanto che il suo prezzo obiettivo è pari a 0,64 euro, sotto la quotazione di chiusura in borsa del 10 giugno a 0,7672 euro.

Ma se l’opas avrà successo, Poste Italiane per Deutsche Bank varrà 30,4 euro per azione (+11,4% rispetto al prezzo di chiusura del 10 giugno in borsa a 27,28 euro) e questo implicherebbe una valutazione di Tim pari a 0,83 euro per azione, sulla base del mix di cash e azioni offerte (0,167 euro per ogni azione e 0,0218 titoli ordinari di Poste di nuova emissione per ogni Tim posseduta).

Per ora la banca d’affari tedesca si è limitata ad alzare il prezzo obiettivo su Poste da 21 euro (scenario stand-alone) a 29,10 euro (rating buy), riflettendo, appunto, la sua visione positiva sul potenziale di quest’operazione: il nuovo target price incorpora, infatti, una probabilità relativamente elevata (85%) di successo del completamento dell’offerta.

Anche perché Poste detiene già il 20% di Tim: il raggiungimento della soglia rilevante del 67% implica un livello di adesione simile (o anche più basso) rispetto ad altri deal completati in Italia nel 2025. Senza contare che il premio a cui l’azione Tim viene attualmente scambiata rispetto all’offerta di Poste è leggermente inferiore rispetto a quello osservato in operazioni di m&a simili più recenti. «A nostro avviso, questo suggerisce che il mercato stia incorporando una probabilità relativamente elevata di successo dell’offerta di Poste», ribadisce Deutsche Bank.

Tim stand-alone correttamente valutata

La performance operativa e il track record di Tim sono migliorati, con un bilancio profondamente trasformato. Tuttavia, questo avviene nel contesto di una rivalutazione significativa del business domestico del gruppo tlc: 15,8x l’ev/free cash flow operativo stimato per il 2028 contro le 10,7x del settore, il che ha portato Deutsche Bank a declassare Tim a hold lo scorso febbraio.

Pur vedendo un potenziale upside dal consolidamento e considerando il processo sulle frequenze come possibile catalizzatore, «riteniamo che Tim sia più un beneficiario passivo che attivo in un deal di questo tipo. E che affinché la valutazione ex-Brasile risulti interessante, gli investitori dovranno sempre più guardare a multipli di lungo termine. I benefici deriverebbero più da un miglioramento strutturale di lungo periodo del mercato che dalla realizzazione di sinergie immediate», spiega Deutsche Bank.

Sinergie per 770 milioni, oltre la stima di Poste

Detto questo, la solidità finanziaria di Poste Italiane, sostenuta da oltre 8 miliardi di euro di utili provenienti dalle divisioni assicurative e finanziarie negli ultimi cinque anni, può supportare Tim. «Stimiamo che l’operazione possa sbloccare 770 milioni di euro di sinergie nel 2029 contro l’obiettivo di 700 milioni indicato da Poste, più che raddoppiando la traiettoria di crescita dell’utile per azione di Poste, portando la società a registrare un tasso medio annuo di crescita del 10% nel periodo 2026-2029 rispetto al +5% nello scenario stand-alone. Questo creerebbe un nuovo profilo a livello di utili, migliore e più equilibrato, che combina crescita e stabilità. E nonostante la recente sovraperformance, vediamo ancora spazio per un’ulteriore rivalutazione», precisa Deutsche Bank.

Rendimento del dividendo sopra il 6% nel 2029

Dopo l’operazione, «stimiamo che Poste scambierebbe a multipli interessanti pari a un p/e 2028/2029 di 11,9x/10,9x, implicando un rendimento (yield) del 6% sulla base del prezzo dell’azione dell’8 giugno», conclude Deutsche Bank che di pari passo con l’utile vede salire il dividendo di Poste post opas su Tim dagli 1,30 euro per azione stimati per il 2026, a 1,48 euro per azione nel 2027, a 1,54 euro nel 2028 e a 1,60 euro per azione nel 2029 (yield del 6,1%, 5,6% senza Tim). (riproduzione riservata)