Poste Italiane ha comprato sul mercato altre azioni Tim. Il gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante ha rilevato poco più dell’1% dell’operatore tlc a Piazza Affari, che si aggiunge all’85,82% della società tlc già raggiunto tramite l’opas. In questo Poste è salita all’86,952% di Tim. Il prezzo di acquisto per azione non ha superato il limite massimo di 6,65 euro, ma è rimasto compreso tra 6,577 euro e 6,624 euro.
Poste ha approfittato del calo subito dai titoli Tim, dopo la conclusione dell’offerta, per acquisire altre quote sul mercato e stringere la presa sulla società tlc. Ieri una nuova flessione dell’1,59%, con il titolo Tim sceso a 6,57 euro. Sullo sfondo resta l’intenzione di arrivare alla soglia del 90% dello squeeze out, che obbligherebbe gli azionisti di minoranza a vendere le loro azioni, aprendo al delisting da Piazza Affari di Tim che potrebbe accelerare le manovre di integrazione.
Poste, in ogni caso, mercoledì 30 settembre, ha già iniziato a lavorare sulle sinergie, dando avvio alle attività di direzione e coordinamento su Tim. «L’ingresso di Tim in Poste Italiane prevede la condivisione di obiettivi strategici, il coordinamento delle politiche industriali e gestionali, l'integrazione di attività e competenze per favorire lo sviluppo e la creazione di valore dell’intero gruppo», hanno spiegato dal gruppo postale.
Con il nuovo assetto Poste Italiane avrà di fatto piena visibilità sulle principali attività e iniziative di Tim e verrà coinvolta preventivamente nella valutazione delle operazioni di maggiore rilievo strategico - incluse le operazioni rilevanti - ferma restando l’autonomia giuridica di Tim e delle sue controllate, a tutela anche degli azionisti di minoranza. Oggi è fissato il pagamento del corrispettivo dell'opas per chi ha aderito durante la riapertura dei termini.
Intanto ieri l’ad di Tim, Pietro Labriola, era all'Ft Connect Europe Forum di Bruxelles e ha chiesto all'Europa di «cambiare passo sulla regolamentazione delle telecomunicazioni». (riproduzione riservata)