Poste avvia integrazione di Tim per competere con i colossi del digitale
Poste avvia integrazione di Tim per competere con i colossi del digitale
Del Fante e Labriola spiegano ai 140 mila dipendenti le motivazioni dell’operazione: nasce una delle realtà industriali più grandi d’Europa. Intanto l’ok degli Usa alla cessione di Sparkle è atteso entro il 26 novembre e potrebbe consentire di arrivare allo squeeze out

di di Alberto Mapelli e Anna Messia 19/10/2026 20:00

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Si parte con l'integrazione. «I due marchi e le due aziende più riconosciute del Paese» manterranno la loro identità, ma avranno «un cuore che batte all’unisono». Con questa immagine il ceo di Poste Italiane, Matteo Del Fante e l’ad di Tim, Pietro Labriola, hanno illustrato, in un messaggio ai 140 mila dipendenti del nuovo gruppo, le motivazioni che hanno portato all’opas del gruppo postale su Tim e alla creazione di una delle realtà industriali più importanti d’Europa, con una capitalizzazione di 50 miliardi e 700 milioni di sinergie l’anno, per competere con i colossi mondiali del digitale.

La scelta industriale e l'orizzonte di lungo termine

La scelta di Tim da parte di Poste «non è stata un’operazione finanziaria ma una scelta industriale», fatta «per costruire un gruppo industriale con un orizzonte lungo. Ogni scelta, nei prossimi mesi, va letta così: non il prossimo trimestre ma il prossimo decennio», ha sottolineato Del Fante ricordando che Tim porta con sé la storia delle comunicazioni italiane e mondiali e aveva bisogno della «stabilità dell’azionista e di una scala che permettesse di guardare al futuro con fiducia». L'ambizione, a questo punto, è competere nel mondo digitale «dove i nostri concorrenti hanno dimensioni maggiori ma noi potremmo diventare il digitale dell’Italia», ha aggiunto Labriola che nei giorni scorsi ha incassato la conferma, da parte di Del Fante, come ad di Tim (la scadenza è fissata a primavera 2027).

I dettagli dell'integrazione e la partecipazione

Tornando all’integrazione, l’eventuale delisting di Tim da parte di Poste avrebbe accelerato le manovre ma la partecipazione nella società tlc, oggi all’86,9%, resta inferiore al 90% che farebbe scattare l'obbligo di acquisto delle azioni rimanenti. Nei giorni scorsi, il gruppo guidato da Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco ha però approvato il regolamento per l’esercizio della direzione e del coordinamento su Tim, dando quindi il via libera all'integrazione.

Il dossier Sparkle e l'attesa del closing

Sullo sfondo resta la cessione di Sparkle al consorzio Mef-Retelit. Per il closing si attende il via libera della Federal Communications Commission negli Stati Uniti, l'ultimo mancante. Malgrado la chiusura fosse prevista entro il 15 ottobre, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la Fcc concluderà la sua analisi entro il 26 novembre, quando si chiuderà la finestra di 120 giorni aperta a fine luglio dopo alcune domande preliminari. Sulla carta sono possibili proroghe e anche l’apertura di una seconda fase di approfondimento di altri 90 giorni, ma la previsione dietro le quinte è che non vengano imposte condizioni, soprattutto dopo l'ok senza restrizioni della Committee on Foreign Investment in the United States (Cfius) del 23 aprile scorso. La conclusione del deal Sparkle porterebbe nelle casse di Tim 700 milioni, di cui 400 milioni erano stati promessi per un buyback agli azionisti, già parzialmente avviato pre-opas.

Ai valori attuali di borsa, equivarrebbe a circa il 3,3% del capitale. Qualora si optasse per questa strada, dopo il successivo annullamento delle azioni comprate, Poste potrebbe arrivare così a un soffio dal 90% di Tim anche senza ulteriori acquisti sul mercato, arrivando quindi sulla soglia per lo squeeze out.

Passaporti alle Poste: superate 300 mila richieste

Intanto, sempre parlando del gruppo Poste, sono state superate le 300 mila richieste di rilascio e rinnovo del passaporto presentate presso gli uffici postali italiani. Il mese di agosto 2026 ha fatto registrare il record di 16.947 passaporti erogati. Il precedente massimo era stato raggiunto nel a di febbraio dello stesso anno con 15.940 passaporti rilasciati, segnando quindi un aumento delle richieste dallo scorso primato del 6%. Il servizio è attivo in 6.932 uffici postali Polis (nei Comuni con meno di 15 mila abitanti) e in 431 uffici postali di grandi città, tra cui Roma, Milano, Napoli, Firenze e Bologna (riproduzione riservata)