Porsche in rally a Francoforte: il titolo torna buy. Ecco perché secondo gli analisti
Porsche in rally a Francoforte: il titolo torna buy. Ecco perché secondo gli analisti
Ubs promuove il titolo della casa tedesca e rivede al rialzo il prezzo obiettivo: la società è sulla strada della ripresa, secondo gli analisti. Ecco quanto può salire l’azione

di Andrea Boeris 08/06/2026 15:30

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Avvio di settimana in decisa accelerazione per Porsche alla borsa di Francoforte. Lunedì 8 il titolo del costruttore di Stoccarda segna un progresso del 3%, a 48,2 euro, trainato dalla promozione degli analisti di Ubs, che hanno alzato il giudizio da neutral a buy e rivisto al rialzo il prezzo obiettivo da 40 a 60 euro. In scia alla performance della casa tedesca delle auto di lusso sale anche la capogruppo Porsche Automobil Holding, in guadagno superiore all’1%.

Porsche torna buy secondo Ubs

Gli analisti della banca svizzera riconoscono che il ritorno di Porsche alla sua «solida posizione di forza» richiederà ancora diversi anni, ma ritengono che questo possa essere il momento giusto per comprare le azioni perché i primi segnali di una inversione di rotta sono già evidenti. Sul fronte industriale, il portafoglio prodotti risulta meglio allineato alla domanda, dopo che la società ha iniziato a correggere gli errori del recente passato, in particolare l’eccessivo sbilanciamento della gamma sui veicoli elettrici a batteria. Il piano del nuovo ceo Michael Leiters, in carica da gennaio, prevede l’introduzione di nuovi modelli di fascia alta, equipaggiati con motorizzazioni a combustione interna e ibride, più in linea con i gusti della clientela Porsche.

Il margine operativo può risalire al 13% entro il 2030

Sul piano organizzativo, Ubs apprezza la determinazione del nuovo management nel snellire le operazioni con la dismissione di asset non strategici, l’impiego di una struttura più agile e la riduzione degli sprechi. La capacità produttiva è stata ricondotta a un livello sostenibile tra i 250 e i 280 mila veicoli all'anno, ben al di sotto dei 350 mila previsti al momento dell’ipo. Sul fronte finanziario, gli analisti stimano invece che il margine operativo possa risalire dal 7% del 2026 fino al 13% entro il 2030. Il recupero sarà alimentato dall'arrivo di nuovi prodotti, da migliori prospettive commerciali, da una riduzione strutturale dei costi e dal venir meno degli oneri straordinari di riorganizzazione strategica. (riproduzione riservata)