Banca Popolare Puglia e Basilicata ora guarda agli sportelli di Mps e Banco Bpm post-risiko
Banca Popolare Puglia e Basilicata ora guarda agli sportelli di Mps e Banco Bpm post-risiko
Dopo la mancata acquisizione di Banca del Mezzogiorno, la Popolare pugliese mira agli sportelli da dismettere per ragioni antitrust

di di Andrea Deugeni 21/10/2026 22:00

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Sfumata l’acquisizione di Banca del Mezzogiorno (ex Popolare Bari) in tandem con Iccrea (Mediocredito Centrale ha scelto l’emiliana Credem), la Banca Popolare di Puglia resta in pista nel risiko bancario.
 

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, infatti, la popolare pugliese presieduta da Leonardo Patroni Griffi e guidata dal dg Vittorio Sorge guarda agli sportelli che nell’ambito delle operazioni di consolidamento nel credito dovranno esser dismessi per ragioni antitrust.

Un po’ quello che sta facendo Unicredit, che, mentre si prepara a chiudere in Germania l’acquisizione di Commerzbank, intende rientrare in gioco in Italia nel caso in cui i concorrenti dovessero vendere asset. E nel mirino di Pop Puglia e Basilicata non ci sono soltanto le filiali Mps eccedenti i 635 sportelli da trasferire a Unipol ma anche le filiali che arriverebbero sul mercato in seguito a eventuali nozze fra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia (Cai).

L’integrazione fra Piazza Meda, di cui francesi della banque verte sono i primi soci con il 29,3%, e Cai è la prossima operazione di m&a attesa dal mercato dopo l’opas di Intesa Sanpaolo Mps che dovrebbe terminare entro fine anno.

L'espansione nel Mezzogiorno e i risultati di bilancio

Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che conta 106 sportelli in sei regioni del Centro-Sud Italia (Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo e Lazio), ha ambizioni di leadership nel Mezzogiorno.

Per il gruppo pugliese il 2025 è stato il primo anno di piena operatività a seguito dell’accordo perfezionato a dicembre 2024 che ha visto la cessione di 14 sportelli a Banco Desio, consentendo all’istituto di concentrare la propria rete nelle aree geografiche di storico radicamento. La banca ha registrato quasi 190 milioni di ricavi, in calo del 9,8%, e 57,3 milioni di profitti, in crescita del 39%.

Le risorse per M&A e il piano industriale

Il management ha 200 milioni di euro di excess capital da mettere a servizio del risiko bancario, risorse che al contrario potrebbero essere restituite agli azionisti se entro 2028 non verranno siglate operazioni di consolidamento. A cominciare dalla Puglia e dall’area di Taranto.

Quanto alla crescita organica, il piano industriale prevede una direzione dedicata alle pmi, lo sviluppo dei servizi tecnologici con un crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale e un programma di formazione del personale. (riproduzione riservata)