Fin dalle sue origini «dal 1971 e per decisione del Parlamento, il ponte sullo Stretto di Messina rappresenta un'opera strategica d'interesse nazionale. Io e l'attuale governo ne abbiamo semplicemente riaffermato l'utilità e la centralità» ha voluto precisare il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, rispondendo al question time in Aula alla Camera. Si tratta di una «infrastruttura aperta a tutti gli usi».
Primaria importanza assumono tanti interessi, la Protezione civile e l'utilizzo per la viabilità quotidiana («pensiamo ad avere in queste ore di mare in tempesta il ponte piuttosto che i traghetti fermi»), per l'autotrasporto e per l'agricoltura. Senza dimenticare l'Alta Velocità ferroviaria: «Il Ponte infatti oggi è classificato dall'Europa come un anello mancante del corridoio che unisce Scandinavia e Mediterraneo che dovremmo completare entro il 2030, quindi stiamo facendo semplicemente quello che ci stanno chiedendo di fare oltre che quello che è diritto per siciliani e calabresi».
Il Ponte poi sarà in grado di rispondere anche alle «esigenze connesse alla mobilità militare, anche se ovviamente ci auguriamo che non vengano mai utilizzate», ha aggiunto il vice premier. Su questi aspetti «il ministero della Difesa, e non il ministro Salvini, evidenzia che il ponte potrà incrementare in modo significativo la capacità di risposta di resilienza logistica e di efficienza dei processi di messa in sicurezza, questo in piena coerenza con il piano di azione per la mobilità militare dell'Unione Europea».
L’obiettivo resta lo sempre lo stesso, ribadisce il leader leghista: «Aprire i cantieri di un'opera attesa da ormai 100 anni».
Non solo «abbiamo confermato di integrare il finanziamento dell'opera nell'ultima legge di bilancio ma stiamo anche proseguendo le interlocuzioni con la Commissione Europea sia sugli aspetti ambientali che su quelli di evidenza pubblica». Per di più «stiamo lavorando in queste settimane per chiarire in maniera ancora più esplicita, con dati e valutazioni resi nelle forme richiesti dalla Corte dei Conti, le conclusioni dell'istruttoria finora svolta».
Così si lavora per far diventare realtà il Ponte «che sarà un acceleratore di sviluppo». In attesa «sono aperti in Sicilia e Calabria 50 miliardi di euro di cantieri per migliorare strade, autostrade e ferrovie che senza il Ponte avrebbero una utilizzazione non completata», ha sottolineato Salvini, concludendo: «Viva il Ponte». (riproduzione riservata)