A quasi otto anni dal tragico 14 agosto 2018 – giorno in cui, alle 11:36, il crollo del ponte Morandi di Genova tolse la vita a 43 persone – l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, per il quale la Procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi di carcere, è stato condannato a 12 anni. Castellucci era già stato condannato per l'incidente stradale sulla A16 in cui un bus turistico era precipitato dal viadotto Acqualonga con 40 vittime, e si trova attualmente in stato di reclusione.
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Genova hanno condannato inoltre a cinque anni Mauro Coletta, ex direttore vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero dei Trasporti. L'accusa aveva chiesto una condanna a dieci anni.
Oggi, giovedì 16 luglio 2026, è arrivata la prima sentenza di un dibattimento iniziato il 7 luglio 2022 e durato ben 284 udienze, coinvolgendo 57 imputati.
Tra i condannati c’è anche l'ex capo delle manutenzioni di Aspi Michele Donferri Mitelli (11 anni di reclusione, il pm ne aveva chiesti 15 e sei mesi). Paolo Berti, ex direttore centrale operazioni Aspi, e Antonino Galatà, ex amministratore delegato di Spea, la società che gestiva il monitoraggio delle opere per contro della controllante Autostrade, sono stati condannati a 5 anni e 6 mesi ciascuno.
Per il crollo del Ponte Morandi in totale sono state 32 le condanne per quasi 200 anni. Le pene più basse (un anno, 11 mesi e cinque giorni) sono state comminate a Mario Bergamo, Salvatore Bonaccorso, Matteo De Santis, Giorgio Fabriano e Michele Francese. Sono 25 gli assolti o prescritti.
Tutti sono accusati a vario titolo di omicidio semplice, omicidio stradale e crollo colposo. Esclusa l'aggravante lavoristica.
Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi, il disastro andava imputare direttamente ai vertici e ai tecnici che si sono succeduti nel tempo all'interno di Autostrade per l'Italia (Aspi), di Spea, del ministero dei Trasporti e del Provveditorato.
L'ipotesi della Procura è che per anni si sia scelto deliberatamente di risparmiare sulle opere di manutenzione e sulla sicurezza della rete stradale al solo scopo di massimizzare i dividendi da distribuire agli azionisti.
Per le accuse lo Stato aveva richiesto pene complessive che sfiorano i 400 anni di reclusione (a fronte di una sola richiesta di assoluzione). La condanna più severa è stata invocata appunto per l'ex amministratore delegato Castellucci, il quale si è sempre difeso dichiarandosi «responsabile, ma non colpevole». «Castellucci è stato condannato senza colpa. La sua unica colpa è quella di essere innocente», ha detto l'avvocato Giovanni Paolo che difende l'ex ad di Aspi dopo la condanna. «Seguiteremo a combattere per la sua innocenza e siamo sicuri che l'appello rimedierà a quello che riteniamo un errore».
Il dibattimento, presieduto dal giudice Paolo Lepri affiancato dai colleghi Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori, ha registrato numeri record: sono stati ascoltati 282 testimoni e quattro consulenti tecnici, 12 imputati si sono sottoposti a esame, mentre altri 21 hanno rilasciato dichiarazioni spontanee.
E ancora, il processo ha prodotto oltre12 terabyte di documentazione (compresi foto e video), 332 faldoni cartacei 352 supporti informatici, 24.213 pagine trascritte, 10.431 pagine dei verbali riassuntivi.
Per quanto riguarda le parti civili, delle oltre 650 richieste iniziali, ne sono state ammesse circa 200, ridotte poi a 168 a seguito di accordi e risarcimenti stragiudiziali.
Il disastro del 14 agosto ha aperto la strada ad altre tre grandi indagini collegate: quella sui report falsificati sullo stato dei viadotti, quella sulle barriere antirumore pericolose e quella sulle gallerie prive di adeguata manutenzione. Questi filoni sono confluiti in un unico processo con 47 imputati.
Nel frattempo, in Liguria i cantieri autostradali non sono ancora finiti. Il viadotto è stato ricostruito su disegno dell'architetto Renzo Piano, alla radura della memoria sotto il viadotto manca ancora l’ultimo miglio. Lo storico pm Massimo Terrile, che per primo coordinò le indagini, è deceduto a maggio scorso dopo il pensionamento, senza poter assistere alla lettura della sentenza. (riproduzione riservata)