Pnrr, via libera Ue alla nona rata da 12,8 miliardi: Italia a quota 166 miliardi. Gli interventi chiave in scuola, sanità e digitale
Pnrr, via libera Ue alla nona rata da 12,8 miliardi: Italia a quota 166 miliardi. Gli interventi chiave in scuola, sanità e digitale
Bruxelles certifica il raggiungimento di 50 obiettivi. Meloni: «Italia primato europeo per risorse e risultati». Foti: «416 traguardi raggiunti, oltre il 73% del Piano completato»

di di Giusy Iorlano 29/04/2026 12:40

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La Commissione europea ha dato, nella mattinata del 29 aprile, valutazione positiva al pagamento della nona e penultima rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro. Con tale passaggio, l’Italia sale a circa 166 miliardi di euro complessivi ricevuti, confermando, per Bruxelles e governo, il pieno raggiungimento degli obiettivi previsti per questa fase del Piano.

Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il risultato consolida il ruolo dell’Italia in Europa: «Con l’approvazione del pagamento della nona rata l’Italia consolida il primato europeo nell’attuazione del Pnrr». La premier sottolinea anche un cambio di approccio: «Il modello italiano ha segnato il passaggio da una logica di spesa a una cultura delle riforme e degli investimenti strutturali».

Numeri e interventi: oltre 400 obiettivi raggiunti

Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti evidenzia la portata del Piano: 416 obiettivi raggiunti, 655.677 progetti finanziati e oltre 541 mila interventi già conclusi. «Con la nuova governance abbiamo superato le debolezze strutturali che hanno rallentato il Paese», afferma, sottolineando come il 73% degli obiettivi sia già stato centrato.

Tra i risultati più rilevanti figurano il supporto educativo a oltre 800 mila studenti a rischio dispersione, interventi per 44 mila minori nel Mezzogiorno e la digitalizzazione di 7,75 milioni di fascicoli giudiziari. In sanità, il Fascicolo sanitario elettronico è stato esteso all’85% dei medici di base e 280 strutture ospedaliere sono state ammodernate.

Infrastrutture e riforme: giustizia e PA sotto pressione

Sul fronte infrastrutturale e amministrativo, il Piano ha permesso la rinnovata flotta dei Vigili del fuoco con oltre 3.800 mezzi ecologici e la riduzione delle perdite idriche su 45mila km di reti. In ambito giustizia, viene segnalata una riduzione dell’85% dell’arretrato nei Tar e nel Consiglio di Stato, insieme a interventi per accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione e rafforzare la competitività delle imprese. (riproduzione riservata)