Si schiarisce il cielo sulla trattativa che dovrebbe portare il gruppo Fs a rilevare il ramo ferroviario di Pizzarotti, la storica società di Parma finita in tensione finanziaria lo scorso anno. Da una parte, a inizio marzo il Tribunale di Bologna ha accolto la domanda di Impresa Pizzarotti, autorizzando la cessione del cosiddetto Ramo Target, comprendente l’attività nelle infrastrutture ferroviarie, al gruppo Fs, in un’operazione che dovrà avvenire previo conferimento del ramo aziendale in una newco, la cui totalità delle azioni sarà ceduta all’acquirente.
Dall’altra, resta tuttavia in essere un passaggio fondamentale: il nulla osta all’operazione – previsto per legge – da parte di Webuild e Saipem, che sono membri dei consorzi in cui è presente Pizzarotti. Rispetto alle chiusure passate, però, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, i due colossi si sarebbero detti disposti a sedersi al tavolo, ma ad alcune condizioni. Su tutte, che Fs fornisca tutte le garanzie patrimoniali e finanziarie necessarie per garantire la piena continuità dei cantieri. Il pensiero sembra andare al forte aumento dei costi dei cantieri ferroviari. Un tema che, non a caso, fu oggetto di un incontro a febbraio dal ministro dell’Economia, Giancarlo Girogetti, tra il numero uno di Webuild, Pietro Salini, e l’ad di Fs, Stefano Donnarumma.
Il tema sembrerebbe, però, superato, grazie anche all’ultimo intervento voluto dal governo, che ha trovato 2,8 miliardi da destinare a Rfi (la controllata di Ferrovie che gestisce i binari) sottraendole al Ponte sullo Stretto.
Ciò detto, lo spiraglio di una trattativa resta fondamentale. Come rivelato da questo giornale a gennaio, Webuild, Saipem e Ghella (con i primi due che erano interessati agli asset Pizzarotti), per via di un vincolo di legge devono dare il disco verde all’eventuale deal con Fs, in quanto membri dei consorzi in cui è presente Pizzarotti. Si va dal passante Av di Firenze (Saipem) al raddoppio ferroviario Piadena-Mantova (Sapiem, Icf e Salcef), passando per la linea Av/Ac Milano-Venezia e il nodo ferroviario di Verona (Saipem, Gruppo Icm – Maltauro), fino a varie tratte dell’Av/Ac Napoli-Bari in cui spicca Webuild.
Il tempo stringe: il Tribunale avrebbe dato tempo per letrattative fino al 30 giugno. (riproduzione riservata)