In che direzione andranno le borse europee, messe sotto pressione nelle ultime settimane da allargamento degli spread e crisi dei conti pubblici in Francia? Secondo i 95 professionisti del portafoglio europei intervistati da Bank of America nel suo consueto sondaggio mensili, scelti tra strategist, direttori investimenti e gestori e rappresentativi di 245 miliardi di euro di masse in gestione, la tendenza si invertirà e i mercati del Vecchio continente ricominceranno a crescere.
Ma il disaccordo con i gestori globali è fortissima. Se da una parte il 44% netto degli intervistati si aspetta un rialzo dei listini europei entro i prossimi tre mesi e il 38% prevede che nell’arco di un anno l’Europa farà moderatamente meglio degli Stati Uniti, dall’altra tra gli investitori globali prevale la prudenza: il 23% netto dichiara di voler sottopesare l’azionario europeo, la percentuale più negativa da settembre 2022.
Non manca tuttavia la prudenza, anche tra i money manager del Vecchio continente. Il potenziale di rialzo atteso per le azioni europee nei prossimi 12 mesi è sceso al 4,53%, il livello più basso da gennaio 2025, nonostante una crescita prevista degli utili per azione del 6,09%.
Il quadro macroeconomico, inoltre, si sta deteriorando: la quota netta di investitori che si aspetta un’accelerazione della crescita europea è scesa dal 39% al 22%, mentre il 66% prevede che i tassi d’interesse rimangano elevati più a lungo.
In questo contesto il posizionamento settoriale dei professionisti degli investimenti riflette una crescente preferenza per i comparti ciclici. Il 41% netto degli intervistati si aspetta che questi settori facciano meglio del mercato, la percentuale più alta da febbraio.
La tecnologia resta la prima scelta, con un sovrappeso netto del 28%, ed è anche il secondo settore su cui si concentra maggiormente il consenso degli investitori, indicato dal 31% del campione. Le banche mantengono un sovrappeso netto del 22% e sono considerate il tema d’investimento più presidiato in assoluto, con il 38% delle risposte. Una concentrazione che può sostenere i settori preferiti finché le aspettative saranno confermate, ma che accresce il rischio di posizionamento laddove i money manager uscissero in massa, facendo cadere i prezzi. All’estremo opposto, il retail è il settore più sottopesato, con un saldo netto del 47%.
Più articolato il quadro dell’healthcare: il 16% degli intervistati si aspetta che il comparto, insieme ai finanziari, registri le migliori performance, ma il posizionamento resta in sottopeso netto del 3%.
Sul piano operativo gli investitori privilegiano le società con un’elevata qualità dei fondamentali (high quality), quelle caratterizzate da un momentum positivo e i titoli value, che sono sottovalutati, rispetto ai growth. A questi si aggiungono le società a grande capitalizzazione, considerate meglio posizionate per affrontare un contesto macroeconomico incerto.
La selezione geografica è altrettanto marcata. La Spagna registra un sovrappeso netto del 28% nei portafogli per i prossimi 12 mesi, il dato più alto da maggio 2018. La Francia, invece, è il mercato più penalizzato: il 56% netto degli intervistati intende sottopesarla. A contare sono soprattutto i timori sulla sostenibilità dei conti pubblici e sulle elezioni del 2027, indicati dal 63% degli investitori come il principale rischio politico per le borse Ue. (riproduzione riservata)