Più Europa e Btp: come ruotare il portafoglio dopo le elezioni di midterm secondo Société Générale
Più Europa e Btp: come ruotare il portafoglio dopo le elezioni di midterm secondo Société Générale
Agbo-Bloua, capo della ricerca globale di Société Générale, analizza il voto Usa con MF-Milano Finanza. Riviste al rialzo le stime di crescita dell’Eurozona nel 2027

di di Elena Dal Maso 05/11/2026 22:00

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Le elezioni di midterm ridisegnano gli equilibri politici e hanno conseguenze anche sui mercati finanziari. La conquista della maggioranza in entrambe le Camere da parte dei Democratici limita infatti il margine di manovra dell’amministrazione Trump, dalla politica commerciale alle spese militari. Uno scenario che, secondo Kokou Agbo-Bloua, responsabile globale della Ricerca per le attività di Global Markets di Société Générale (ex Goldman Sachs e JP Morgan), può favorire una riduzione delle tensioni geopolitiche e, di conseguenza, della pressione sui prezzi dell’energia. Ma la lettura dell’esperto non si ferma agli Stati Uniti: nell’allocazione azionaria la preferenza va all’Europa, con la Germania in prima fila, mentre sul mercato obbligazionario restano interessanti i Btp italiani. È quanto emerge dall’intervista a MF-Milano Finanza, in cui Agbo-Bloua delinea le prospettive per le principali asset class dopo il voto americano.

Gli effetti dell'onda blu

«L’ondata blu che ha portato i Democratici a conquistare la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso è stata, in parte, il risultato della crisi del costo della vita innescata dalla guerra in Iran. Una conclusione del conflitto prima del previsto potrebbe determinare una minore pressione sui prezzi del petrolio, con una conseguente diminuzione dell’inflazione importata e dei rendimenti obbligazionari, uno sviluppo positivo per l’economia», spiega. Un’altra conseguenza potrebbe essere «un rallentamento della crescita degli investimenti in conto capitale destinati alla costruzione di data center e di infrastrutture per lo sviluppo dell’AI».

La coabitazione tra il presidente Trump e un Congresso a guida democratica «non sarà semplice. Il Congresso potrebbe decidere di rallentare o bloccare del tutto le richieste di finanziamento necessarie a proseguire la guerra in Iran», sottolinea Agbo-Bloua. Potrebbe inoltre «rendere più difficile l’introduzione di nuovi dazi, come quelli previsti dalla Sezione 301».

Se non l’impeachment, un’indagine parlamentare

L’ipotesi di impeachment del presidente viene considerata improbabile «poiché richiede una maggioranza qualificata dei due terzi, ma il Congresso potrebbe avviare indagini sui collaboratori del presidente e sulle attività imprenditoriali collaterali nelle quali è stato coinvolto negli ultimi due anni, a partire dalle criptovalute e dai legami con la Russia».

Il conflitto in Medio Oriente potrebbe proseguire anche nei primi mesi del 2027, mantenendo elevati i prezzi del petrolio. Per l’Europa, ancora esposta alla dipendenza energetica dall’estero, il rischio è significativo. A compensarlo, almeno in parte, è la capacità di adattamento dell’economia globale, rafforzata dopo la pandemia e sostenuta dal ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. «Dalla pandemia, l’economia globale ha imparato ad adattarsi e a essere più resiliente di fronte a improvvisi shock geopolitici, come conflitti militari, interruzioni delle catene di approvvigionamento e guerre commerciali». Una resilienza che trova conferma nei flussi commerciali: «Possiamo osservare questa dinamica, ad esempio, nei recenti e solidi dati sulle esportazioni di Cina, Corea del Sud e Taiwan, ma anche della stessa Ue per quanto riguarda le filiere dell’AI, dai semiconduttori e dai chip di memoria».

Difesa, infrastrutture, banche e rame

È proprio il ciclo di investimenti legato all’AI a rappresentare uno dei principali sostegni alla crescita, con ricadute che si estendono oltre il settore tecnologico: dalle apparecchiature industriali all’energia, fino ai materiali necessari per realizzare le nuove infrastrutture. Un tema che si riflette anche nelle preferenze settoriali di Société Générale, orientate verso difesa, infrastrutture, banche e rame.

Sul fronte geografico, la preferenza resta per i listini europei, pur senza abbandonare l’esposizione agli Stati Uniti. «Preferiamo i mercati azionari europei, a partire da quello tedesco, grazie al programma di investimenti nelle infrastrutture e nella difesa».

Più Btp in portafoglio

Per il mercato obbligazionario, il giudizio è costruttivo sul credito investment grade e sui Treasury. In Europa, invece, «apprezzo i Btp», sottolinea l’esperto.

La view si accompagna a una revisione al rialzo delle prospettive macro del continente. «Abbiamo rivisto al rialzo le previsioni di crescita del pil per il 2027 dallo 0,8% all’1,1%, sostenuta dalla resilienza dei consumi e dagli investimenti in conto capitale nell'AI». Quanto alla politica monetaria, prevede «altri due rialzi dei tassi da parte della Fed a dicembre 2026 e a marzo 2027. Ci aspettiamo un ulteriore rialzo da parte della Bce a dicembre, con una probabilità crescente di un altro intervento nel corso del prossimo anno». Sul mercato valutario, infine, il manager vede il cambio euro/dollaro a 1,10 entro la fine del 2026 e a 1,12 nel primo trimestre del 2027. (riproduzione riservata)