Pirelli lancia l’espansione negli Stati Uniti. Il gruppo dei pneumatici guidato dal presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera e dall’amministratore delegato Andrea Casaluci ha annunciato l’approvazione da parte del board del piano di investimenti pluriennale da 1 miliardo di euro (pari a circa 1,2 miliardi di dollari) per incrementare la produzione negli Stati Uniti.
L’investimento è finalizzato all’ampliamento dello stabilimento di Rome, in Georgia, già dedicato alle soluzioni tecnologicamente più avanzate ma dalla capacità ridotta, meno di mezzo milione di pezzi all’anno. Nel 2033, quando l’impianto ampliato arriverà a regime, potrà produrre circa 6 milioni di pneumatici car, inclusa la tecnologia Cyber Tyre, con la creazione di circa mille posti di lavoro aggiuntivi.
Si tratta di un investimento strategico per Pirelli visto che gli Usa sono il più grande mercato al mondo nel segmento High Value, circa il 40% dei volumi globali, che ormai rappresenta l’82% del fatturato del gruppo.
Il piano è stato approvato a maggioranza dal board di Pirelli, con il voto contrario dei consiglieri rappresentanti di Sinochem Zhang Haitao, Xi Xiaohong e Wang Kun.
Il piano pluriennale partirà dal 2027 e trasformerà in due fasi lo stabilimento di Rome in un hub industriale con tecnologia all’avanguardia.
La prima fase vedrà un incremento graduale della produzione robotizzata e basata sull’ultima evoluzione del Mirs, tecnologia proprietaria di Pirelli, con uno sviluppo della capacità produttiva a partire dal 2028. Si tratta di una tecnologia che, attraverso sistemi modulari robotizzati autonomi, consente la produzione di pneumatici High Value a elevato contenuto tecnologico: a regime arriverà a 3 milioni di pezzi.
Inoltre verrà realizzato un impianto tradizionale totalmente automatizzato e dotato dei processi produttivi più avanzati, rivolto ai prodotti premium, che a regime produrrà anch’esso 3 milioni di pneumatici all’anno.
Al centro del piano resta la tecnologia Cyber Tyre, sbloccata negli Usa grazie all’autorizzazione ottenute dal Bis (US Department of Commerce Bureau of Industry and Security) dopo le modifiche alla governance introdotte grazie al golden power.
Il progetto non avrà impatto sui target 2026 e si prevede che il rapporto capex/ricavi nel 2027-2033 rimarrà sostanzialmente in continuità con i periodi precedenti, preservando la generazione di cassa di gruppo.
Il board di Pirelli ha anche approvato un nuovo assetto organizzativo che prevede il superamento della direzione generale corporate con effetto immediato. Perciò si è proceduto con l’approvazione dei termini per la risoluzione del rapporto con il dg corporate Francesco Tanzi, che uscirà dal gruppo a fine 2026.
Tanzi sarà vincolato per due anni a un patto di non concorrenza valido per i principali Paesi in cui opera Pirelli a fronte di un corrispettivo del 130% della sua retribuzione annuale lorda e manterrà un contratto biennale di consulenza con il gruppo con un compenso lordo annuale di 350 mila euro, a cui si aggiungono benefici non monetari per altri 45 mila euro lordi. (riproduzione riservata)