Pirelli guarda alle applicazioni della tecnologia cyber tyre anche in ambito militare, tanto da aver costituito un’unità organizzativa dedicata alla Difesa per seguire lo sviluppo del prodotto in quella direzione. Ciò che verrà sviluppato poi dovrà essere messo a disposizione delle Forze armate italiane e della sicurezza nazionale.
È quanto emerge dal decreto della Presidenza del Consiglio con cui viene esercitato il golden power sulla nuova unità del gruppo degli pneumatici guidato dal presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera e sulla sua alleanza con Abet Hts per lo sviluppo di un veicolo militare terrestre a guida remota denominato Ulisse. L’esercizio del golden power è stato annunciato ieri mattina da Pirelli. Il documento è stato visionato da MF-Milano Finanza.
Nel decreto viene spiegato che Pirelli «intende sviluppare ulteriormente la tecnologia cyber tyre anche nel settore della Difesa», in particolare riferendosi a «veicoli gommati a impiego militare, logistico e multifunzione, promuovendo programmi di ricerca, sviluppo e industrializzazione volti ad adattare e integrare tale tecnologie alle specifiche esigenze operative del comparto della difesa».
Per le peculiarità del settore Pirelli ha quindi optato per un’unità organizzativa dedicata denominata Public Safety Solutions, alla cui guida è stato messo Aimone di Savoia Aosta, senior vice president Institutional and Regulatory Affairs. L’unità avrà il compito di «presidiare lo sviluppo, l’offerta e la gestione dei rapporti contrattuali relativi ai prodotti di Pirelli destinati alla clientela del comparto della difesa».
L’unità presidierà la rispondenza dei prodotti ai requisiti richiesti dai committenti e la preventiva classificazione di prodotti e tecnologie come «prodotti a duplice uso ovvero materiali di armamento». Si occuperà inoltre della tutela della riservatezza, della sicurezza e dell’integrità delle informazioni e delle tecnologie interessate. Il team che risponderà ad Aimone di Savoia Aosta sarà il «centro di competenza dedicato» e «dotato di autonomia organizzativa», in cui confluiranno «lo sviluppo, la gestione e l’utilizzo di conoscenze, informazioni tecnologiche, processi e soluzioni afferenti alla tecnologia cyber tyre per il settore della Difesa».
Stando a quanto dichiarato da Pirelli durante il procedimento golden power, lo sviluppo di tecnologie sarà orientato «a garantirne la disponibilità a favore delle Forze armate italiane e degli altri operatori pubblici e privati attivi nel settore della Difesa e della sicurezza nazionale». In tal senso è rilevante che le attività relative alla Difesa avranno «una segregazione tecnologica strutturale della piattaforma cloud» per essere separate dal resto del business e saranno svolte «nel rispetto di specifici presidi volti a salvaguardare» know-how, tecnologia e relativi dati «strategici per il sistema della difesa e della sicurezza nazionale».
L’unità dedicata alla Difesa di Pirelli, riporta sempre il documento del golden power, si è resa «tanto più necessaria» alla luce dell’accordo di co-sviluppo con Abet Hts arrivato ad agosto e che si inserisce pienamente nel percorso di un possibile impiego della tecnologia cyber tyre nel settore militare. Le due società stanno lavorando all’integrazione della tecnologia nel veicolo elettrico terrestre a guida remota Ulisse, che è «in corso di omologazione come veicolo ad uso militare, logistico e multifunzione».
L’accordo tra Pirelli e Abet Hts comprende «lo sviluppo e l’impiego di sistemi di analisi visiva a supporto della conduzione da remoto e della rilevazione delle variazioni dello scenario circostante»; «lo sviluppo di materiali e soluzioni tecnologiche per applicazioni protettive», anche grazie alle competenze di Pirelli nel campo dei polimeri; lo sviluppo congiunto di modelli di AI e machine learning e lo sviluppo di pneumatici e soluzioni dedicate alle diverse condizioni di impiego del veicolo. Alla luce dei dettagli, quindi, è chiaro perché Palazzo Chigi ha optato per l’utilizzo del golden power su iniziativa del ministro della Difesa Guido Crosetto.
MF-Milano Finanza è in grado di rivelare le condizioni imposte. Tra le più rilevanti per entrambi i gruppi ci sono - oltre alla garanzia dei meccanismi di segregazione tecnologica e organizzativa tra le attività svolte in «Programmi della difesa di interesse dell’Italia» e le altre attività operative - l’obbligo di mettere a disposizione le tecnologie e i frutti della ricerca e sviluppo nel settore della Difesa alle Forze armate italiane e agli altri operatori pubblici e privati con l’obiettivo di «soddisfare le esigenze operative della difesa nazionale». I
l know-how che verrà utilizzato dalla Difesa italiana, inoltre, non potrà essere «ceduto o rivelato a terzi fino a quando non cesseranno le esigenze» del Paese anche in ambiti di collaborazione internazionali e «senza il consenso del ministero della Difesa».
Infine Pirelli potrà nominare come responsabili dei settori relativi alle attività rilevanti per la difesa e la sicurezza nazionale solo «persone di esclusiva cittadinanza italiana munite di abilitazione di sicurezza personale», vale a dire abilitate a gestire informazioni riservate. (riproduzione riservata)