Pirelli blindata dal governo. Secondo quanto può anticipare Milano Finanza, il governo Meloni ha deciso di proteggere l'asset strategico del colosso nazionale dei pneumatici, di fatto sterilizzando la partecipazione dell'azionista cinese.
Con un decreto del Presidente del Consiglio che attiva il Golden Power, l'esecutivo ha disposto e notificato alle parti, Pirelli e Sinochem, la conferma delle prescrizioni già stabilite sulla governance dell'azienda nel 2023 aggiungendo alcuni paletti importanti alla possibilità di muoversi per gli azionisti di Pechino nella governance dell'azienda guidata da Marco Tronchetti Provera.
In particolare, con un provvedimento che punta a misure imparziali e non discriminatorie, l'esecutivo ha stabilito che il socio Sinochem potrà presentare per il rinnovo del cda Pirelli un massimo di tre candidati, senza veti sulla nazionalità, di cui due indipendenti e con la limitazione all'assunzione di cariche sociali.
La decisione del governo sembra andare incontro a quanto chiesto dall'azienda italiana per preservarne gli assetti strategici e la nazionalità.
A dispetto delle indiscrezioni dei giorni scorsi, l'esecutivo ha rispettato la deadline del 15 aprile senza ulteriori proroghe. In quella data scadevano i 75 giorni di tempo previsti dalla normativa - 45 giorni di base, a cui si possono aggiungere 30 giorni per la consultazione delle parti - per arrivare a una decisione dopo la notifica della disdetta del patto di sindacato tra i due azionisti principali.
Il 16 aprile è in programma il cda di Pirelli che sarà chiamato ad approvare i risultati definitivi del 2025 e a convocare l'assemblea, in calendario il 25 giugno. In occasione dell'assise sarà rinnovato anche il board del gruppo che, a questo punto, sarà inevitabilmente ancora a guida italiana. Entro la fine di maggio dovranno essere presentate le liste.
Nei mesi scorsi erano emerse diverse ipotesi prese in considerazione dal governo per tutelare la presenza sul mercato degli Stati Uniti della tecnologia Cyber Tyre, come ha più volte ribadito il ministro Urso. Dal blind trust per tutta o gran parte della quota cinese a limitazioni sulla presenza di Sinochem in cda (come effettivamente deciso), fino all’isolamento delle attività Cyber Tyre negli Usa in un veicolo a parte.
Nessuna aveva riscontrato il favore di tutte le parti in causa, con i rumors dietro le quinte che parlavano di una valutazione attenta dell'esecutivo per varare una misura equilibrata. (riproduzione riservata)