Pirelli +17% da inizio anno, Citi taglia il rating a neutral ma vede valore nel titolo: il nodo Sinochem
Pirelli +17% da inizio anno, Citi taglia il rating a neutral ma vede valore nel titolo: il nodo Sinochem
Alta qualità e titolo difensivo, ma ora il rapporto rischio/rendimento di Pirelli è più equilibrato per Citi

di Francesca Gerosa 08/07/2026 10:10

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Pirelli ha corso troppo da inizio anno e Citi taglia il rating, pur aumentando il prezzo obiettivo, ritenendo che ora il rapporto rischio/rendimento sia più equilibrato. Il gruppo degli pneumatici continua a offrire un’esposizione al top nella sua categoria e un’esecuzione di altissimo livello sulla storia di arricchimento del mix verso gli pneumatici HV da 18 pollici, e il broker continua a ritenere che la guidance 2026 sia raggiungibile.

Perché Citi taglia il rating a neutral

Tuttavia, con stime in linea con quelle del consenso sia per il secondo trimestre del 2026 sia per l’intero esercizio (ebit rettificato atteso a 275 milioni di euro, l’1% sotto il consenso; 1.080 milioni nel 2026, 20 punti base sotto il consenso), e considerando la forte performance da inizio anno (+17%), Citi ha abbassato il rating da buy a neutral. «Pirelli continua a offrire caratteristiche difensive solide e una storia affidabile in termini di margini e free cash flow, qualcosa di raro nel settore automobilistico europeo», sottolinea Citi.

Meglio Michelin e Continental

Nella misura in cui le prospettive per i fornitori e i produttori automobilistici europei dovessero indebolirsi ulteriormente d’ora in poi, «queste caratteristiche potrebbero permettere un’ulteriore rivalutazione del titolo. Tuttavia», avverte Citi, «con l’azione che si trova in una situazione di ipercomprato pari a due deviazioni standard, valutazioni ora più equilibrate e stime in linea con quelle del consenso, passiamo a neutral, preferendo Michelin e Continental nella seconda metà del 2026 alla luce del trend di recupero del ciclo dei camion».

Il prossimo catalizzatore per Pirelli saranno i risultati del secondo trimestre, dove però conti solidi sembrano già incorporati nel prezzo del titolo in borsa dopo il rialzo del 17% negli ultimi 6 mesi sui massimi da 8 anni. Quindi, meglio prendere profitto per Citi, anche se ci sono ancora molte cose positive dal punto di vista dei fondamentali, «ma dopo il forte rialzo è arrivato il momento di una pausa».

E questo anche se con un mix di vendite HV superiore all’80% in un mercato UHP (pneumatici Ultra high performance, cioè ad altissime prestazioni) estremamente solido nel 2026, con margini ai vertici della categoria e una crescita organica di oltre il 2% per più di quattro anni, i fondamentali di Pirelli rimangono molto forti nel settore.

Cosa può spingere Pirelli a un’altra corsa

Certo l’azione potrebbe continuare la sua corsa se il trend dell’UHP continuasse a sorprendere verso l’alto, cosa plausibile poiché le auto con un elevato contenuto di equipaggiamento degli anni del Covid entreranno per la prima volta nel canale della sostituzione, soprattutto alla luce del messaggio positivo arrivato dalla rivale Continental. Allo stesso modo, il mix dei canali nella seconda metà del 2026 potrebbe sorprendere positivamente, poiché una minor produzione di veicoli leggeri consente a tutte le componenti del mix di migliorare (canale, area geografica, fascia di prodotto, mix di pneumatici invernali).

Citi ha comunque aumentato leggermente il prezzo obiettivo da 7,40 a 7,50 euro sulla base di un modello Dcf che assume una crescita dei ricavi del gruppo nel medio/lungo termine pari al 2%/1%, margini ebit pari al 16%/15% e un Wacc dell’8%. A 7,50 euro contro un prezzo dell’8 luglio in borsa a 6,71 euro (-3,10%), Pirelli verrebbe scambiata a 13 volte l’utile per azione (eps) stimato per il 2027. Questo si confronta con un p/e prospettico a 12 mesi del settore europeo degli pneumatici pari a 12,5 volte. « Ma siamo tranquilli nel pagare un piccolo premio per la capacità di Pirelli di fornire risultati costanti in termini di crescita e margini», precisa Citi.

Per altro nello scenario rialzista (bull case) Citi assegna all’eps 2027 di Pirelli un multiplo di 15x «che riteniamo rappresenterebbe un obiettivo di rialzo ragionevole se il flottante potesse essere aumentato e se la crescita organica e i margini ebit si espandessero oltre il consenso: 15,9% nel 2026, 16,3% nel 2027, 16,7% nel 2028», indica il broker. Già in passato Pirelli ha scambiato a un p/e a 15x e «questo potrebbe sbloccare un potenziale rialzo verso il nostro scenario bull di 9 euro».

Dall’altro lato, «qualora vedessimo un periodo di crescita organica più bassa, investimenti superiori al trend e margini inferiori al consenso, il p/e di Pirelli potrebbe ridursi nuovamente verso i minimi storici intorno a 9x, cosa che determina il nostro scenario ribassista (bear case) con prezzo obiettivo di 5 euro», aggiunge Citi.

Il nodo Sinochem

Infine, Citi si sofferma sulle indiscrezioni secondo cui il miliardario ceco Strnad è interessato all’acquisizione di una quota del 10-20% di Pirelli che potrebbe essere ricavata dall’attuale partecipazione del 34,1% detenuta dai cinesi di Sinochem. 

Un tale sviluppo sarebbe coerente con la continua evoluzione della struttura azionaria di Pirelli, mentre Sinochem è sotto pressione per ridurre la propria influenza a causa delle restrizioni italiane sul golden power e del maggior controllo degli Stati Uniti sulla proprietà cinese nei settori sensibili. «Vedremmo qualsiasi riduzione della quota cinese e qualsiasi aumento del flottante di Pirelli come un elemento positivo per questa storia azionaria, con il titolo che ha reagito positivamente alle notizie della scorsa settimana», commenta ancora Citi.

Un beneficio di lungo termine derivante dalle recenti soluzioni adottate sul fronte della governance è che Pirelli ora accelererà gli investimenti negli Stati Uniti, al fine di rendere ulteriormente locale la propria esposizione al mercato statunitense, all’interno dell’attuale budget per il capex pari al 7% delle vendite. Questo dovrebbe consentire all’azienda di ridurre il rischio legato all’esposizione ai flussi transfrontalieri verso gli Stati Uniti, un aspetto particolarmente rilevante dopo l’introduzione dei dazi, e di cogliere la forte crescita del mercato statunitense degli pneumatici HV, dove la forza del marchio Pirelli rimane molto solida. (riproduzione riservata)