Saranno i giudici a stabilire chi ha ragione tra Cloudflare e Agcom. La società statunitense, che fornisce servizi cloud, ha deciso di fare ricorso contro la multa da 14 milioni di euro ricevuta a fine dicembre 2025 dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) italiana, sostenendo che l’intera legge italiana sulla pirateria online sia inefficace e dannosa per l’ecosistema digitale.
Dal luglio 2024 in Italia è attivo lo scudo anti-pirateria Piracy Shield, una piattaforma gestita dall’Agcom che permette ai detentori di diritti, soprattutto di eventi sportivi come le partite di calcio, di segnalare in tempo reale indirizzi IP che trasmettono illegalmente i contenuti in streaming.
La legge - è l’interpretazione dell’Agcom - coinvolge anche i fornitori di servizi come Cloudflare, chiamati a disabilitare i domini segnalati. Tuttavia, secondo l’Authority, la società americana non ha preso i provvedimenti chiesti dalla normativa.
Il meccanismo non piace al gruppo cloud. «È paragonabile a un enorme condominio in cui un inquilino non paga la bolletta della luce e, invece di interrompere la corrente a quella specifica unità, l’azienda elettrica taglia la linea principale all'intero edificio», si legge in una nota dell’azienda americana.
Cloudflare, insomma, non ci sta. Il gruppo sostiene che la legge sul Piracy Shield sia «tecnicamente pericolosa» e «rischi di causare un’interruzione generalizzata dell’economia digitale in Italia», prosegue la società.
Lo scudo Agcom «sta danneggiando Internet in Italia senza risolvere il problema della pirateria», aggiunge Matthew Prince, co-fondatore e amministratore delegato di Cloudflare. «La piattaforma non sta solo impattando Cloudflare, ma minaccia ogni aspetto di Internet in Italia, scoraggia gli investimenti e rischia di compromettere i servizi essenziali che poggiano sulla rete».
In più, secondo Cloudflare la multa Agcom sarebbe sproporzionata e non in linea con le regole del Digital Services Act (Dsa) europeo. «L’Agcom avrebbe un limite per sanzionare un’azienda. Sulla base dei profitti registrati da Cloudflare in Italia nel 2024, la sanzione dovrebbe raggiungere un massimo di 140 mila euro. La multa comminata è 100 volte superiore al limite legale sulla base di un’argomentazione giuridica scorretta», continua la nota dell’azienda.
Tuttavia, a dicembre l’Authority italiana dichiarava di aver applicato una multa pari all’1% del fatturato globale della società, quindi al di sotto della soglia del 2% fissata dalla normativa.
Nel 2024 Cloudflare ha registrato ricavi complessivi pari a 1,7 miliardi di dollari, mentre per il 2025 la stima è di circa 2,14 miliardi. In Italia la società aveva un giro d’affari di circa 7 milioni di euro nel 2024, secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza. (riproduzione riservata)