Mps, ecco chi è Pierluigi Tortora, l’imprenditore green artefice della riconferma di Luigi Lovaglio
Mps, ecco chi è Pierluigi Tortora, l’imprenditore green artefice della riconferma di Luigi Lovaglio
L’imprenditore romagnolo, partendo con l’1,2% dei voti detenuti dalla sua Plt holding, è riuscito a far vincere la sua lista. La scelta di sostenere Lovaglio maturata dopo la scalata di Mps su Mediobanca

di Alessandro Rigamonti 15/04/2026 19:05

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L’imprenditore delle rinnovabili Pierluigi Tortora, partendo con l’1,2% dei voti detenuti dalla sua Plt holding, è riuscito a mantenere Luigi Lovaglio sulla tolda di comando di Mps per il secondo mandato pieno. Tortora, a capo di un gruppo da 1,3 miliardi di attivi che spazia dall’eolico e solare e dall’immobiliare all’intelligenza artificiale, ha così sconfitto la lista, sostenuta da Francesco Gaetano Caltagirone, che proponeva come candidato alternativo Fabrizio Palermo.

L’identikit di Tortora

Di Rimini, sposato con due figlie, Tortora è il classico uomo del fare dal low profile: laureato in ingegneria civile a Bologna nel 1981, è diventato dirigente a 29 anni, step a cui è seguita una prima fase della carriera nel mondo delle municipalizzate. Ha guidato la multiutility di La Spezia oggi confluita nel gruppo Iren, quotata a Piazza Affari.

Poi la scelta di diventare imprenditore con il gruppo Plt, attivo nel business della cogenerazione, fotovoltaico e eolico che ha venduto poi nel 2021 a Plenitude dell’Eni incassando oltre un miliardo di euro. Plt poi è rimasta nel business delle energie green, ricostruendo un portafoglio che comprende 375 MW in esercizio, 260 MW in costruzione e un target di 900 MW di impianti in esercizio entro il 2031 in Italia.

L’appoggio a Lovaglio

La scelta dell’imprenditore romagnolo di appoggiare Lovaglio è maturata dopo la scalata di Mps confezionata da Lovaglio su Mediobanca. Lo stesso banchiere lucano aveva convinto nell’autunno dello scorso anno Tortora, ex componente del patto di consultazione di Piazzetta Cuccia, ad aderire all’opas.

«Quando venne lanciata l’opa da Mps, all’inizio appoggiai la mossa difensiva di andare su Banca Generali ma nel frattempo ho cominciato a seguire il piano di Mps e l’ho trovato molto innovativo, con l’integrazione di Premier e Widiba e con una banca d’affari come Mediobanca dentro Mps che può favorire una mentalità più aperta al mercato anche per piccoli e medi imprenditori», ha spiegato lo stesso Tortora a MF-Milano Finanza. All’orizzonte ci sono 16 miliardi di dividendi del piano industriale che Lovaglio ha promesso ai soci nei prossimi 5 anni. (riproduzione riservata)