Molto equilibrato, ma sempre diretto. Potrebbe riassumersi così l’atteggiamento di Pier Silvio Berlusconi quando gli si chiede di politica. Le domande in questo campo arrivano sempre, da alcuni anni, durante l’incontro con la stampa, appuntamento nato per raccontare le novità del palinsesto televisivo e fare il punto sugli sviluppi industriali del primo gruppo paneuropeo.
Quest’anno non è mancata la domanda sul futuro di Roberto Vannacci all’interno del fronte di centro-destra. «Sono abituato a dire quello che penso: è un bravo comunicatore, è efficace», ma se sia «coerente col pensiero mio, di ciò che deve essere il centrodestra, in termini di propaganda direi di no». E poi precisa: «La propaganda è la propaganda e Vannacci lo sa molto bene», ma «in termini di realtà dei fatti aspettiamo di vedere il programma di Vannacci, vedremo quanto è coerente con il programma del centrodestra e poi si capirà che cosa fare», sottolineando in di non voler «dare nessun consiglio al governo. Questo è il mio pensiero da cittadino».
Con la stessa schiettezza, sempre rispettosa, Berlusconi ha poi aggiunto che «l’Italia non è nuova a fenomeni che dal nulla crescono a livello politico. Non mi stupisce che in questo momento emerga Vannacci». Alla domanda su quale dovrebbe essere la linea di Forza Italia, Berlusconi ha poi risposto: «Forza Italia deciderà in piena autonomia che cosa deve fare. Punto. Io non mi permetto di dare consigli al governo e non mi permetto di dare consigli a Forza Italia. Ho solo espresso il mio pensiero. E ribadisco: un conto è la propaganda, un conto sono i programmi. Poi deciderà l’Italia».
Molto più dirette, senza perdere mai l’aplomb, sono le riflessioni su Donald Trump e Giorgia Meloni. Alla domanda su che cosa abbia provato davanti agli insulti del presidente Usa alla premier italiana, Berlusconi risponde da cittadino italiano: «Sono orgoglioso di essere italiano. È una cosa che mi ha toccato, mi ha profondamente infastidito». Il presidente e ceo di Mfe-MediaForEurope ha ribadito la stima per Meloni, spiegando che «vista la situazione e visto il personaggio con cui abbiamo a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare: trovare l’equilibrio tra tenere una posizione giusta con gli Stati Uniti, ma non mollare il punto sulle posizioni europee». E ha ribadito: «In quell’occasione mi sono sentito offeso, perché è ingiusto, offeso da italiano. Tutto il mio appoggio al nostro primo ministro, Giorgia Meloni. Penso che da italiano io debba essere con lei e sono con lei». (riproduzione riservata)