L’Italia ha «le carte in regola» per giocare un ruolo di rilievo nella tornata di nomine europee in vista nel 2027, imperniate sulla scelta del successore di Christina Lagarde alla presidenza della Banca Centrale Europea. D’altronde «il sistema bancario italiano è solido, la Banca d’Italia è tra le istituzioni più prestigiose e rigorose del panorama europeo. Vedremo, abbiamo le carte in regola. Ma quello che conta di più è scegliere bene. La Bce in questi anni è stato il porto sicuro delle nostre economie e della nostra stabilità. Quello che più conta non sono le scelte nazionali ma che continui ad esserlo». Lo ha dichiarato a MF-Milano Finanza Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo e fondatrice del movimento «Spazio Pubblico», il giorno dopo la vittoria al 44% dell’Alternative für Deutschland (AfD), il partito di ultradestra tedesco, alle elezioni in Sassonia-Anhalt.
Domanda. Secondo lei, la vittoria di AfD è segno di un trend politico a livello europeo?
R. Pur riguardando un test locale l’esito elettorale deve invitarci a riflettere e ad assumere con urgenza scelte conseguenti. È chiaro che il governo Merz non gode di un consenso diffuso sufficiente a poter proseguire in continuità la sua esperienza. Dipenderà dal cancelliere e dalla maggioranza che lo sostiene, ma è evidente che qualche cambiamento è necessario. C’è indubbiamente un problema a est e nodi non sciolti presenti fin dalla riunificazione. Allo stesso tempo non mi sfugge l’ennesimo sintomo di una malattia più profonda che riguarda tutte le società occidentali e a cui la destra sembra dare risposte. Sbagliate e immorali, ma efficaci per raccogliere consenso.
D. Se l’AfD dovesse arrivare al governo in Germania, quanto sarebbe a rischio il progetto europeo?
R. La Germania assieme agli altri paesi fondatori è l’architrave dell’Europa. Il contraccolpo sarebbe durissimo, anche se a pagarne il prezzo più alto sarebbe la Germania stessa. Credo e confido che la maggioranza dei tedeschi ne sia consapevole.
D. Quanto pesa la crisi economica tedesca nella crescita dell’AfD? Cioè il consenso all’estrema destra è anche il prodotto di salari, industria, energia e competitività in difficoltà in Germania?
R. Certamente è un elemento molto significativo. Il modello sociale europeo sembra essere in affanno in tutta Europa, la crescita è molto lenta, il divario con le altre potenze diventa pericolosamente ampio. Ma la risposta è l’Europa, non il protezionismo. Dobbiamo riformare le nostre istituzioni e il loro funzionamento, sostenere la crescita e l’unione dei mercati, consolidare diritti e salari in una dinamica di crescita del ceto medio.
D. Alle elezioni in Sassonia-Anhalt hanno inoltre guadagnato terreno i verdi, sintomo che i principi del Green Deal si muovono nella giusta direzione secondo i cittadini tedeschi?
R. Esiste sicuramente una giusta domanda di contrasto più deciso ai cambiamenti climatici. Va interpretata e accolta, ma nella giusta prospettiva di innovazione industriale ed energetica. Non possiamo più permetterci di regolare e basta. (riproduzione riservata)