Piazza Affari è tornata dai livelli del 2000, oltre 50.000 punti, ma negli ultimi 26 anni i cambiamenti nel listino milanese sono stati strutturali. In questa borsa che conta oggi 407 azioni per una capitalizzazione di mercato complessiva di 1.170 miliardi, le quotazioni si sono pressoché azzerate. Il 2026 per ora ha registrato l’ipo di Praexidia Industrie Strategiche a gennaio su Egm Pro, un veicolo che deve essere ancora capitalizzato per diventare una piattaforma di acquisizioni di società strategiche italiane nel settore della difesa.
Le attese, fino a qualche giorno fa, erano di vedere il ritorno di Edison a Piazza Affari nel secondo semestre 2026, ma così non sarà per ragioni di geopolitica. E non si quoterà quest’anno neppure Dolomiti Energia, complice una fragilissima tregua fra Usa e Iran, mentre Newcleo ha deciso di puntare direttamente al Nasdaq dove troverà un parterre più ampio di investitori. Intanto proseguono i delisting, ovvero l’uscita di scena delle società da Piazza Affari: nel 2026 sono già una decina i casi, cui aggiungere quelli annunciati. Come la straordinaria storia di Braga Moro, che si delista dopo 10 mesi dalla quotazione grazie ad un club deal composto dal suo ad, Andrea Passanisi, assieme a Giuliano Caslini, presidente del Gruppo Bianalisi, Fabio Sattin (storico esponente del private equity italiano), Banca Finnat e Acciaierie Venete.
Nel frattempo, piovono nuovi Etf su Borsa Italiana: 181 nuovi strumenti quest’anno, fra fondi attivi, passivi, anche con leva fino a 3 volte sia long che short e strumenti dedicati alle materie prime, per un totale di 2.392 veicoli quotati. A conti fatti, si tratta di circa cinque volte il numero delle azioni. Se andiamo a guardare la capitalizzazione di mercato, tutti gli Etf presi nel complesso valgono 208 miliardi di euro, un quinto della market cap complessiva della borsa italiana.
Ma sono le obbligazioni a farla da padrone, infatti si contano 3.957 strumenti quotati sui mercati obbligazionari fra i segmenti Mot, EuroTlx e Access per un valore di oltre 17.000 miliardi (fonte, Borsa Italiana) per la maggior parte si tratta di titoli di Stato. Ovvero quasi 15 volte il valore delle azioni. Del resto, la base è la marea di Btp con collocamenti record, basti pensare che l’ultimo Btp Valore, datato marzo 2026, ha raccolto 16,2 miliardi di euro. E il 23 giugno è previsto già un altro collocamento, Btp Italia Sì.
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L’amministratore delegato di Borsa Spa, Fabrizio Testa, riconfermato in carica di recente, è tornato in settimana a parlare di quotazioni a Milano. E ha spiegato che per aumentare il numero di ipo occorre rafforzare la «cultura del mercato dei capitali» tra le imprese italiane. E questo mentre Piazza Affari continua ad attrarre sempre maggiore interesse per gli investitori grazie alla «qualità delle aziende quotate». Il tema delle quotazioni resta centrale per lo «sviluppo del mercato dei capitali italiano», ha detto Testa. Il top manager, guardando alla seconda parte dell'anno, vede una «pipeline interessante, con diverse società di medie e grandi dimensioni che stanno valutando il mercato come leva per sostenere crescita, visibilità internazionale e accesso a nuovi capitali».
Nel frattempo, a Wall Street Elon Musk sta lavorando alla quotazione di SpaceX, un’operazione della bellezza di 1.800 miliardi di dollari in vista dell’ipo di questo conglomerato che va dai razzi spaziali all’intelligenza artificiale. Significa che una sola azione varrà ben oltre Piazza Affari presa nel complesso. Ad oggi, come si è visto, il saldo positivo è solo per gli Etf e i bond, mentre le quotazioni si concentrano, soprattutto quelle di grandi dimensioni, a Wall Street, e in seconda battuta in Cina.
Due Paesi che si contendono il primato delle innovazioni sull’intelligenza artificiale. Ma così non va bene, hanno messo in guardia Mario Draghi ed Enrico Letta nel libro bianco mercato dei capitali, tanto voluto dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen. Perché il risparmio degli europei deve essere indirizzato nelle aziende del Vecchio Continente, che a loro volta devono essere incentivate a cercare capitali attraverso la quotazione e non solo in banca.
Ben vengano gli Etf, ma sempre più spesso sono incentrati su titoli e indici esteri, a partire dal Nasdaq. A questo punto sarebbe davvero strategica una fusione fra Euronext, la holding dei listini europei partecipata da Cdp con l’8% e che controlla Borsa Spa, con Deutsche Boerse. Un tema anticipato il 30 aprile da Milano Finanza, parlando della possibilità della creazione di una super borsa europea da 10 mila miliardi di capitalizzazione di mercato includendo tutte le 2.300 azioni scambiate sulle nove borse abbracciate dai due gruppi, in grado di macinare ogni anno un giro d’affari da 9 miliardi e 2,7 miliardi di utili. Un gruppo che andrebbe da Lisbona a Parigi, da Milano a Francoforte, da Oslo ad Atene. Un sogno? Sul tema è stato interpellato il ceo di Euronext, Stéphane Boujnah, a fine maggio dalla Commissione bilaterale Banche. E il top manager ha spiegato di fatto che ha «cercato una fusione fra Euronext e Deutsche Boerse già tre volte e non credo che in un futuro prossimo ci sarà una fusione… Se si vuole costruire qualcosa di internazionale di integrato, sarebbe possibile e avrebbe anche senso», ha aggiunto, «ma dobbiamo pensare anche al fatto che in Germania in questo momento non c'è lo slancio per questa fusione, ma se dovesse succedere sicuramente sarebbe una cosa interessante».
Intanto i ministri delle finanze di Italia, Francia, Germania, Olanda, Polonia e Spagna hanno sottoscritto il 28 maggio un documento importante sul mercato unico dei capitali. In base al testo, che si focalizza sulla riforma dei mercati finanziari europei, Misp (Market Integration and Supervision Package), uno dei pilastri della futura Savings and Investments Union (cioè l’evoluzione della Capital Markets Union europea), è in arrivo una Sec delle borse, ovvero un’Esma rinnovata e potenziata per creare un mercato dei capitali più integrato e competitivo per finanziare crescita, difesa, innovazione e autonomia strategica europea. (riproduzione riservata)