Piazza Affari vola anche a giugno: Ftse Mib su del 3,3%, smentita la maledizione del sesto mese grazie alle banche
Piazza Affari vola anche a giugno: Ftse Mib su del 3,3%, smentita la maledizione del sesto mese grazie alle banche
Negli ultimi 29 anni il Ftse Mib ha perso in media l’1,5% a giugno. Il 2026 va controcorrente, ma non tutti i titoli brillano: per Stellantis e Avio è profondo rosso. L’analisi di Etoro

di Sara Bichicchi  01/07/2026 13:22

Ftse Mib
51.514,24 14.41.40

-0,33%

Dax 30
24.997,22 14.41.40

+0,01%

Dow Jones
52.319,20 14.30.01

+0,26%

Nasdaq
26.200,71 7.25.15

+1,52%

Euro/Dollaro
1,1384 14.26.43

-0,29%

Spread
78,91 14.56.50

+6,45

Il 2026 da record della borsa italiana smentisce anche la maledizione di giugno. Il sesto mese coincide spesso con una fase di ribassi, legata anche al proverbiale adagio «sell in May and go away» (vendi a maggio ed esci). Ma non quest’anno: stavolta giugno ha portato al Ftse Mib un rialzo del 3,3%

«I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: negli ultimi 29 anni giugno è stato un mese punitivo per il Ftse Mib, chiudendo in territorio negativo in ben 21 occasioni, quindi quasi tre volte su quattro, con una perdita media dell’1,5%», osserva Gabriel Debach, market analyst di Etoro. «Giugno 2026 ha però riscritto il copione. L’indice ha chiuso con un rialzo del 3,29% sul prezzo e del 3,5% in versione total return, piazzandosi come il quinto miglior giugno degli ultimi 29 anni. La maledizione stagionale, quella su cui generazioni di gestori hanno costruito strategie di alleggerimento estivo, non ha funzionato».

Il traino del risiko bancario

Piazza Affari ha beneficiato soprattutto della fibrillazione che da settimane circonda di nuovo le banche. La sfida per Monte dei Paschi, contesa tra Intesa Sanpaolo (con Unipol) e Banco Bpm, ha dato nuova linfa ai titoli degli istituti di credito che pesano per il 37% del Ftse Mib (con Intesa e Unicredit che da sole valgono il 27%). 

«La stagionalità conta se il mercato non ha una storia forte da raccontare», aggiunge Debach, «ma a giugno Piazza Affari una storia l’ha avuta: banche ancora al centro del risiko, assicurazioni premiate dalla qualità dei flussi, alcuni grandi pesi dell’indice capaci di compensare le crepe di energia, difesa e automotive. Il comparto bancario è stato l’indiscusso motore del mese con una media settoriale dell’11,7%».

La migliore blue chip a giugno è stata Bper, coinvolta nel risiko nel campo di Intesa: se a prevalere sarà l’offerta di Ca'de Sass, oltre 600 filiali Mps finiranno nella rete Bper passando per Unipol (azionista di riferimento della banca). Sostenuta da questa ipotesi, Bper ha guadagnato circa il 18% nell’ultimo mese. Un rialzo simile l’ha registrato Mps, seguita Mediobanca (+17%). 

L’industria in panne

Spostandosi dalle banche all’industria il quadro diventa più fosco. Titoli come Stellantis e Avio a giugno hanno perso quasi il 30% e anche il settore energetico non ha brillato, complici le prospettive di pace in Medio Oriente. Eni, ad esempio, ha ceduto l’8,5%.

«L’industria italiana ha vissuto un mese da dimenticare», conferma Debach. «Il comparto aerospazio e difesa arretra del 19,9% medio. Avio cede il 27% dopo un rally del 36,6% a maggio, una correzione violenta che riporta il titolo con i piedi per terra. Leonardo cede il 12,7%, pagando un raffreddamento delle attese sul riarmo continentale. Ma il vero titolo maledetto è Stellantis che affonda del 27,5%». (riproduzione riservata)