Piazza Affari tocca i minimi dal 20 maggio a 48.618 punti. Da quando, dal 1° ottobre, il sentiment è peggiorato a causa di una concomitanza di molteplici fattori (prezzi del petrolio sui massimi degli ultimi cinque mesi, bolla AI e Cina in bear market dopo dieci settimane consecutive di calo) l’indice delle blue chip milanesi ha lasciato sul terreno quasi il 5% e si è allontanato del 9,7% dal massimo storico a quota 54.041 punti (7 agosto 2026), trascinato al ribasso soprattutto dalle banche (lo spread Btp/Bund il 22 ottobre è balzato fino a 128,8 punti base a causa della crisi del debito in Francia) e dai titoli tecnologici (Stm, Technoprobe e Prysmian in primis).
I risultati delle principali società tecnologiche statunitensi non hanno alleviato le preoccupazioni sulla sostenibilità e i ritorni dei massicci investimenti nell’intelligenza artificiale. SpaceX ha registrato il suo primo utile da quando è quotata in borsa e Meta ha riportato ricavi nel terzo trimestre superiori alle aspettative. Tuttavia, il piano di Meta di emettere azioni ordinarie di Classe C senza diritto di voto ha riportato l’attenzione sulla spesa per l’AI.
E se Tesla ha tagliato di un quinto la propria previsione annuale di spesa in conto capitale e ha registrato un free cash flow positivo a sorpresa nel terzo trimestre, dopo aver investito molto meno di quanto gli analisti si aspettavano nei propri progetti di intelligenza artificiale e robotica, il produttore di server per l’intelligenza artificiale, Super Micro, ha previsto ricavi trimestrali e margini di profitto entrambi superiori alle attese.
«Rendimenti più elevati dei titoli di Stato dell’Eurozona possono rendere relativamente più interessanti le obbligazioni rispetto alle azioni e ridurre il valore attuale degli utili futuri delle imprese. Un meccanismo che interessa particolarmente i titoli tecnologici, spesso caratterizzati da valutazioni fondate su aspettative di crescita di lungo periodo», sottolinea a milanofinanza.it Francesco Megna, responsabile commerciale in banca. «Proprio la tecnologia, però, continua a rappresentare il principale motore della propensione al rischio».
L'intelligenza artificiale non viene più valutata soltanto come una prospettiva industriale, ma sempre più attraverso la capacità delle aziende di trasformare investimenti ingenti in ricavi, margini e flussi di cassa. È un passaggio importante. Dopo una fase nella quale il mercato ha premiato quasi indistintamente le società collegate all'intelligenza artificiale, «la stagione delle trimestrali potrebbe accentuare la selezione tra imprese capaci di produrre risultati concreti e realtà ancora sostenute prevalentemente dalle aspettative», avverte Megna.
In caso di un’ulteriore correzione dei titoli tecnologici, soprattutto se innescata dal tanto temuto scoppio della bolla dell’intelligenza artificiale, le azioni del comparto quotate a Piazza Affari da osservare non sono necessariamente quelle che hanno corso meno, ma quelle in cui il potenziale di crescita si accompagna a una minor dipendenza dall’euforia sull’AI. La selezione, quindi, passa dalla capacità degli utili di sostenere le valutazioni anche quando il mercato smette di premiare indiscriminatamente la tecnologia.
Nell’elenco dei titoli tecnologici citati nella tabella sotto si possono distinguere tre gruppi: quelli che hanno già beneficiato molto del rally del settore, quelli rimasti indietro ma con un potenziale di recupero secondo il consenso Bloomberg raccolto tra gli analisti (non è una misura della capacità di un titolo di resistere a un ribasso; un upside elevato può anche riflettere rischi significativi o aspettative che il mercato non ha ancora incorporato) e le società che possono beneficiare della domanda strutturale di infrastrutture e servizi digitali.
Il potenziale upside nella tabella è calcolato rispetto al consenso Bloomberg. È quindi il potenziale di rialzo implicito nei target price degli analisti, non una misura della capacità di un titolo di resistere a un ribasso. Un upside elevato può anche riflettere rischi significativi o aspettative che il mercato non ha ancora incorporato.
Tra i titoli che meritano maggior attenzione, stando al consenso Bloomberg, ci sono alcune mid cap come Sesa che ha guadagnato appena il 3% dall'inizio dell'anno e presenta un upside del 24,4%. Il profilo è interessante per chi cerca un titolo meno surriscaldato rispetto ai protagonisti del rally nel tech. La distribuzione informatica e i servizi IT, tuttavia, non sono immuni da una contrazione della spesa tecnologica delle imprese.
Inoltre Reply offre un'esposizione diretta alla trasformazione digitale e all'AI, ma il rialzo del 13% e l'upside del 16,9% indicano un margine teorico più contenuto rispetto ad altri nomi del settore. La tenuta dipenderà soprattutto dalla capacità di trasformare gli investimenti delle imprese in ricavi e margini.
CY4Gate ha una storia diversa: cybersecurity e intelligence possono beneficiare di esigenze strutturali, meno legate alla sola monetizzazione dell'AI. Il problema è che l'upside del 2,4% lascia poco spazio teorico al rialzo, a dimostrazione che un'attività potenzialmente difensiva non coincide automaticamente con un titolo a buon mercato.
La più grande Prysmian merita una menzione a parte. Non è un tecnologico puro, ma un fornitore di infrastrutture essenziali anche per la crescita dei data center. Con un rialzo del 19% e un upside del 52,3%, può rappresentare una maniera indiretta di investire nella digitalizzazione, diversificando l'esposizione rispetto ai produttori di chip come Stmicroelectronics e alle società maggiormente legate alle aspettative sull'AI. Resta da verificare quanto il prezzo rifletta già la crescita attesa.
Invece Technoprobe è il titolo che ha registrato il maggior rialzo (+110%) da inizio 2026. L'esposizione al collaudo dei semiconduttori lo rende interessante per il ciclo degli investimenti in chip, ma anche sensibile a eventuali revisioni delle aspettative sulla domanda AI. Comunque il consenso Bloomberg vede l’azione correre di un altro +60%.
STMicroelectronics con un +80% non è stata da meno da inizio 2026. Anche qui il consenso vede spazio per un ulteriore apprezzamento (+60%) nonostante il forte recupero. Ma l’azione risente sia del ciclo generale dei semiconduttori sia delle prospettive dei diversi mercati finali: non è una scommessa esclusiva sull'AI.
Quanto a TXT e-solutions (+54% da inizio 2026), i suoi sistemi software ampliano l'esposizione oltre la sola tecnologia legata all'AI. Il forte rialzo impone però di valutare quanto ottimismo sia già incorporato nel prezzo.
Infine, ci sono i titoli tech più penalizzati: Digital Bros -21%, DHH -5% e Unidata «solo» +9%. Quest’ultima combina un rialzo relativamente contenuto con il maggior upside nella tabella, pari a 68,8%. Va però considerata la possibile volatilità di un titolo di dimensioni più contenute.
DHH ha perso il 5% e presenta un upside del 60,2%. Hosting e servizi digitali possono avere una componente di ricavi ricorrenti, ma la capacità di tenuta va verificata, secondo gli analisti, attraverso crescita organica, marginalità e generazione di cassa.
Digital Bros è il titolo più penalizzato, con un calo del 21%, e presenta un upside del 56,9%. Il ribasso potrebbe aver creato un'opportunità, ma non dimostra che il titolo abbia raggiunto un minimo: nel settore dei videogiochi contano molto il calendario delle uscite, il successo dei singoli prodotti e la visibilità sui ricavi. (riproduzione riservata)