I listini azionari stanno diventando più selettivi sul tema dell'intelligenza artificiale, tanto che la rotazione settoriale si sta intensificando con i titoli dei chip e dei semiconduttori che hanno vanificato parte dei guadagni dopo un forte rally. Mentre gli investitori si concentrano sempre più su valutazioni, capacità di generare utili e sostenibilità delle spese legate all'AI, le trimestrali di fine luglio delle Magnifiche 7 rappresenteranno un test cruciale in questo senso.
«È in questo contesto più selettivo che le mid e small cap italiane si apprestano a pubblicare i risultati del secondo trimestre del 2026: le prime indicazioni suggeriscono che, in diversi casi, i trend operativi possano restare sostanzialmente coerenti con quelli del primo trimestre e il mercato sarà alla ricerca di conferme sulla tenuta dei modelli di business e sulla guidance per l'intero anno», sottolinea Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte, nel report mensile sulle mid e small cap italiane.
In questo scenario «non ravvisiamo chiari segnali di bolle di valutazione nel segmento e continuiamo a individuare numerose opportunità all'interno del nostro universo di copertura, privilegiando i titoli caratterizzati da pricing power, portafogli ordini solidi ed esposizione ai trend strutturali globali», ha proseguito l’esperto della sim. «In alcuni casi, come quello dei digital enabler, il consolidamento di un trend positivo richiede un approccio che distingua lo scenario italiano da quello dei peer internazionali. Più spesso di quanto si pensi, le mid e small cap italiane offrono l'opportunità di investire in solidi trend globali a valutazioni più interessanti».
Randone ha segnalato anche l'iniziativa PMI2Change (è stata lanciata a luglio da Banca Generali in collaborazione con Intermonte e Investlinx per sostenere le piccole e medie imprese italiane) come potenziale catalizzatore positivo per la liquidità delle small cap nei prossimi trimestri.
A questo proposito, ha osservato, se la liquidità delle large cap nell’ultimo mese (prezzi al 16 luglio) è cresciuta del 32,6% rispetto allo stesso periodo di un anno fa (il mese precedente +37,1% su base annua) e del 18% da inizio anno, il quadro è risultato in miglioramento anche per le mid e small cap: dal 1° gennaio +60,9% su base annua per le prime e +31,6% per le seconde, con un netto progresso per le mid-cap nell’ultimo mese: Bff Bank, Reply e Pirelli sul podio delle azioni più liquide (si veda la tabella).
Questo anche se nell’ultimo mese l’indice Ftse Italy Mid-Cap (-3,1%) ha registrato una performance inferiore del 2,8% rispetto all’indice principale (-8,6% da inizio anno su base relativa), mentre l’indice Ftse Italy Small Cap (+1,4%) ha sovraperformato il mercato dell’1,7% ma ha registrato un -17,7% su base relativa da inizio anno: Tesmec (+139%), Somec (+72%) e Wiit (+68%) le top performer, di segno opposto The Italian Sea Group (-74%), Misitano & Stracuzzi (-69%) e Bbf Bank (-68%).
«E se nell’ultimo mese, le revisioni delle stime di utile per azione sono state trascurabili per le large cap: +0,1%/+0,1% sugli eps 2026/2027, concentrandoci sulla nostra copertura delle mid-small cap abbiamo attuato una revisione al ribasso degli eps 2026/2027 del -2% e del -0,9%, rispettivamente, determinata essenzialmente da un taglio isolato delle stime su un singolo titolo a media capitalizzazione, mentre il resto dei titoli coperti è rimasto pressoché stabile», ha spiegato Randone.
In particolare, rispetto a fine 2025, la stima di utile netto 2026 di Elica è stata tagliata del 170% circa, quella di Banca Ifis dell’81,8% e quella di Misitano & Stracuzzi del 43,3%. Gli upgrade delle previsioni hanno, viceversa, interessato Ferragamo +91,1%, Somec +62,7% e Dhh +21,5%.
Se però si confronta la performance dall’inizio dell’anno con la variazione delle stime per il 2026 nello stesso periodo, si vede che i titoli del Ftse Mib hanno registrato un re-rating del 14,3% (+15,2% un mese fa), le mid-cap del +13,6% e le small cap del +6,8%. Sulla base del multiplo prezzo/utile, ha concluso Randone, «il nostro panel di mid e small cap è scambiato con un premio del 16% rispetto alle large cap, al di sotto sia del premio medio storico del 21% sia del livello di un mese fa al 17%». (riproduzione riservata)