Piazza Affari, le 15 azioni a sconto su cui puntare mentre i bond tornano a far paura
Piazza Affari, le 15 azioni a sconto su cui puntare mentre i bond tornano a far paura
Il ritorno del rendimento sui titoli di Stato riporta il costo del capitale al centro delle valutazioni. Ma proprio nel mercato azionario italiano emergono società interessanti che trattano a multipli depressi

di di Elena Dal Maso 02/10/2026 19:00

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Il ritorno dei bond con rendimenti da inizio anni Duemila rimette sotto pressione le valutazioni dell'azionario. Ma, proprio mentre il mercato obbligazionario globale attraversa una nuova fase di selloff, Piazza Affari offre ancora titoli che trattano a forte sconto rispetto ai propri multipli storici. È il caso di dieci società individuate nell'universo seguito da Luigi De Bellis, ceo di Equita, alle quali si aggiungono cinque nomi su cui ha posto l'accento Gianmarco Bonacina, responsabile degli analisti di Banca Akros. Il denominatore comune è un rapporto prezzo/utile atteso per il 2027 sensibilmente più basso della media degli ultimi cinque anni.

Il movimento parte dagli Stati Uniti. Il rendimento del Treasury decennale è arrivato al 5,34%, sui massimi dal 2002, mentre il trentennale ha superato il 5,6%. La pressione si è propagata anche ai mercati europei: il Btp decennale italiano è salito sopra il 4,7% e l'Oat francese si è portato al 4,96%, mentre il decennale giapponese si muove intorno al 3,11%. A rendere più delicato il quadro è l'inflazione. Nell'Eurozona il dato di settembre è salito al 3,8% annuo, dal 3,2% di agosto, ben oltre l'obiettivo del 2% della Bce.

Il rialzo dei rendimenti non viene però letto da Equita soltanto come un segnale di deterioramento del quadro macro. Per Luigi De Bellis, ceo della sim, il movimento dei tassi riflette soprattutto la maggiore solidità della crescita, più che una perdita di controllo dell'inflazione. Una distinzione importante per l'azionario: se i rendimenti salgono perché l'economia e gli utili tengono, l'impatto sulle borse può essere diverso rispetto a uno scenario di stagflazione o di forte deterioramento della crescita.

I 15 titoli selezionati

Il rischio, semmai, è che il costo del denaro rimanga elevato abbastanza a lungo da comprimere i multipli. E qui emerge il tema delle azioni italiane che hanno già subito un significativo de-rating, ovvero la riduzione del multiplo a cui il mercato valuta una società. Tra i dieci titoli selezionati nel paniere di Equita, Fincantieri è quello con lo scarto maggiore: il p/e atteso per il 2027 è pari a 15,93 volte, contro una media storica quinquennale di 65,93, con una differenza del -75,84%. Lo sconto è molto ampio, il confronto con la media storica è influenzato dalla forte volatilità degli utili di Fincantieri negli ultimi cinque anni.

Subito dopo si trova Moltiply (società che fornisce a banche e assicurazioni servizi di outsourcing e tecnologia, gestisce processi legati a mutui, prestiti, leasing), con un p/e 2027 di 10,67 volte contro 37,12 volte nella media degli ultimi cinque anni, pari a uno sconto del 71,26%. Qui il titolo sconta molto le attese del mercato di rialzi plurimi dei tassi nei prossimi dodici mesi, fatto che di solito riduce numero e consistenza dei mutui.

Amplifon (cura e nelle soluzioni per l’udito) tratta a 13,31 volte, il 62% sotto la media storica di 35,07 volte, mentre Brunello Cucinelli, nonostante il posizionamento nel lusso, presenta un multiplo di 30,8 volte, quasi la metà dei 60,39 della media quinquennale dopo il calo generale del settore.

La lista prosegue con Sesa (IT e della trasformazione digitale) a 11,37 volte gli utili attesi contro 21,64, con uno sconto del 47,46%, Campari (spirits) a 17,37 volte contro 28,55 (-39,16%) e Reply (system integration e servizi digitali) a 14,86 volte contro 24,03 (-38,16%). Più contenuto, ma ancora significativo, il differenziale di Technoprobe (testing dei microchip), che tratta a 43,89 volte gli utili attesi contro una media di 61,87 (-29,06%). Stm (chip) è a 20,22 volte, rispetto a 25,85 (-21,78%), mentre FinecoBank (risparmio gestito) è il titolo con il minor scarto del gruppo: 16,53 volte il p/e 2027 contro 18,96 nella media quinquennale, il 12,82% in meno.

La selezione di Equita non è casuale. La sim continua a privilegiare ciclici, finanziari e società esposte ai grandi investimenti strutturali, dalla tecnologia all'elettrificazione, dalle reti alla difesa. Nel comparto bancario e finanziario i tassi più elevati sostengono la redditività, mentre per l'industria la spinta arriva dagli investimenti in infrastrutture e capacità produttiva. Nell'AI, invece, Equita preferisce i fornitori della catena del valore più che i software puri. Il tema dei rendimenti incrocia così anche quello dell'intelligenza artificiale.

Sul fronte dei titoli a sconto, Banca Akros porta una seconda chiave di lettura. Il nome che ricorre è Fincantieri, con lo stesso p/e 2027 di 15,93 volte e uno scarto del 75,84% rispetto alla media quinquennale. La tesi di Akros poggia sul backlog record (portafoglio ordini già acquisiti ma non ancora completati o contabilizzati come ricavi) e sulla crescente esposizione alla difesa navale e alle tecnologie sottomarine, elementi che garantiscono visibilità sui ricavi e sostengono l'espansione della redditività.

Tra le altre scelte di Akros c'è FinecoBank, a 16,53 volte gli utili attesi e solo il 12,82% sotto la media storica, grazie a un modello integrato tra private banking, consulenza, trading e servizi bancari. Moncler tratta invece a 16,95 volte il p/e 2027, contro 29,04 volte nella media quinquennale, con uno sconto del 41,63%. In questo caso la lettura della casa d'affari punta sul pricing power del marchio (la capacità di aumentare i prezzi senza perdere clienti o vendite), sulla distribuzione diretta e sull'espansione internazionale.

Più marcato ancora lo sconto di Tip (Tamburi Investment Partners) a 16,09 volte contro una media di 43,21, pari al 62,76% in meno. La tesi di Banca Akros è legata alla qualità e alla diversificazione del portafoglio della holding industriale di Giovanni Tamburi e allo sconto sul Nav. Infine Mfe A (ex Mediaset) ha perso il 30% da inizio anno. Banca Akros sottolinea che si tratta del primo broadcaster commerciale paneuropeo con una piattaforma integrata tra Italia, Spagna e Germania e importanti sinergie industriali derivanti dal consolidamento europeo. La trasformazione «in campione media continentale offre potenziale di crescita degli utili e rivalutazione multipli rispetto ai concorrenti tradizionali».

E’ quindi importante non ignorare il rischio tassi, ma di guardare alla distanza tra prezzo e capacità prospettica di generare utili. In uno scenario nel quale il rendimento privo di rischio torna a pesare sulle valutazioni, la selezione dei titoli diventa ancora più importante. E a Piazza Affari alcuni multipli incorporano già una parte consistente di questo repricing: per gli investitori, il punto sarà capire quanto dello sconto rifletta effettivamente un nuovo regime di tassi e quanto, invece, rappresenti una valutazione già compressa rispetto alla storia. (riproduzione riservata)