Nel corso dell’ultimo mese, con lo scoppio della guerra del Golfo, il Ftse Mib ha perso l’8%, mentre il Ftse Mid Cap, che riunisce le medie imprese, ha lasciato sul terreno il 13%. Nel report mensile sulle pmi di Piazza Affari, Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte, osserva proprio questa differenza di reazione dei mercati, sotto pressione per i timori macroeconomici legati al conflitto in Iran. Infatti, sottolinea l’esperto, «le mid e small cap hanno fatto peggio risentendo della fase di riskoff degli investitori — con i rendimenti del Btp decennale in aumento di circa 50 punti base — e dei timori di una possibile riaccelerazione dell’inflazione».
Nonostante i risultati del 2025 siano stati nel complesso «rassicuranti, il sentiment è rimasto debole, in particolare nel comparto IT. Di conseguenza, le mid and small cap trattano oggi su livelli vicini ai minimi degli ultimi cinque anni rispetto alle large cap», ragiona Randone. Lo sconto, quindi, è sempre più evidente. Questo fatto, tuttavia, porta Intermonte a confermare una visione positiva sull’asset class e, in particolare, la preferenza per le «società di qualità, leader nei rispettivi settori, con valutazioni giustificate da prospettive di crescita realistiche o sostenute da una forte generazione di cassa». In tal senso Intermonte ha rivisto le attese sugli utili attesi nel 2026 delle mid cap: dall’analisi spiccano 10 società per percentuale di rerating (aspettative più elevate sulla creazione di profitti rispetto a inizio anno). Si tratta di Wiit, al primo posto (+39%), a seguire Ieg, Avio, Tesmec, Igd, Erg, Revo Insurance, Acea, Pharmanutra e Intercos (+15%). La tabella online qui sotto riporta tutti i rerating (giudizi positivi) o derating (negativi) del mondo mid cap.
Oltre agli abilitatori tecnologici (It enablers), Randone ritiene che opportunità interessanti possano emergere anche nei settori consumer e industriale, in particolare tra le aziende ben posizionate sui mercati internazionali grazie alla flessibilità dei modelli di business, alla qualità dei prodotti e alla solidità dei brand. Infine, il settore media potrebbe recuperare terreno, considerando che tratta attualmente a multipli particolarmente interessanti. E poi Intermonte si attende che il Fondo Strategico Nazionale indiretto di Cdp inizi a farsi sentire sul mercato con acquisti mirati. (riproduzione riservata)